Smart manufacturing Il sondaggio

Manufacturing Age su oltre 2 mila PMI.  Smart manufacturing, il sondaggio di Future Age rivela che nell‘83% delle imprese le rivalità interne  minano il passaggio inter generazionale. Nel 69%  dei casi i Ranger solitari al comando frenano l’innovazione.

Paolo Borghetti, Ad & Founder di Future Age
Paolo Borghetti, Ad & Founder di Future Age

Resilienza della Supply ChainTalent attraction e Talent Re-tention, gestione strategica del passaggio inter generazionale e della transizione digitale.

Sono solo alcune delle sfide per le oltre 800 mila PMI del comparto manifatturiero impegnate nell’evoluzione verso un modello manageriale di nuova generazione.

Un percorso, quello da azienda artigianale-accentrata a impresa digitale, che non rappresenta più un’opzione, ma il presupposto must-have per la sopravvivenza nell’arena competitiva delle Smart Factories.

Oggi il settore manifatturiero impiega oltre 5 milioni di persone, generando il 21% del PIL nazionale, pari a circa 291 miliardi di euro (Fonte: Istat; Oxford Economics 2022).

Eppure negli ultimi quindici anni il valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera made in Italy è sceso dell’8,4% in base alle rilevazioni dell’Ufficio studi della CGIA.

Le imprese del Nord-Est (+5,9%), grazie soprattutto al buon andamento dei settori estrattivo, agroalimentare, e delle acciaierie, contro una flessione al Sud.

Ma quali sono le sfide e le opportunità nel prossimo futuro per l’industria manifatturiera? Quali i pilastri per rimanere competitivi sul mercato? 

“Per affrontare le sfide attuali delle aziende del comparto manifatturiero del futuro è necessario un approccio olistico  con le scienze umane, la creatività e la psicologia.

Da queste esigenze nasce la figura del Digital Mentoring, un modello manageriale  per un percorso del cambiamento, spiega Paolo Borghetti, AD e fondatore di Future Age 

Per indagare gli aspetti e i trend del comparto manifatturiero, Future Age azienda specializzata nel Digital Mentoring che ha affiancato con successo oltre 400 PMI.

Sondaggio Future Age: il Gap nelle rivalità interne e nella Talent Attraction

Dai questionari sottoposti da Future Age a direttori di stabilimento e di funzione, sia di aziende prospect che clienti, sono emerse interessanti evidenze.

Nell’83% delle PMI il passaggio inter generazionale e gli equilibri relazionali sono minati da rivalità interne, che rischiano di ostacolare l’evoluzione aziendale.

Emerge, inoltre, che nel 69% delle aziende intervistate, gli imprenditori più anziani, i cosiddetti “ranger solitari”, esprimono difficoltà ad accettare le  nuove idee

Gli approcci proposti dai giovani, creando attriti che possono portare a conflitti interni.

Nel 77% delle PMI rispondenti i membri della famiglia ricoprono ruoli chiave e le tensioni possono sorgere per motivi di gestione, di leadership o anche per interessi economici.

Le decisioni aziendali rischiano quindi di essere influenzate più dalle relazioni famigliari che dalle logiche di mercato, mettendo a rischio la crescita e la longevità aziendale.

Molti giovani preferiscono cercare lavori in grandi multinazionali, percepite come più stabili e con maggiori opportunità di carriera.

Dalle risposte emerge, infatti, che ad accumunare le aziende del Panel è la crescente difficoltà nel reperimento di professionisti specializzati (89%).

Sono motivati a rimodellare, se necessario, anche il portfolio delle proprie competenze con azioni di up-skilling o re-skilling.

Future Age. Il Digital Mentoring: la forza dell’approccio olistico

Il Digital Mentoring integra in modo sinergico tre competenze chiave. In primis, la psicologia e la neuroscienza sono fondamentali per la comprensione e la gestione dei comportamenti umani, per la motivazione delle persone che ogni giorno con competenza ed entusiasmo contribuiscono al cambiamento delle PMI.

E soprattutto, le neuroscienze sono essenziali per la gestione efficace della comunicazione e delle dinamiche interpersonali.

E ancora: l’ingegneria svolge un ruolo cruciale per l’ottimizzazione e la  reingegnerizzazione dei processi.

Un tema cruciale per le PMI che desiderano migliorare la propria efficienza, ridurre i costi e aumentare la qualità dei prodotti o servizi.

Questo approccio implica l’analisi, la progettazione e la modifica dei processi esistenti attraverso la ridefinizione di Ruoli_Perimetri_competenze.

L’informatica, che accompagna le PMI italiane nel percorso della digitalizzazione l’introduzione e l’implementazione di software

  • ERP (Enterprise Resource Planning),
  • MES (Manufacturing Execution System), 
  • Business Intelligence fino ad arrivare all’intelligenza artificiale.

Da qui la creazione del Mentor, un manager con formazione ingegneristica, ma con un approccio umanista.

Un uomo d’impresa con trentennale esperienza nel mondo industriale produttivo in ruoli apicali come Direttore Operation o Direttore di stabilimento. 

Future Age: migliorare la reputazione per attrarre dipendenti capaci e motivati

Dalla survey condotta da Future Age emerge che molte PMI si trovano ad affrontare la crescente difficoltà di reperire dipendenti motivati.

Più di un imprenditore su tre (37%) dichiara di voler vendere la propria azienda per l’impossibilità di trovare sul mercato italiano collaboratori motivati e capaci.

In questo il programma Digital Mentor ha creato con l’aiuto dell’IA per migliorare l’attraction delle PMI attraverso il miglioramento della reputazione aziendale. 

Ridisegnare ruoli-perimetri-competenze nel settore dello stampaggio:
il Caso Bonpress

Il Digital Mentor ottimizza la gestione della Supply Chain Management migliorando l’organizzazione attraverso la ridefinizione

Ruoli-Perimetri-Competenze e portando ad un nuovo livello di efficientamento i processi aziendali. 

Un esempio fra tutti è il caso di Bonpress, azienda leader nel settore dello stampaggio a caldo dell’ottone che ha al suo attivo un fatturato 18 milioni di euro.

Una mappatura che è stata funzionale a rendere chiari a tutti i collaboratori  ruoli e mansioni, identificando le prime linee che prima mancavano.

Un cambiamento virtuoso, che ha portato ad un maggior focus sugli obiettivi e sulle aree di miglioramento aziendali, con fidelizzazione della squadra. 

Nuova cultura data-driven per l’Automotive: il Caso Stanadyne.

Stanadyne, storica azienda multinazionale leader nel comparto Automotive nella tecnologia per i sistemi di gestione del carburante e dell’aria basati sul motore.

Quando leadership gentile non fa rima con globalizzazione:
il caso di Iro S.p.A

La vocazione internazionale è uno dei fattori essenziali per l’espansione delle PMI manifatturiere italiane.

Come nel caso di Iro S.p.A (Industrie Riunite Odolesi) Acciaierie e Ferriere, con un fatturato di 290 milioni di euro. Grazie al Digital Mentoring ha standardizzato le procedure.

Strutturando un percorso sistematico in grado di garantire elevati risultati di performance e miglioramento continuo nella gestione dei dati.

Un modello di business virtuoso, per la globalizzazione con strumenti customizzati, passando dalla leadership gentile alla leadership di processo. 

Smart manufacturing Il sondaggio

A proposito di Future Age

Nata nel 2015 dall’intuizione imprenditoriale di Paolo Borghetti, imprenditore seriale e Business Mentor, Future Age è un’organizzazione specializzata nel Change Management e nell’innovazione ad alto impatto.

La sua mission è quella di accompagnare le PMI italiane nel percorso per l’evoluzione digitale sostenibile, nel segno nell’integrazione fra persone, processi e tecnologie.

Future Age ha rivoluzionato il mondo dell’informatica introducendo la figura del Mentor, un manager che combina competenze scientifiche e umanistiche, come l’intelligenza emotiva e la Programmazione Neurolinguistica (Pnl).

Oggi l’azienda – che ha un organico di 30 collaboratori – ha al suo attivo un portfolio di oltre 300 clienti attivi, un fatturato di 4 milioni di euro ed un patrimonio netto che si avvicina ai 4 milioni di euro.

Nel 2022 il suo modello di Digital Mentor ha raggiunto una diffusione ancora più estesa: il 47% del fatturato Future Age, infatti, è stato generato al di fuori della Regione Lombardia. L’esercizio 2023 si è concluso con un Ebitda al 32% e un fatturato di 4 milioni.

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