Eve La Plume ph credit Matteo Gastel Cappello di Mirko Tomei
Eve La Plume ph credit Matteo Gastel Cappello di Mirko Tomei

a cura di Momi Symon…

Eve La Plume è la Regina del Burlesque, un’icona di stile ma – soprattutto – una donna tutta da scoprire. Innamorata del suo lavoro, si ritiene fortunata ad avere questo “fuoco sacro” che anima da sempre la sua vita. Un dono che, inevitabilmente, la “costringe” a lavorare con impegno per migliorare e perseguire quella bellezza, quell’eleganza… che da sempre la ispirano.
Eve La Plume tra il 2009 e il 2011 appare in TV nel Chiambretti Night e in talkshow come Alle falde del Kilimangiaro, Porta a Porta, Maurizio Costanzo Talk, Lilit. Influenti riviste quali Playboy, Kult, Maxim, Marie Claire, Amica, Donna Moderna, Diva & Donna, Silhouette Donna, Grazia e Chi, pubblicano articoli dedicati alla performer, inusuale e unica. Nel maggio 2011 Vanity Fair dedica cinque pagine a Eve La Plume assegnandole il titolo di “Regina del Burlesque” in Italia.
Eve La Plume con i suoi spettacoli sa incantare e sorprendere. Incontrarla è un meraviglioso viaggio attraverso il tempo, attraverso le mode e i modi, potendo guardare alla bellezza senza pregiudizi e apprezzarne ogni sfumatura.

Eve, secondo te, ci si educa all’eleganza?
Credo che sia innata, ma che dipenda anche dalla personalità di ognuno di noi e dalla possibilità che le concediamo di sbocciare. L’ambiente in cui si cresce condiziona moltissimo, perché evidentemente può essere stimolante o, al contrario, mortificante. Ho avuto la fortuna di crescere nella casa di mio nonno che amava circondarsi del bello abituandomi a cose preziose e di gusto; una casa dove mi divertivo a fare cacce al tesoro e che mi riservava sempre grandi sorprese. Sono stati anni importanti per me, in cui la mia innata sensibilità nei confronti del “bello” ha trovato anche un terreno fertile sul quale fiorire.

Eve La Plume ph credits Matteo Gastel
Eve La Plume – ph credits Matteo Gastel

In che modo possiamo definire lo stile?
Lo stile comprende la personalità e contiene informazioni, di gusto, di pensiero e di background. Ci sono persone che tendono a occuparsi di altro e pertanto ne sembrano prive: in realtà anche quello è uno stile. Credo che sia un modo per mostrare l’anima, quella parte di noi che contiene maggiori informazioni che ci riguardano e per questa ragione è un peccato che non si possa esprimere al meglio.

Ti definisci “icona di stile”: non ti piacerebbe essere definita influencer?
L’influencer condiziona, induce a fare riferimento a un certo prototipo di donna imposto dalla moda del momento. Ritengo, personalmente, che questa operazione sia tutt’altro che liberatoria. Lo stile è personale e deve poter aiutare a sentirci belle, a nostro agio secondo un modello di donna che ci somigli, alla quale ispirarci. Nel mio caso non è un’epoca precisa o una ricostruzione storica ma un mix di anni che vanno dalla fine dell’Ottocento dove prediligo gli abiti maschili, perfetti per la stagione fredda e gli anni ’20 e ’30 per i mesi caldi. Il trucco è ispirato agli anni ’50, la pettinatura e le onde degli anni ’30. Tutto viene filtrato dalla mia sensibilità in un incontro di epoche diverse, che creano il mio personale stile.

ph credit Matteo Gastel
ph credit Matteo Gastel

Eve, cos’è per te “l’armadio dimenticato”?
Ci sono abiti e tessuti che non possono essere buttati. In ogni trama, in ogni capo c’è una storia che mani abili hanno intessuto con maestria. Questi si possono sempre rivedere, smontare per recuperarne passamanerie, perline e dettagli che possono essere preziosi per “creare” il nuovo dal vecchio. I vestiti che si sono amati, si possono “dover rivedere” o modificare, ma non si buttano. Quello che oggi può sembrare inutile o superato, domani con qualche accorgimento, potrebbe diventare perfetto.

Disegni e cuci personalmente gli abiti per la scena e per tutti i giorni?
Saper cucire è il mio super potere. Ho frequentato il liceo artistico ma le cose che disegnavo erano lì su un foglio, lontane da me. Volevo poter mettere le mani su quei disegni, per renderli miei, davvero. È scattato qualcosa, aggiunto al fatto che ho sempre avuto la passione per il bello e una certa sfrontatezza, o coraggio se preferisci, di scegliere quello che rispondeva al mio gusto. A undici anni ho fatto il mio primo abbonamento a Vogue; mi sono fatta regalare la prima macchina da cucire; in seguito ho studiato Storia del Costume ed eccomi qua. Sono sempre alla ricerca di cose per costruire quello che sto immaginando: smonto, scucio e ricreo per fare quello che ho in testa.

Sei costantemente in ricerca: di stoffe, abiti, accessori. Dove vai a scovare questi tesori?
Bisognerebbe divertirsi a cercare, uscendo dai soliti percorsi, dai soliti luoghi. Personalmente amo i mercati che appartengono a un mondo che, per certi versi, non c’è più. Quando parto per la mia avventura in uno di questi, che sia rionale o più specifico di cose vintage, sono emozionata e curiosa per quello che potrò trovare. Il mercato è ancora un luogo dove si chiacchiera con chiunque, ci si relaziona come non si fa più. Ho sempre avuto la passione per i banchi che hanno merce proveniente da stock, da negozi antichi che spesso mettono in vendita a poco, cose preziose e rare. Si può acquistare a prezzi accessibili in quelli che non sono i circuiti tradizionali della moda, se solo si riesce a guardare con attenzione, esplorando con pazienza e partendo dal presupposto che nei mercati spesso si torna a casa con qualcosa che non stavamo cercando e niente di quello che avremmo voluto.

Ci sono artigiani o botteghe in Italia che producono accessori?
Ci sono ancora tante piccole fabbriche e artigiani che producono ad arte ombrelli dalle fogge bellissime e molto robusti, dove mi procuro le strutture per gli ombrellini che utilizzo per ripararmi dal sole e per i miei spettacoli. Gli ombrelli antichi che colleziono sono molto delicati e quotidianamente non sarebbe possibile utilizzarli. In Italia, abbiamo una bella tradizione e moltissime botteghe artigianali che confezionano zoccoli, accessori, stoffe che meriterebbero di essere aiutate a portare avanti la loro tradizione.

ANDARE PER MERCATI

Saper cogliere le occasioni: non puoi andare al mercato pensando di trovare quello che hai in mente, ma devi acchiappare quello che trovi. È come andare per funghi, senza la certezza di trovarne e magari tornare a casa solo con un mazzo di fiori! Non si può andare cercando qualcosa di specifico, perché si rimarrebbe delusi. Bisogna cogliere al volo l’occasione.

Spirito di avventura: andare alla ricerca, con lo spirito giusto di una nuova avventura, provando strade nuove che possono regalarci una bella giornata fuori dall’ordinario, in cui parlare con tante persone, insomma, una giornata che può sorprenderci.

Affinare l’immaginazione: in negozio è più facile perché la merce è ben esposta, proposta nel modo giusto, mentre al mercato non è così; le cose sono mal presentate, insomma è un po’ come fare il talent scout e vederne le potenzialità ancora inespresse.

ARTIGIANI

A bag to Heaven: è uno dei banchi del mercatone dell’antiquariato dei Navigli di Milano ( ultima domenica del mese) ma ha un bel sito dove poter acquistare. Vende borse originali degli anni ‘30-‘40-‘50-‘60 ma restaurate e rimesse a nuovo.
https://www.abagtoheaven.com/

Il Marchesato: ombrelli artigianali dalle fogge uniche e indistruttibili.
https://www.ilmarchesato.com/it/

La Fabbrica degli ombrelli di Maglia Francesco di via Ripamonti 194 a Milano. Il proprietario è un uomo elegantissimo che sembra arrivato con la macchina del tempo.
https://www.francescomaglia.it/

Mirko Tomei: accessori per i momenti gioiosi e la moda fatta su misura con la cura di un tempo in un ambiente creativo e curatissimo nello studio di Pietrasanta. Molto presente su Instagram Mirko Tomei è uno stilista poliedrico da seguire.
https://instagram.com/mirko.tomei?igshid=5fg9qnisd4el

Zoccoli fatti a mano e adattati al piede al momento da Giovanni del Forte a Forte dei Marmi.
http://www.giovannidelforte.it/

Merceria Del Prato: non un artigiano ma una vecchia merceria che seleziona prodotti di qualità. Calze di lana(davvero lana!) sottovesti splendide e durevoli e intimo per ogni taglia. In Corso di Porta Romana 82/83 a Milano. Non fatevi ingannare, non è una delle solite mercerie!

tratto da:
Milano 24orenews Febbraio 2021

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