Guarda meglio: qui a Sulmona tutto il paesaggio è fatto di confetti
Confetti Sulmona: una storia antica e dolcissima
Forse i Romani non li conoscevano ancora, e chiamavano confectum un po’ tutto quel che riuscivano a conservare, ma sicuramente i Confetti già allietavano gli eccessi festosi del Rinascimento e imbandivano le tavole dei Papi. Una cosa è sicura. Nel 1783 c’era già un signor Mario Pelino che poteva chiamarsi “Signore dei Confetti” e avviava la conquista del vasto mondo portando i suoi gioielli perfino in Cina. Naturalmente esiste ancora e fa… confetti in tutte le forme, di tutti i colori, per tutte le occasioni comprese le non occasioni.
E ora tu sei venuto qui, nella città dei confetti: ti guardi intorno e non li vedi. Poi ti avvicini e scopri che tutte le vetrine, tutte le scene teatrali e pittoriche che ti circondano, tutto è fatto di confetti, di mille nomi, di mille marche grandi e piccole, antiche e nuove. Musei, scuole d’arte confettiera, accademie, eccessi smodati… Sì, vedi anche i cari soliti confetti‑confetti, quelli delle bomboniere di battesimo, di cresima, di nozze, ma…
Tra tradizione, arte e tentazioni
Guardati intorno, va’, e non comprare tutto!
Perché qui, nella città dei confetti, ogni vetrina è una trappola gentile, ogni colore un richiamo, ogni mandorla un invito. E se pensi di resistere, sappi che non sei il primo a provarci… e non sarai il primo a fallire.
Perché a Sulmona non si comprano confetti: si finisce per collezionarli, mangiarli, regalarli, fotografarli… e soprattutto raccontarli.
Senti, di Gabriele D’Annunzio ti parleremo un’altra volta.
Oggi ti salutiamo con un… sms di
Ovidio, il grande Poeta di Sulmona.











