Scuola docenti
Scuola Docenti

Hanno diritto a scatti d’anzianità e risarcimento danno. Lo ha detto la Corte d’Appello di Firenze, che ha condannato il ministero a corrispondere al dipendente otto mensilità dell’ultima retribuzione globale e a corrispondergli le progressioni di carriera non riconosciute durante il precariato. Questa sentenza conferma che la prassi italiana dell’abuso dei contratti a termine su posti vacanti, oltre i 36 mesi, viola la normativa comunitaria e produce un ingiustizia verso il lavoratore.Un lavoratore precario che occupa un posto vacante ha diritto agli scatti di anzianità e al risarcimento, anche a distanza di anni e se nel frattempo è stato immesso in ruolo: lo ha stabilito la Corte d’Appello di Firenze, confermando in questo modo che la reiterazione di contratti a termine su posti senza titolare, oltre i 36 mesi di servizio, costituisce un abuso che viola la normativa comunitaria e va sempre condannato al risarcimento del danno. Il giudice ha così condannato il ministero dell’Istruzione, che aveva proposto appello avverso una sentenza di primo grado già sfavorevole all’amministrazione, per l’abuso perpetrato a danno dei lavoratori precari della scuola.Incurante dell’illecito che si esercita, l’Italia continua a licenziare e a riassumere annualmente decine di migliaia di supplenti docenti e Ata della scuola. Ora, il tribunale non solo dice che in tal modo si disattende la direttiva Ue 70 del 1999, ma anche che tale pratica è illegittima anche laddove i 36 mesi di servizio a termine riguardano contratti con scadenza al 30 giugno anziché 31 agosto. Questo perché il giudice ha ben compreso che in realtà lo Stato riduce la nomina solo per risparmiare sull’assegnazione degli stipendi estivi (luglio e agosto), mentre in realtà si tratta di posti vacanti e disponibili. In questo novero rientrano, tra l’altro, oltre 50 mila cattedre di sostegno, assegnate con la deroga anche se a tutti gli effetti disponibili per ruoli e mobilità perché senza alcun titolare.