Molise, tradizioni e sapori: il viaggio nella “molecola incandescente” d’Italia.
“Il Molise è per me un sogno. È un mito tramandatomi dai padri e rimasto nel mio sangue e nella mia fantasia” così Francesco Jovine, scrittore, poeta, saggista e giornalista molisano, scriveva della sua regione. Con questo spirito che conserva intatto il pensiero di ogni molisano, seppur per caso o per fortuna, vi porteremo in una sorta di viaggio, che lo stesso Jovine ebbe a percorrere, nella piccola ma splendida regione appenninica. Si avvicina il Natale, con esso la voglia di partecipare alla tavola della bellezza, delle tradizioni, della più alta percentuale di biodiversità italiana e quindi: buon cibo! “Se tutto fosse riconducibile alla constata ineluttabile forza rurale, nessuno si accorgerebbe che il Molise è creatività, acqua, fuoco: “una molecola incandescente nell’universo”.
Alle origini del Molise tra storia e identità sannita
Tito Livio racconta dei Sanniti molisani: “La vittoria ottenuta dai Sanniti non era soltanto clamorosa, ma anche duratura nel tempo, perché avevano privato il nemico non tanto di Roma (come in passato i Galli), quanto piuttosto della virtù e dell’orgoglio romano, e questo dimostrava ancor di più il loro valore”.
Questa citazione forte ma nello stesso tempo gentile, ci porta a iniziare il nostro viaggio da una località incredibile: l’Antica Sepinum. La sua cinta muraria, costruita con il sistema del reticolo, costituisce il primo sistema di difesa al mondo. Torri altre 30 metri si pongono all’affaccio per onorare grandezza e sinuosità di una città dedita alla transumanza che con le sue quattro porte mostra al mondo la perfezione architettonica di un centro che già da millenni “osava” rispettare i suoi abitanti e onorare i suoi ospiti. Terme, decumano, cardi, basiliche, ma soprattutto modernità che ha contraddistinto per millenni, non solo la città stessa ma ogni singolo elemento che nei secoli si è aggiunto, ricostruito quel gioiello che oggi ospita il Parco Archeologico di Sepino.
La memoria del Molise tra storia, paesaggi e tradizioni vive
Partire dalla storia è la condizione più sincera per trarre del viaggio ogni singola sfaccettatura. Non a caso Iginio Petrone nell’osannare la vista scriveva: “Fra le più obliate contrade dell’Italia appenninica e meridionale va, senza dubbio, annoverata la terra del Molise, che pure alberga, nei suoi altipiani e sulle pendici sovrastanti alle valli che ne solcano il terreno, una popolazione laboriosa, di schietta impronta e tradizione italica e di gloriose memorie remote: la popolazione Sannita”.
Non offrirsi, senza il passato al presente, ha determinato il mantenimento di tradizioni ancora vive che, ogni secondo del tempo, vengono scandite dal metronomo raffigurato dal passeggio verso le proprie origini mai messe in cassetti chiusi a chiave. A Sepino il racconto è sacro, e con esso, nella notte che trapassa l’anno vecchio e apre le porte alla conoscenza del nuovo, si sciolgono le campane, l’ovazione di esse si spande verso orizzonti mai raggiunti e la festa onora nascite e morti che nel contempo lasciano segni indelebili nei cuori e nella forza delle braccia trasudanti fatica e passione mai scevra di condizionamenti.
Molise, tradizioni e sapori tra riti, musica e comunità
La bellissima piazza del paese, dedicata non a caso a Nerazio Prisco, si riempie di gente festante. Mentre il suono delle campane si aggiunge quello dei Bufù. Il termine etimologicamente rappresenta la frizione della canna di bambù sfregata dalle mani bagnate del suonatore. Essa si fonde con l’otre di legno ricoperta da una pelle di capretto che nel tutt’uno conferiscono un suono deciso, ficcante, coinvolgente che accompagna squillanti organetti. La sinfonia è l’ordine che un maestro concertatore pone con grazia e maestria agitando un mazzo di fiori. La festa continua con balli, canti e tanti auguri; intanto, il legame profondo tra comunità e memoria emerge con forza. “La terra di Molise, ferace d’ingegni sodi e robusti, ha prodotto e suscitato molti uomini di varia grandezza e di notabile dottrina, ed ha sempre alimentato nel suo seno l’amore e l’abito e l’esercizio della cultura”.
Questa l’essenza dell’armoniosa simbiosi tra tradizioni e opere tangibili. Non a caso tradizione si sposa con religiosità e in Molise questa condizione è praticamente forza trainante. Ci spostiamo di qualche chilometro attraversando il versante più affascinante del Matese, quello che segna i confini del parco Nazionale e dell’Oasi Wwf, dove padrona indiscussa è la salamandra con gli occhiali, segno di purezza dell’acqua e dell’ambiente tutto. Arriviamo a San Polo Matese, piccolissimo paese arroccato sui Monti. Da qui una visione da soffio al cuore e la vista di un borgo rurale che sa decisamente di mistico, di antico, di passionale. Una piccola Betlemme ci aspetta per goder del più longevo presepe vivente diffuso del Molise. Da oltre 40 anni ininterrottamente, nei giorni 26 e 27 dicembre il paesino matesino, diventa una parte dell’antica Palestina.
Nel silenzio sacro dei gesti antichi che raccontano questa terra
Il visitatore si fonde alla scenografica rappresentazione della natività che non ha bisogno di grandi opere dall’esterno in quanto rappresenta già da sé il sogno cristiano. Momenti scanditi dalle forge del maniscalco, dal sapore antico del mercato delle leccornie del tempo passato… E dalle voci narranti, dal sibilo delle spade e rumore delle catene dei legionari, predispongono al viaggio e al trasporto verso la grotta della natività. Un suono sincero, quello delle zampogne, accompagna a coronare la preghiera e offrire al mondo intero il segno della pace. La forza dell’uomo nel conservare tradizioni e offrirsi al suo mondo per partecipare del suo, ci porta ad un’altra essenza del viaggio: il cibo.
Dai gesti antichi alla tavola: i sapori che nascono sul Matese
Le tradizioni e i sapori del Molise trovano una delle loro espressioni più autentiche a Civita di Bojano, dove la delicata polenta di granturco agostinello, unita nella gratificante posa in tegami di terracotta a funghi e al pregiatissimo tartufo bianco dicembrino, racconta una cucina che resiste al tempo. Spolverata da formaggio pecorino locale, tutto bagnato da lacrime di olio d’oliva, vince sulla condizione mai condivisa della modernità. La tavola natalizia è ricca, mai così piena di colori e sapori scaturiti da
- il pane artigianale con le noci o con castagne di bosco;
- i peperoni ripieni di mollica e spezie autoctone;
- la tradizionale frittata dalle cento uova, farcita di fegato di maiale e aromatizzata con provolone di latte munto da mucche non stanziali;
- le pallotte casc e ova, deliziose polpette di mollica di pane amalgamata da uova e pecorino locale;
- la deliziosa “fruffola”, che consta nella lavorazione e bollitura di pane raffermo unito a verdure e erbe di campo raccolte a mano sui monti del Matese non senza l’accompagno di patate lesse e condite con olio d’oliva debitamente di fresca premitura.
Le carni come le anguille, non possono mancare nella predilezione di arrosti e infornate condite di spezie.
Il Molise tra tradizioni e sapori: il Natale tra dolci antichi e gesti di festa
Non mancano i dolci che, a favore di tradizione, si affacciano sulla tavola irrompendo e rompendo schemi mai davvero precostituiti:
- dal panettone all’olio d’oliva alle friselle dolci, biscotti tondi al vino tintilia;
- dai cantucci di mandorle molisane ai saporiti mostaccioli con miele nostrano,
- ai panzerotti ripieni di ricotta e marmellata.
Quando ci sediamo a tavola entriamo in un mondo culturale che assume a sé tradizione e territorio. Siamo sul Matese e dal Matese non si può andar via senza deliziarsi dei dolci ai fichi. Nemmeno dei Caucioni, mezzelune fritte ripiene di formaggi e ricoperte di miele o significanti siluette ripiene di crema di ceci e mosto cotto. Indispensabile per tornar a sperare al meglio nell’anno a venire, la bevanda per eccellenza: la tintilia, vino autoctono dal sapore intenso, fruttato e decisamente ubriacante!
Il Molise si è desto e brinda alla vita! Auguri.
Maurizio Varriano
Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo del Molise
Termoli – Piazza Bega n. 42
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Pubblicato su 24orenews Magazine Dicembre 2023











