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Terapie antitumorali, tecniche di fertilizzazione in vitro e acquisto di macchinari volti a ottimizzare le procedure diagnostiche di tumori e malattie rare, sono resi possibili grazie agli oltre 500mila euro ricevuti

Grazie alle donazioni del 5×1000 2018, l’Irccs materno infantile “Burlo Garofolo” ha raccolto 593.327 euro da 13.096 contribuenti. Con questa scelta, che può essere fatta al momento della dichiarazione dei redditi, l’Istituto ha potuto, e può continuare a investire in progetti di ricerca volti a migliorare la salute dei più piccoli e delle donne.

Con i soldi ricevuti dai precedenti 5×1000 sono stati finanziati importanti progetti appartenenti a diversi ambiti. È in corso uno studio volto a capire quali siano i parametri di riferimento ecografici della vena cava inferiore dei neonati. Questo progetto è particolarmente significativo in quanto per i nati prematuri o di basso peso, potrebbe essere necessario il posizionamento di un catetere venoso ombelicale per fornire cure rianimatorie immediate, supporto nutrizionale e terapie antibiotiche. Conoscere le dimensioni della vena cava è un importante aiuto per scegliere il catetere del calibro più adatto. Per quanto riguarda la ricerca in ambito genetico invece, è in corso uno studio sula genetica dei sensi e sulle patologie derivate. Ad esempio, si stanno ricercando mutazioni genetiche responsabili della perdita dell’udito e geni olfattivi coinvolti nella preferenza dei diversi cibi. Sfruttare questi geni come bersagli per modulare la scelta e l’assunzione degli alimenti rappresenta un approccio innovativo per sconfiggere sovrappeso e obesità.

Dal 2015, inoltre, su spinta del professor Barbone, direttore scientifico del Burlo, parte del ricavato derivante dal 5×1000 viene investito in bandi rivolti ai professionisti dell’Istituto in vari ambiti di ricerca. Con i finanziamenti del 2015 sono stati selezionati otto progetti attualmente in corso sulla salute della donna e della bambina, per migliorare ad esempio il trattamento del carcinoma ovarico anche per pazienti resistenti ai comuni agenti chemioterapici, o per identificare bio-marcatori predittivi del successo di tecniche di fertilizzazione in vitro. Un ulteriore bando è stato promosso grazie ai finanziamenti dell’anno successivo, questa volta riguardante la salute materno infantile; i numerosi progetti presentati verranno valutati e selezionati così da iniziare quanto prima le ricerche scientifiche a riguardo.

Progetti futuri sostenuti grazie alle donazioni del 5×1000 riguardano soprattutto terapie innovative per la cura dei tumori e delle malattie rare. Per valutare la sicurezza e la tollerabilità dei farmaci che potrebbero essere efficaci, il Burlo si concentrerà in particolare sugli studi di Fase 1 che rappresentano la prima sperimentazione sull’uomo. Una delle terapie di cui l’Istituto si propone di testare l’efficacia è rappresentata dalle cellule CAR-T, globuli bianchi in cui è introdotto un particolare recettore in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Il Burlo è già riconosciuto dalla regione Friuli Venezia Giulia come centro idoneo per l’impiego di tali terapie.

Solo una volta superata la Fase 1, verranno avviate le fasi successive per indagare l’effettiva potenzialità terapeutica dei vari farmaci e per valutare i riscontri clinici che emergono dal confronto tra il farmaco sperimentale, terapia standard e assenza di terapia.

«Il grande sostegno della cittadinanza al “Burlo” – dichiara il vicepresidente della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi – è un segno di quanto l’attività dell’Ircss materno infantile e, più in generale, quella del servizio sanitario regionale siano apprezzate dagli utenti e come essi ritengano fondamentale avere sul nostro territorio un ospedale che da decenni si occupa della salute dei bambini e delle loro mamme, sostenendoli e facendo tutto il possibile per curarli anche  quando sono colpiti da malattie molto rare. Come Amministrazione Regionale non possiamo che unirci al plauso e alsostegno della cittadinanza per un Istituto la cui attività costituisce un motivo di orgoglio per tutta la regione»

Il Burlo riesce a portare avanti ricerche promettenti e innovative per la cura dei più piccoli e delle loro mamme non solo grazie ai finanziamenti che provengono dal 5×1000, ma anche dalle numerose donazioni che l’Ospedale riceve tutto l’anno. Grazie alla sensibilità dei cittadini il Burlo può acquistare e usufruire di strumenti che migliorano e agevolano le attività dei ricercatori, e di conseguenza i risvolti clinici dei pazienti; tra i recenti acquisti figurano un nuovo incapsulatore di farmaci che, permettendo di ottenere delle perle da ingerire, maschera il sapore del principio attivo, spesso sgradito ai più piccoli, e strumenti che consentono di ottimizzare le procedure diagnostiche di tumori e malattie rare.

Senza la vicinanza e l’affetto dei cittadini, il lavoro del Burlo risulterebbe sicuramente più difficoltoso e meno umano.

«Un grande grazie – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Irccs, Stefano Dorbolò – va a tutti i cittadini che hanno scelto di donare il 5×1000, a nome di tutta la Direzione strategica e di tutti i professionisti dell’Istituto. La somma di tanti piccoli gesti, di tante singole partecipazioni ha consentito di ottenere un importante risultato, con un significativo importo economico che contribuirà a migliorare e sviluppare ulteriormente la qualificata attività di ricerca del Burlo. Il dono è un atto di reciprocità: il nostro impegno sarà quello di utilizzare al meglio e nel modo più funzionale possibile questa raccolta per i nostri piccoli pazienti e per le loro mamme. Invito tutti i cittadini a continuare a sostenere l’Istituto e a essere sempre più numerosi per aiutarci a valorizzarne l’eccellenza riconosciuta a livello regionale e nazionale».