mascherine chirurgiche allergie
Mascherine Chirurgiche Allergie


Il 4 maggio si avvicina e con la parziale riapertura prevista dopo oltre 2 mesi di quarantena, gli italiani potranno cominciare ad uscire. Li aspetta però l’obbligo di indossare le mascherine (DPI) nei luoghi chiusi, sui mezzi di trasposto ed in generale in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente la distanza di sicurezza prevista per il distanziamento sociale.

Per le persone che soffrono di allergie respiratorie, questa tanto attesa boccata d’aria, cade proprio nella stagione dei pollini e del “respiro corto” e sta generando ansia proprio per la necessita di adottare le DPI. D’altronde per chi respirare è di per sé già un problema, come può non destare preoccupazione dover anche aggiungere una mascherina che ostruisce le alte vie respiratorie e quindi il naso e la bocca?Secondo tutte le evidenze disponibili indossare la mascherina non comporta nessun rischio aggiuntivo di aumentare le difficoltà respiratorie nelle persone con allergie respiratorie.E’ assolutamente raccomandato sia per i bambini e che per gli adulti allergici e/o asmatici in terapia di mantenimento per allergie (ad es. antistaminici, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) il rispetto e l’assunzione in modo scrupoloso delle terapie prescritte del proprio specialista di riferimento. Le terapie non vanno interrotte a causa dei timori di COVID-19.La mascherina può effettivamente provocare una sensazione psicologica di “fatica a respirare”, ma non peggiora in nessun modo la situazione bronchiale del paziente.
Il paziente asmatico e allergico non necessita di mascherine particolari (FP2, FP3); può utilizzare una normale mascherina chirurgica certificata.
Per quanto riguarda i pazienti allergici che intendono uscire, non vi è alcuna particolare raccomandazione, a meno che la situazione respiratoria non peggiori drasticamente uscendo all’aperto. In tal caso il suggerimento è quello di restare presso il proprio domicilio, limitando le uscite al minimo.
Si ricorda, in conclusione, che gli studi clinici finora analizzati, hanno confermato che le allergie e l’asma allergico lieve, non sono da considerarsi come un fattore di rischio significativo per l’infezione da Covid-19. Testo redatto a cura di: Dott Riccardo Asero, Presidente AAIITO