Daniela Javarone:
La mia vita è un sogno realizzato…
In una splendida giornata di questa generosa estate milanese ci troviamo nella elegante e fascinosa atmosfera di uno dei più bei salotti della Milano bene. Ad accoglierci è la padrona di casa, un’affascinate, bella ed elegante signora bionda: è la premier dame Daniela Javarone, l’anima instancabile dell’Associazione «Amici della Lirica» che da anni riesce con gran classe a coniugare mondanità, glamour, cultura e impegno sociale. Per questo ha ottenuto molti riconoscimenti per il suo notevole impegno sociale e lo scorso anno il Presidente Napolitano l’ha insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.
«La signora della Scala», «La Regina dei salotti milanesi», «La Contessa Maffei del 2000»…
È vero, hanno scritto di tutto. In effetti io rappresento il salotto itinerante anche perché non esistono più come una volta quelle famiglie che ricevono in casa, accadeva in altri tempi… Sento molte affinità con la contessa Maffei, per questo senso della Libertà e della Giustizia che porto sempre nel mio cuore e che mi ha sempre aiutata a non cedere mai davanti agli ostacoli e a portare sempre aiuto ai più deboli, quelli a cui non pensa mai nessuno e che per la maggior parte delle persone nemmeno esistono. Sono valori innati in me, che sin da bambina mi ha inculcato mia madre: la cosa più preziosa del mondo è la Libertà, la libertà di pensiero e quella d’animo, ossia essere sempre se stessi, non lasciarsi comprare o condizionare da nessuno, non guardare al potere e al denaro: «mantieniti pura e pulita e sarai sempre vincente…» – mi diceva la mamma – e aveva proprio ragione. Certo, questo senso della giustizia così forte in me mi ha anche creato dei problemi e talvolta mi ha danneggiato, ma nonostante tutto è sempre più vivo in me e lo dico con grande orgoglio.
È nota a tutti la sua grande passione per la lirica … come nasce?
Nasce da un incontro ed è stato uno dei grandi doni che ho ricevuto dalla Vita e per i quali mi sento una grande privilegiata: è anche per questo che cerco con tutte le energie di restituire questo dono, di esprimere la mia enorme gratitudine facendo del bene. Ho trascorso i primi 10 anni della mia vita con la mia bellissima nonna Rosa, che era una cantante lirica, un soprano, con una voce spettacolareche però non ha potuto proseguire con la sua carriera da quando giovanissima sposò uno dei primi industriali di Monza – Giovanni Magistroni . Il nonno le impedì la carriera perché allora era uno scandalo e quindi con questo peso nel cuore la nonna cantava e ascoltava dischi nella sua casa, di tutto la traviata … hanno avuto 5 figli, tra cui mia madre. La nonna aveva studiato canto con grandi maestre di quei tempi ed era stata persino selezionata per il concerto inaugurale del Conservatorio Verdi di Milano. Sentendo tutti quei dischi dalla radio e dal grammofono a 10 anni ero una scienza … Mia mamma aveva ereditato la stessa passione per la lirica e con lei cominciai a frequentare la Scala verso i 14 anni, quando l’accompagnavo a tutte le “prime” Ero completamente stonata ma con la passione della musica nel cuore, che poi per anni ho trascurato da quando ho incontrato mio marito.
La sua quindi era una famiglia importante…
Mio nonno aveva un grosso stabilimento a Vedano al Lambro che produceva pezzi di ricambio delle biciclette ed era socio e grande amico di Gilera e di Pirelli prima che ciascuno prendesse la propria strada diventando i grandi imprenditori che tutti conosciamo. La nonna era bellissima e quando è venuto Mussolini a Monza ne è rimasto folgorato: le mandava cartoline da tutti i posti in cui andava e mio nonno lo odiava, succedevano di quelle tragedie … Mia mamma Bianca Girardi era un donna importante a Monza, era una delle prime donne manager, gestiva una commissionaria era l’unica commissionaria in Pirelli, quando i manager erano tutti uomini. Ha fornito tutti i cavi elettrici per il Traforo del Monte Bianco per le cartiere del Timavo e ha gestito diverse altre grandi forniture…
Ci parli di sè
Mi sono sposata quando avevo appena 20 anni e ho avuto i due bambini, un maschio ed una femmina. Ho ho cominciato presto a fare la bella vita con tutti i confort della signora bene e a frequentare i bei salotti di Milano. Onestamente però non mi sentivo felice, mi mancava qualcosa e spesso quella vita mi annoiava… Poi mancò mia mamma e il dolore mi rese tanto triste e disperata perché la mamma era la mia guida, anche se spesso non eravamo d’accordo sulle mie scelte. Ad esempio non fu contenta quando piantai un ricco barone per sposare in soli 3 mesi mio marito, che allora era un giovane e brillante ingegnere ma non aveva una lira. Poi però ha dovuto ricredersi, perché davvero non avrei potuto fare una scelta migliore… In quel periodo infelice della mia vita avvenne come un miracolo.
Si riaccese la sua passione per la lirica?
Si fu un caso, ma sono convinta che le cose importanti non ci accadono ‘per caso’… Ero dal mio parrucchiere quando conobbi una elegante signora veneziana – Fosca Marchi – che aveva l’età di mia mamma e quell’incontro fu per me un altro grande dono. Vedendo il mio volto triste cercò di consolarmi: subito facemmo amicizia. Tra le tante cose ci raccontavamo della mia passione per la lirica e delle sue frequentazioni alla Scala. Un bel giorno Fosca Marchi mi invitò ad una festa per il compleanno di suo marito chiedendomi di aiutarla per il ricevimento nella sua casa e di presentarmi in abito da sera e con mio marito in smoking. Quella serata cambiò la mia vita. Ebbi uno shock appena entrai in quella casa. Un’atmosfera ottocentesca da brivido: ero in un salone con tutto l’arredamento in stile veneziano, tavole con tovaglie a fili d’oro, splendidi servizi di porcellana dorati, argenterie e antichi candelabri. Mi sembrò di essere in un meraviglioso sogno. Mi trovavo nel mezzo di una folla di icone del mondo della lirica: Renata Tebaldi, Valentina Cortese, Giulietta Simionato, Carlo Maria Badini lo storico sovrintendente alla Scala e il suo successore Carlo Fontana e diversi altri cantanti famosi. Alla fine della serata la mia amica Fosca Marchi mi presentò il marchese Alberto Litta Modignani, fondatore (nel ’74) degli «Amici della Lirica», e gli disse: «Alberto… tieni conto della signora Daniela Javarone, questa bella elegante signora giovane con una grande passione della lirica, coinvolgila nella tua associazione: perché tu hai bisogno di una bella padrona che faccia gli onori di casa. Potrebbe esserti molto utile ed ha la giusta ambizione e la voglia di fare…».
Perciò tutto cominciò quella sera?
Proprio così. Da allora (era il ’91) iniziai a collaborare con il marchese Litta, un uomo che della lirica conosce ogni nota, ogni virgola, ogni risvolto segreto. Fu lui, insieme al ricordo della nonna Rosa, a farmi capire che dovevo dedicare tutte le mie energie per salvaguardare questo eccellente patrimonio di tutti noi italiani». Allora organizzavamo concerti al teatro San Babila, per dare ai giovani la possibilità di cantare e scoprire i talenti del futuro … a cui univamo delle cene di gala, in cui ogni volta avevamo un ospite d’onore: da Bruson a Pavarotti, a Katia Ricciarelli. Siamo andati avanti per 2-3 anni così , ogni volta qualche sponsor finanziava queste serate. Poi arrivò tangentopoli e fu un disastro perché tutti avevano paura di donare anche una sola lira. Fu un periodo buio, rimanemmo fermi un anno. Riprendemmo nella saletta al Biffi Scala … con serate dedicate sempre a personaggi della lirica. Abbiamo iniziato a far conoscere la nuova iniziativa nella saletta, a pubblicizzarla, ottenendo buoni risultati. Poi ci fu uno spiacevole incidente con la giornalista e scrittrice Lina Sotis, che mi prese di mira e scrisse articoli pesanti su di me, che si sarebbero ripercossi sui miei figli … Così mi decisi ascriverle una lettera, da mamma, e tutto si è chiarito e risolto… invitando i grandi direttori d’orchestra, i maestri Gavazzeni, Muti, Pappano… e altri noti personaggi della lirica. Poi fu la volta dei direttori di giornali e riviste: da Montanelli a De Bortoli, Feltri, Bel Pietro, Signorini, la Morvilo, la Giacobini. Uscirono articoli su articoli. Infine iniziammo con i politici.
Qualche personaggio che ha lasciato un segno…
Ero rimasta colpita da Bossi, appena diventato senatore, e decisi di recarmi nella sede di via Arbe, per invitarlo ad una cena i suo onore… per presentarlo all’associazione. Ricordo che ci accolse la sua segretaria … poi arrivò lui con il suo autista, consultò l’agenda e disse «tra sette giorno ci sono». Così presto? Dissi dentro di me, ma riuscimmo ad organizzare tutto nonostante il poco tempo. Avemmo tanti ospiti , tutti curiosissimi. Il suo posto al tavolo d’onore in mezzo a Simionato, Dino Franzini – un importante e noto antiquario – la contessa Castelbarco, nipote di Toscanini ed altri personaggi. Rimase intimidito, paralizzato e zitto fino al secondo piatto, guardandosi intorno e scrutando le signore tutte ingioiellate: poi qualcuno gli fece una domanda e da quell’istante parlò fino alle 2 di notte, ipnotizzando tutti… Fu un successo. Dopo 2 giorni Panorama uscì con il titolo «King Kong al Biffi Scala». Da allora nacque un’amicizia particolare con la Lega e avemmo tra gli ospiti Castelli, Maroni… Poi però abbiamo dovuto smettere perché avevano iniziato a scrivere «gli amici della lirica sono leghisti…». Invece una nostra forza è e sarà sempre quella di essere apartitici e apolitici. Infatti invitammo altri politici come Buttiglione, Casini, D’Alema, Veltroni e Bertinotti che fu un altro personaggio meraviglioso…
Un’altra serata o personaggio rimasto nella memoria?
Ricordo la serata con Indro Montanelli. «Guardi che il dottor Montanelli è abituato che alle 22 ovunque si trovi si alza e va a casa…» è quanto mi raccomandò la sua compagna. Perciò organizzammo tutto con cura: appuntamento alle 19, tutto con estrema puntualità e precisione e alla fine alle 22 arrivò il caffè… A questo punto stavo per chiedere a Montanelli due parole per chiudere la serata prima di salutarci, quando qualcuno tra il pubblico gli fece una domanda… Da li è andato avanti a rispondere alle domande fino all’ una di notte. Ha cominciato a parlare con entusiasmo dei tanti personaggi di tutto il mondo che aveva conosciuto, del papa Giovanni Paolo II: è stata una serata indimenticabile, una grande lezione di storia. Ovviamente alla fine ho dato un’occhiataccia alla sua compagna che ci aveva costretto ad organizzare la serata con il tempo misurato.
Gli Amici della Lirica: tanti eventi di solidarietà anche all’estero
All’inizio molti eventi di solidarietà nel mondo: una raccolta fondi per paesi devastati dalla guerra come Kabul o quelle degli ospedali Bellinzona e dei bambini di Bariloche. Poi abbiamo deciso di dedicarci all’Italia, perché anche da noi c’è bisogno di solidarietà degli ospedali, nelle carceri… Ad esempio abbiamo raccolto fondi per i reparti di tanti ospedali (tra cui Niguarda, Istituto dei Tumori di Milano…) e abbiamo aiutato le donne nelle carceri di San Vittore ad avviare lavori di sartoria interna. Ora stiamo per organizzare una raccolta per il reparto di ortopedia dell’Ospedale San Carlo che non hanno abbastanza budget per comperare tutte le attrezzature di cui avrebbero bisogno. Spesso non riusciamo a raccogliere molti soldi e inoltre anche organizzare gli eventi è un costo: raccogliamo fondi tramite le lotterie grazie ai soci della nostra associazione e ad una parte di ospiti che pagano per partecipare agli eventi. Avremmo invece bisogno anche di sponsor …
In tutto questo, dov’è rimasta la lirica?
A dire il vero l’associazione Amici della Lirica negli anni aveva perso un pò il senso e la missione con cui era nata, di cui è rimasto il nome storico fino a quando ho conosciuto il tenore Vincenzo Puma che è il direttore artistico nonchè fondatore dell’associazione “Lirica domani”. Questa ha per madrina una icona della lirica, la Magda Olivero, l’ultima grande soprano vivente, che oggi gode i suoi 101 anni, che organizza serate di sola lirica e concerti con giovani cantanti scoprendo talvolta dei veri talenti… poi ogni anno a novembre, partendo dall’ultimo mercoledì fino al sabato c’è il concorso internazionale Magda Olivero di cui il bando è presente sul sito a cui si possono iscrivere i ragazzi di tutto mondo. C’è una prima fase di selezione, dopo di ché coloro che la superano vengono ascoltati e gareggiano in quei 4 giorni (in una sala del palazzo Cusani): l’anno scorso ne abbiamo ascoltati 160, di cui furono ammessi 35 cantanti di tutti i registri vocali. Una giuria di prestigio: Magda Olivero, presidente della giuria, Kuniko Nakagawa – soprano, Paolo Barbacini – tenore, Francesco Saverio Borrelli – musicista ed ex presidente del Conservatorio G. Verdi di Milano, Katia Lolova, moglie di Vincenzo Puma – famosa mezzosoprano, oggi docente, Edda Ponti – docente, i registi di fama internazionale: Antonello Madau Diaz che ha avuto tante produzioni alla Scala e Flavio Trevisan che da molti anni è il direttore artistico del teatro dell’opera di Istambul. E poi c’ero anch’io. L’esibizione finale al sabato erano in 18 ed ha vinto una ragazza coreana dalla voce meravigliosa. Vengono premiati i primi tre, ma l’anno scorso sono riuscita a realizzare un mio piccolo sogno, quello di donare una borsa di studio di 500 euro a tutti i finalisti, per pagarsi almeno le spese. Spero di riuscire a far lo stesso anche quest’anno…
Milano è anche City Angels…
Anni fa, al rientro con mio marito dalle serate con gli amici spesso tornando a casa passavamo davanti alla stazione centrale: vedendo i clochard soprattutto nelle fredde serate invernali dicevo: «possibile che a Milano nessuno faccia nulla per queste povere persone? » . Vedevo spesso Furlan (circa 10 anni fa) che parlava di questo in tv e così decisi di incontrarlo … La prima cosa che mi disse fu: «signora Javarone, cosa ne dice di diventare la nostra madrina?». In passato avevo ricevuto diversi analoghi inviti ma questa volta risposi di sì senza alcuna esitazione, perché pensai di poter fare molto per questa associazione: allora i City Angels non erano molto conosciuti. Da qualche anno organizziamo in settembre un pranzo per i clochard della stazione centrale di Milano: un paio di anni siamo stati invitati da Alfredo Tomacelli, patron del ristorante Dal Bolognese; altri due anni fummo al ristorante da Gennaro, nelle vicinanze del Duomo. Lo scorso gennaio, nel giorno della befana i clochard sono stati ospiti del ristorante Fratelli la Bufala: il progetto, iniziato a Milano, dovrebbe estendersi su tutto il territorio nazionale, dove è presente la catena di ristoranti e i City Angels.
Dove trova tutta questa energia?
A dispetto di quello che molti pensano, ho una vita normalissima… Seguo la casa, faccio la spesa, ho seguito i miei figli come una leonessa. Tutto quello che vi sto raccontando è un contorno: la mia essenza e il mio successo è la famiglia, tutto il resto anche se importante è secondario. È una cosa che mi son creata perché penso che una donna per realizzarsi debba uscire dalla famiglia, senza però trascurarla, per affermare se stessa e non “la moglie di…”, anche se questo per molti uomini è un grosso rospo duro da digerire… Mario, mio marito, lo ha capito ed è anche grazie a lui che ho potuto seguire questo mio percorso al di fuori della famiglia, ha sempre avuto fiducia in me. Io mi sento soprattutto realizzata grazie alla mia famiglia, nel vedere i miei due figli cresciuti sani, sistemati e affermati con successo sia nel lavoro che nella vita privata… mia figlia mi ha dato una meravigliosa nipotina… Forse sono troppo protettiva come una leonessa, la musica la dirigerò io finchè ci sarò…
Ci parli di suo marito…
Mario è una persona speciale, adorabile, intelligente, discreto… Quest’anno ad ottobre festeggeremo 40 anni di matrimonio. È un ingegnere chimico e ha avuto una splendida carriera nel settore petrolifero, viaggiando molto all’estero: è stato l’assistente di un importante armatore greco. Ha curato la costruzione di alcune tra le più grandi raffinerie di tutto il mondo ed è diventato uno dei più grandi esperti al mondo per lo spegnimento dei pozzi petroliferi , per cui ha lavorato per diverse compagnie petrolifere. Ora ha creato un gruppo di aziende per lo smaltimento dell’amianto e continua a fare il consulente. Ha una grande passione per i cavalli ed è diventato il presidente della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), che sta organizzando per il secondo anno i campionati del mondo a Las Vegas .
Nel suo scrigno tanti progetti e sogni…
Tanti sogni si sono realizzati, mi sento davvero fortunata. Ora desidero veder crescere la mia nipotina Martina, che ama già le feste ed i vestitini di pizzo e le piace molto ballare… Ma c’è una nuova sfida che mi entusiasma, un nuovo progetto a cui tengo molto. Si tratta della realizzazione di una nuova università di medicina a Milano, UNIMEI, aperta a tutte le età e che avrà corsi post laurea con docenti di medicina provenienti da tutto il mondo. Sono stata invitata a partecipare dal rettore, la dr.ssa Dea D’Aprile, che dopo tanti anni di bellissima esperienza alla Bocconi ha deciso di avviare questa importante iniziativa. Sarò responsabile delle relazioni esterne. Poi inizieremo una trasmissione settimanale che andrà in onda su un canale TV SKY e sarà dedicata allo Sport e alla Salute, con la partecipazione di esperti di medicina e con interviste a tanti personaggi VIP e alla gente comune.


Comunque la mia vita è tutta un sogno: ma un sogno realizzato…
La redazione











