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Scuola: I docenti italiani? Aggiornati, stressati e più vecchi di tutti

Chi sostiene che quella dell’insegnante non è una professione da annoverare tra quelle logoranti, dovrebbe andarsi a leggere gli ultimi dati OCSE: quelli dai quali si evince che i nostri docenti sono i più anziani tra i Paesi sviluppati rispetto all’Europa ma anche a tutto il mondo: ben il 58% dei docenti italiani, tra elementari e superiori, ha più di 50 anni, contro una media OCSE del 34%.

Marcello Pacifico (Anief): “Quando apprendiamo dai rapporti internazionali che i nostri insegnanti sono molto attaccati alla professione, realizzano un’efficace azione formativa, si aggiornano in modo permanente, anche a livello tecnologico, e hanno un rapporto positivo con i propri alunni, ci chiediamo perché lo Stato non debba considerare per loro le stesse soglie per l’accesso alla pensione che si adottano in Europa e nell’area Ocse. È un’emergenza da affrontare: lo chiediamo al nuovo governo. Assieme a quella di assumere i precari storici, che rappresentano delle preziose e comprovate risorse”.L’ultimo studio svolto nei Paesi sviluppati sull’anzianità dei docenti non lascia ombra di dubbio: l’Italia è al primo posto per numero di docenti più avanti negli anni. Seguono – scrive Orizzonte Scuola – l’Estonia, la Lettonia, il Cile, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Germania, la Nuova Zelanda, la Spagna, il Giappone, la Svezia, l’Ungheria, la Finlandia, gli Stati Uniti, la Francia, il Belgio, il Canada, la Corea del Sud, il Regno Unito, la Slovacchia, l’Irlanda, l’Olanda, la Grecia, il Lussemburgo, la Svizzera, Israele, il Portogallo, la Norvegia e la Turchia (quest’ultima con il corpo docente più giovane).
Quella dell’Ocse è una triste conferma: dopo i dati preoccupanti pubblicati nel Conto annuale publicato dal Mef, già a inizio estate l’indagine internazionale Talis, Teaching and Learning International Survey, fece emergere che i docenti italiani hanno un’età media di 49 anni e che l’Italia dovrà rinnovare circa un docente su due nel prossimo decennio. Eppure, dalla “Nota Paese rivolta all’Italia”, si trasse un giudizio più che positivo del docente medio italiano, sempre aggiornato, collaborativo e al passo con la tecnologia applicata alla didattica.