Il Comune di Milano, da molti anni, sta tentando di trovare soluzioni per migliorare la viabilità e la qualità dell’aria che respiriamo. Gli slogan utilizzati sono tutti da “effetto wow”, ma i risultati purtroppo non sono all’altezza delle promesse fatte.

A cura di Luca Medici
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Prima l’Area C e poi l’Area B che, è bene ricordarlo, ha interessato quasi l’intera area del Comune di Milano, spostando il problema ai confini della città, senza aver migliorato la qualità dell’aria e neppure la viabilità. Aggiungiamo i ritardi cronici sulla partenza dell’inaugurazione della prima tratta della M4 (metropolitana Linea 4-blu) la cui data, ad oggi, è slittata al 2024.
Inoltre i ritardi sull’allungamento verso Monza della Linea 1 – rossa, zona che porta in Milano migliaia di pendolari ogni giorno e, giusto per mettere la ciliegina sulla torta, anche i disastrosi effetti collaterali che hanno causato le innumerevoli piste ciclabili che sono nate in tutta la città senza studi preventivi sugli effetti che queste avrebbero creato sul traffico, sulla sicurezza dei pedoni, la perdita di migliaia di posteggi e la perdita degli introiti per i negozianti. Un esempio su tutti il clamoroso disastro di Viale Monza, una delle arterie principali della città, oggi al collasso.
Ma andiamo in ordine, altrimenti si rischia di fare confusione, considerato che i temi sono tanti e tutti complessi da spiegare. Partiamo dalla qualità dell’aria. Nonostante i lunghi periodi di lockdown, le migliaia di persone costrette a casa in smartworking e le scuole chiuse per mesi interi, il 2020 ha chiuso con un risultato poco edificante in termini di qualità dell’aria. Le centraline dell’Arpa, disseminate in tutta la città, che monitorano 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno la qualità dell’aria, hanno rilevato quantità di ozono, benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio e ossido di zolfo ancora troppo elevate. Il limite di PM10 fissato per legge è stato nel 2020 appena rispettato e se paragoniamo i dati al biennio precedente addirittura abbiamo un leggero incremento degli inquinanti.
Questo ci fa capire una cosa, che non sono solo le automobili e il traffico in generale il vero problema da combattere come invece viene sempre detto. I blocchi del traffico sono uno strumento inutile, così come l’eliminazione di posteggi preziosi a fronte di pericolose piste ciclabili che hanno portato ad una congestione del traffico ancora superiore; l’introduzione di veicoli ecologici leggeri come i monopattini, senza stilare regole precise, ma soprattutto severe sull’utilizzo degli stessi, ha creato una situazione generale di pericolo per i pedoni e per gli automobilisti, come se si sentisse la mancanza di aggiungere caos al caos.
Insomma, prima di attuare nuove soluzioni sarebbe meglio pianificare e studiare l’impatto che queste potrebbero avere sulla città. Il confine fra migliorare una cosa e creare del caos diventa molto labile.
Uno degli slogan più gettonati e strillati a gran voce per il lancio della metropolitana M4 è stato questo:
“Mettiamo la quarta. Milano più veloce per tutti”… ecco, mi piacerebbe vedere una Milano che mette la terza, ma che garantisca dei risultati concreti.
Trovo inutili le promesse fatte, ma soprattutto trovo pericolosi per la città tutti questi ritardi sui lavori della M4, e M1 che di fatto tengono sotto scacco interi quartieri, complicando la viabilità e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Una città che mette la quarta è una città che prima di tutto deve dare l’esempio di come una buona idea sia prima di tutto al servizio dei cittadini e dell’ambiente.
Ritengo sia meglio fare meno, ma fare meglio!











