10 Graziano Pastori nel suo studio febbraio 2021

Graziano Pastori è un artista poliedrico che fa dell’arte una ragione assoluta di vita. Dipinge da sempre e condivide con il suo lavoro quel rapporto di rara intimità che si stabilisce solo quando si ama profondamente quello che si sta facendo.

Da giovanissimo inizia “a pasticciare” con i suoi gessetti colorati e ad appena quattordici anni, con la prima scatola di colori a olio, comincia a dipingere le prime figure e piccoli paesaggi su cartoni e qualche piccola tela. Frequenta i fratelli Michele e Raffa Festa, scultore il primo e pittore il secondo, due talenti già ben introdotti nel mercato dell’arte, che contribuiscono alla sua formazione artistica. In seguito consolida le sue tecniche con altri maestri – lo scultore Pietro Giampaoli (incisore della Zecca di Stato e del Vaticano) e il pittore brianzolo Gino Meloni – e girovagando per gallerie e musei europei e d’oltreoceano.

Curioso, grande sperimentatore, Pastori è sempre stato alla ricerca di nuove tecniche che potessero dare il giusto risalto alla sua espressività.

Dall’esperienza figurativa dei primi anni l’artista viene gradualmente a contatto con l’arte degli action painters e dell’espressionismo astratto, approdando infine all’interazione tra i materiali più disparati (sabbia, sacchi di juta, catrame, giornali…) e lo “spazio arte” fisico proprio del quadro, messa in atto dopo lo studio di moderni maestri quali Mimmo Rotella e Anselm Kiefer. Fortissimo il legame di con gli Stati Uniti, dove Pastori lavora per molti anni senza però mai trascurare la sua innata passione per la pittura. In America ha l’occasione di conoscere protagonisti dell’Espressionismo astratto gestuale del calibro di Willem de Kooning, Robert Motherwell, Sam Francis, Joan Mitchell, ma è Jackson Pollock tra i geni d’elezione per la sua pittura gestuale, carica di colore riccamente modulato, dove grandi pennelli creano “indelebili sciabolate” sulla superficie della tela.

Graziano Pastori è un artista a tutto tondo, un poeta del colore, un maestro senza segreti, un convinto assertore della ricerca emotiva. Instancabile osservatore dell’universo, immagina quasi in senso onirico quello che trasporta nei suoi quadri. E ne nascono poesie colorate che sembrano quasi voler uscire dal confini della tela
«Fare arte non è copiare ma farne parte. La coscienza, il pensiero, l’arte, tutto esiste e prende forma se gradatamente rinunciamo al controllo con il mondo oggettivo»
ci spiega mostrandoci nel suo studio a Rho i suoi più recenti lavori, opere realizzate in quest’anno dominato dalla pandemia.

L’artista dimentica il reale per diventare cosmico. Si ispira ai sentimenti quest’uomo dal sorriso silenzioso che non lascia trasparire l’emozione se non nei colori, nelle forme, nelle composizioni multicromatiche. Pastori intinge il pennello nel profumo del mattino, nell’umore di una giornata spesso allietata dalla musiche di Beethoven, Bach, Chopin… Crea con passione dando alle forme movimenti lenti, ai colori luminescenze intense. Costantemente consapevole che la sua arte trasmette una suggestione personale, Graziano Pastori affronta ogni nuova tela con il desiderio di contribuire a fare dell’arte contemporanea un capolavoro senza tempo.

tratto da:
Milano 24orenews Marzo 2021

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Roma 24orenews Marzo 2021
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