Tunisia Porta dell'Africa

La Tunisia è la porta d’accesso per il promettente mercato subsahariano ed è candidata a diventare un’area preziosa per la nostra economia, quando avremo superato questo terribile periodo della pandemia. Il 40% della superficie del Paese è occupato da territorio desertico incuneato tra Algeria e Libia (Sahara), mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.300 km di coste facilmente accessibili. Da decenni sede di grandi progetti infrastrutturali intercontinentali, la Tunisia ospita – tra gli altri – il gasdotto Enrico Mattei (Transmed), che dal 1983 rifornisce l’Italia di gas algerino. Nel Paese opera anche il Gruppo Ansaldo, che un anno fa circa completò con successo e in anticipo sui tempi contrattuali (nonostante le difficoltà legate al Covid-19) la realizzazione della centrale elettrica da 600 MW di Mornaguia, a gas. C’è poi Terna, altro colosso italiano, primo gestore europeo indipendente di rete elettrica, che in cooperazione industriale con Steg, gestore della rete elettrica del Paese, sta conducendo il progetto Elmed, infrastruttura sottomarina Italia-Tunisia di corrente continua da 600 MW per la rete euro-mediterranea bidirezionale con il Nord Africa. Il progetto verrà completato entro il 2027 con un investimento di circa 600 milioni di euro(di cui metà finanziati da Terna e da Steg, e l’altra metà dalla UE). Elmed sul lungo periodo porterà la Tunisia a diventare esportatrice di energia elettrica da fonti rinnovabili in Africa. E poi ancora troviamo Colacem (società primaria nel settore della produzione del cemento), Germanetti Trasporti (che sostiene l’80% delle esigenze locali), Vuetel (settore Telecomunicazioni): è un piccolo campione su un universo di circa 800 aziende italiane che rappresenta il 25% delle imprese del Paese. Un Paese che ha caratteristiche ideali per gli imprenditori italiani grazie alla vicinanza geografica e a una normativa particolarmente favorevole sia in materia di incentivi che di bassi costi dei fattori produttivi. Nel 2020 la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha messo a disposizione 4 miliardi di euro per i nuovi investimenti nell’intero continente africano, di cui il 60% è destinato al settore privato. Naturalmente le aziende Italiane saranno interessate ad avere una base in Tunisia per agevolare la penetrazione nell’area Africana del libero scambio creata nel 2019 e nominata “African Continental Free Trade”. A fianco della Tunisia troviamo ora il nuovo Governo di Unità Nazionale Libico, un motivo in più per l’Italia per rilanciare gli accordi economici e interscambi commerciali con la stessa Tunisia, che rappresenta la chiave per la Libia anche per la sua presenza massiccia e ad altissimo livello. Va sottolineato che per la ricostruzione della Libia saranno necessari mezzi, apparecchiature e personale qualificato e non solo della Tunisia.

Neziha khalil
Neziha khalil
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tratto da
Milano 24orenews Maggio 2021
Banner MI24 Maggio 2021

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