Ditta Carducci Ph Sofie Delauw 4

di Teobaldo Fortunato

Un indirizzo da appuntare nel nostro carnet de voyage fiorentino: la nuova caffetteria di Ditta Artigianale & Hario Cafè in un luogo sublime: l’ex monastero di Sant’Ambrogio. Una mattina afosa di metà luglio, sollecitato da Sara Chiarello, la mia dinamica amica fiorentina per un coffee break di metà giornata, ho scoperto un luogo da non perdere durante il soggiorno toscano; un’autentica rivelazione progettuale in cui la rinnovata destinazione d’uso non ha per nulla obliterato la primigenia vocazione mistica degli ambienti.

Seduti in un angolo dove un tempo era il refettorio monastico, abbiamo piacevolmente chiacchierato con Francesco Sanapo, pluripremiato assaggiatore che è tra i massimi esperti del settore insieme a Francesco Masciullo, Simone Amenini e molti altri che ci ha parlato del progetto ormai in fase finale dell’apertura della Scuola del Caffè, la prima in Europa ad essere ospitata in un luogo aperto al pubblico. Si tratta d’una accademia internazionale dedicata alla diffusione della cultura di eccellenza del caffè. Il progetto di recupero del complesso di origine medioevale situato in via Carducci (2-4) è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Firenze e con il sostegno di ASP Montedomini, proprietaria dell’immobile. “Ditta Artigianale Carducci” è il terzo locale in città – dopo via de’ Neri nel 2014 e via dello Sprone nel 2016 – del gruppo guidato da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer, prima linea di caffetterie specialty in Italia. Partner tecnici della Scuola del Caffè, che prenderà il via il prossimo settembre, saranno Hario, azienda mondiale di attrezzature brewing, Simonelli Group, esperti a livello internazionale nella produzione di macchine per il caffè, Caffè Corsini, portavoce nel mondo del buon caffè made in Tuscany, con il sostegno di Confcommercio Firenze.  Ambienti medievali, grazie all’architetto Luca Baldini e al designer Marco Baldini hanno ritrovato un’esprit in cui “toscanità e tradizione degli spazi si sposano con interni contemporanei dal carattere internazionale”.

È questo il focus dell’intervento di recupero dei 300 metri quadri, incluso refettorio e chiostro, a cura di Studio Q-bic, fondato da Luca e Marco Baldini. Linee pulite, colori neutri percorsi dal verde che si riconnette simbolicamente al giardino interno, legno, ferro, ottone travi a vista sono le coordinate della ristrutturazione, mentre le pareti “ripulite” dalle più recenti tinteggiature ritrovano l’identità originale. Francesco Masciullo Manager & Head Barista ci ha consigliato un infuso di caffè anaerobico “Brasile Sao Silvesre” con sentori di fave di cacao ed acidità malica di mela rossa assolutamente da degustare! Inoltre, ha affermato che ”la scuola, che parte dalla necessità di creare un luogo di dialogo internazionale nel settore, vuole essere un punto di riferimento per baristi, tostatori, assaggiatori e appassionati “coffee lover”. I referenti saranno Francesco Masciullo, Manager & Head Barista, e Simone Amenini, direttore della Scuola.

La storia del complesso dell’ex-monastero, detto “complesso della Pia Casa di Rifugio di Sant’Ambrogio”, ha origini tardo antiche tra il V ed il VI sec. d.C. Alla fine del Settecento, il monastero divenne un’istituzione laica per educare giovani donne. Nel 1835 la Pia Casa fu trasformata in ente morale, che continuò ad occuparsi del recupero delle ragazze indigenti. L’alluvione del 1966 arrecò gravi danni all’immobile. Nel 2010 il complesso è confluito nell’Azienda di Servizi alla Persona Firenze Montedomini. Francesco Sanapo ex campione Baristi, che ad agosto inizierà un tour in bici da Firenze fino in Puglia, ha dichiarato: “Credo che questa sia una nuova pagina per la storia del caffè in Italia. Ho fortemente voluto una Scuola del Caffè, uno spazio di formazione ma anche nel training di nuove figure”.

Ditta Artigianale offre un servizio di ristorazione completo, dalla colazione, al pranzo alla cena, al brunch. Aperta tutti i giorni, con orario 7.30-0.00, in Ditta Artigianale è centrale il servizio di caffetteria, grazie alla carta dei caffè specialty, di particolare pregio gustativo, scelti da piccoli produttori in giro per il mondo, tostati in casa Il caffè viene servito fresco e con vari metodi: dall’espresso, ai metodi del Brew bar, per ottenere infusi secondo una filosofia di vita “slow”, come il V60, il Syphon, l’Aeropress, Cold brew, fino allo Steampunk. Per quanto riguarda il menu food, l’offerta presenterà i classici della cucina di Ditta (dalla backery home made ai classici del brunch americano, quali pancakes, uova strapazzate, croque monsieur e croque madame, bagel, Firenze Cadillac Club Sandwich), con nuove incursioni stagionali. Sapori toscani sono accostati ai classici internazionali. Il Cocktail Bar è curato da bartender che interpretano drink classici in chiave moderna seguendo la filosofia della mixology. Parte importante si conferma il Gin Bar, con una selezione di oltre 150 etichette diverse di gin. Tra tutti, si segnalano quelli a base del gin “Peter in Florence”, il primo gin italiano a essere prodotto in una distilleria apposita per il gin, sulle colline di Pelago a Podere Castellare. Tra i cocktail in lista, creazioni quali il Peter Martini e il Martinez. Il menu includerà Ditta’s Signature Coffee Drinks, come il Coffeemisù – (bevanda a base di espresso con biscotto sbriciolato, premix di latte e mascarpone e polvere di cacao), e il Cold brew affogato (Cold brew infuso con cannella, gelato fior di latte e spolverata di cannella).

La mia amica Sara, mentre fuori, il caldo si è tramutato in una provvida pioggia torrenziale ed estiva, con somma gioia dei turisti, mi spiega che questo in Via Carducci non è l’unico Tempio del caffè di ditta Artigianale. Il primo, nato nel 2014  è in via dei Neri 32r, un ambiente dallo stile moderno e vagamente industriale, tipico delle caffetterie di New York. Il secondo locale, in via dello Sprone 5r, sorge sulla caratterista rive gauche di Firenze, a pochi metri da Ponte Vecchio, in un palazzo progettato negli anni ’50 dall’architetto Giovanni Michelucci. È l’ora della seconda colazione; ci raggiunge Francesca Puliti, inappuntabile partner d’ufficio di Sara per un brioso Cofffemisù”. Chiamiamo un taxi da condividere per mete diverse nel cuore di Firenze. Impavide delle gocce freschissime ed insolenti, Sara e Francesca, al pari di Carrie e Charlotte in “Sex and City”, raggiungono in un baleno l’auto; la tempesta di mezza estate bagna i vestiti leggeri e la mia barba bianca e rasata. La curiosità di recarmi in via dei Neri al 32r è tanta, ma a breve un treno ad alta velocità mi attende per riportarmi a casa. Ci sarà la prossima occasione o un weekend complice assoluto per coniugare il trionfo dell’arte nel Museo Diffuso qual è Firenze.

Degusterò un’inattesa miscela di caffè o la porterò via con me?