“Un letto per due”: la vita coniugale raccontata in teatro
La prima milanese di “Un letto per due”, in scena al Teatro San Babila, ha proposto al pubblico una commedia dal taglio intimista che attraversa trentacinque anni di vita coniugale attraverso un unico spazio scenico: il letto matrimoniale. Lo spettacolo, scritto da Tato Russo, diretto da Livio Galassi e interpretato da Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi, dura circa un’ora e un quarto senza intervallo e si sviluppa con un ritmo costante e lineare, puntando soprattutto sul dialogo e sulla relazione tra i due protagonisti.
Una storia coniugale raccontata con misura
Il testo alterna momenti più leggeri a passaggi di tono più riflessivo. La struttura narrativa segue le tappe principali della vita di Riccardo e Marina: il fidanzamento, la nascita dei figli, il successo professionale di lui, le prime crepe del rapporto, fino alle difficoltà più mature. La coppia affronta speranze, delusioni, ripensamenti e contraddizioni, in un percorso che mette in luce tanto le fragilità quanto gli affetti che resistono nel tempo. La scelta di concentrare tutto in un unico ambiente scenico permette di mantenere l’attenzione sul rapporto di coppia, anche se talvolta limita la varietà visiva.
Un letto che diventa centro narrativo
La scenografia di Peppe Zarbo è dominata da un grande letto matrimoniale, che ruota e scandisce il passaggio da un quadro all’altro. Questo elemento diventa una sorta di “orologio fisico e biologico” della vita dei due protagonisti, accompagnandoli nei momenti più significativi: la “consumazione” del matrimonio, la nascita del primo figlio, la relazione extraconiugale di Riccardo, il matrimonio della figlia, fino al rapporto con la casa coniugale che da nido d’amore si trasforma in spazio di tensioni e ricordi ingombranti.
Due interpreti solidi e ben affiatati
Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi sostengono l’intera rappresentazione con professionalità. La loro intesa scenica è evidente e contribuisce a rendere credibili le dinamiche della coppia: lui interpreta un marito disincantato ma non privo di dolcezza, lei una moglie premurosa ma attraversata da distrazioni, rabbia e fragilità. Il pubblico ha reagito con diversi sorrisi e con un coinvolgimento crescente, soprattutto nei passaggi più ironici. Gli applausi finali sono stati calorosi e hanno incluso anche il regista Livio Galassi, invitato sul palco dai due attori.
Una regia ordinata e funzionale
La regia di Galassi accompagna il testo senza sovraccaricarlo, mantenendo un equilibrio costante tra leggerezza e introspezione. Le coreografie di Aurelio Gatti e i costumi di Giusi Giustino aggiungono alcuni elementi di movimento e colore, mentre l’impianto scenico rimane essenziale e coerente con la natura della commedia. L’insieme risulta equilibrato e rispettoso del materiale drammaturgico.
Perché vedere “Un letto per due”
“Un letto per due” offre uno sguardo semplice e diretto sulla vita di coppia, senza cercare soluzioni narrative particolarmente innovative. Tuttavia, la buona prova degli interpreti e la risposta attenta del pubblico contribuiscono a dare allo spettacolo un tono complessivamente riuscito. La platea del San Babila, piena per la prima, ha seguito con partecipazione l’intera rappresentazione, confermando l’interesse per una storia che, pur nella sua linearità, ha toccato temi che ogni spettatore ha potuto riconoscere.
Lo spettacolo sarà in replica a Milano sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo al Teatro San Babila – Corso Venezia 2/A.











