Il Comune di Cogne in Valle d’Aosta
ha presentato i primi risultati di un’indagine sul COVID-19 all’interno di una popolazione chiusa.
Subito dopo il week-end del 29 febbraio – 1° marzo, periodo particolarmente affollato di turisti a seguito anche del carnevale ambrosiano, prima che fosse decretato il lock-down a livello nazionale, il paese, che conta 1357 abitanti ed è situato in una valle chiusa a 1534 mt. s.l.m. nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, si é isolato volontariamente chiudendo tutte le attività turistico-ricettive ed effettuando controlli rigorosi per evitare nuovi ingressi. Hanno condiviso l’isolamento circa 100/150 non residenti che hanno scrupolosamente rispettato le limitazioni alla mobilità così come tutta la popolazione di Cogne Al fine di proteggere le persone che si trovavano a Cogne in quel periodo e di garantire sicurezza a coloro che si accingevano ad arrivare ha annullato anche i Campionati Mondiali Master, che si sarebbero dovuti svolgere dal 5 al 14 marzo in quei giorni.
Col passare del tempo si è notato che a Cogne la diffusione del virus sembrava veramente molto bassa (4 casi conclamati) per cui il Comune si è rivolto al Prof. Fabio Truc, Fisico Teorico esperto nel settore e cittadino di Cogne, per condurre un’indagine che potesse poi dare vita ad uno studio su come il virus si è diffuso in questa realtà Montana. Il Comune di Cogne, unitamente al Prof. Truc, si è avvalso della collaborazione del Gruppo IRV per effettuare uno screening sierologico, su base volontaria, della popolazione di Cogne e dei non residenti che hanno trascorso tutto il periodo di lock-down nella località. L’Istituto Salus di Genova si è poi occupato di analizzare i campioni sierologici e di fornire i referti. Grazie ad una collaborazione fra il Comune di Cogne, che ha finanziato parte dell’operazione, l’Associazione Nazionale degli Alpini-Gruppo di Cogne che ha contribuito grazie a donazioni personali di abitanti di Cogne e di non residenti, il Gruppo IRV e l’Istituto Salus che hanno offerto il loro aiuto a costi contenuti, l’indagine sierologica é stata effettuata su circa il 70% della popolazione. I primi risultati sono già particolarmente interessanti e a questo proposito il Prof. Truc ha commentato: “Il primo dato che emerge da un’analisi preliminare è l’elevata percentuale di soggetti asintomatici fra coloro che sono risultati positivi al test sierologico. Quasi il 76% dei positivi è asintomatico, percentuale molto più alta della media nazionale e nessuno a Cogne è deceduto o è stato ospedalizzato”.
Questa indagine costituisce la base di uno studio che sarà svolto dal Dipartimento di Fisica dell’Universitá di Torino con lo scopo di capire come si è propagato il virus all’interno di una popolazione chiusa e perché a Cogne si siano registrati così tanti asintomatici.











