Qualche giorno fa ho partecipato in Campania alla prima tappa di Exempla, insieme a un gruppo di giornalisti della stampa nazionale ed estera. Un viaggio breve, appena un giorno e mezzo, ma capace di aprire uno sguardo nuovo sulla Campania: una terra che non si limita a custodire un patrimonio straordinario, ma lo vive, lo trasforma, lo racconta attraverso i suoi luoghi, le sue mani, le sue voci. Exempla è un progetto di turismo culturale diffuso promosso nel 2026 dalla Regione Campania e realizzato dall’Agenzia Campania Turismo, che invita a leggere il territorio attraverso itinerari esperienziali dedicati all’artigianato, ai paesaggi e alle identità locali. Non un semplice percorso, ma un invito a entrare dentro una regione che continua a sorprendere chiunque la attraversi.
Torre del Greco, la materia che diventa memoria

Il nostro viaggio comincia a Torre del Greco, dove il corallo non è soltanto materia preziosa, ma linguaggio identitario. Al Museo del Corallo, le mani raccontano una tradizione che si rinnova ogni giorno: gesti che trasformano la natura in arte e che si tramandano come un’eredità silenziosa. È un luogo che resta addosso, perché custodisce un’idea di continuità tra uomo e materia, tra passato e presente. Qui si comprende come la Campania non sia solo terra di paesaggi, ma anche di maestranze che hanno saputo trasformare un frammento di mare in cultura.
Napoli, dove il viaggio diventa incontro

Da Torre del Greco ci spostiamo a Napoli, una città che non si presenta: accade. Passeggiamo lungo Via Duomo, attraversando il cuore del centro antico fino a Forcella, dove la street art contemporanea dialoga con la storia millenaria del quartiere. Il grande volto di San Gennaro firmato da Jorit ci accoglie come un segno potente, una presenza che unisce sacro e urbano, memoria e contemporaneità. Il Duomo di San Gennaro è un momento di sospensione: un luogo in cui fede, arte e identità si intrecciano. E come naturale prosecuzione, San Gregorio Armeno ci immerge nella sua vitalità senza tempo, tra botteghe che sono piccoli universi narrativi. Napoli è la porta emotiva del viaggio: la bellezza non si osserva, si incontra.
Dopo la visita a Napoli, ci spostiamo a Caserta per il soggiorno e la cena. Il Grand Hotel Vanvitelli ci accoglie con la sua eleganza scenografica, offrendo una pausa necessaria dopo l’intensità della giornata. È un momento di quiete, un preludio alla tappa produttiva che ci attende il mattino seguente.
Marcianise, la contemporaneità dell’artigianato

All’alba ripartiamo verso Marcianise, dove il distretto Oromare racconta una Campania che innova senza perdere identità. Oltre quaranta maestranze trasformano oro, pietre preziose e corallo in creazioni destinate ai mercati internazionali. Entrare in questi spazi significa osservare da vicino un equilibrio raro: tecniche antiche che dialogano con strumenti moderni, precisione e intuizione che convivono senza attrito. Ogni laboratorio è un microcosmo, ogni gesto un sapere che si rinnova. Marcianise è la prova concreta di una regione che non smette di creare.
La Reggia di Caserta, l’orizzonte della grandezza

Il viaggio si conclude alla Reggia di Caserta, dove tutto ciò che abbiamo visto trova una sintesi naturale. Entrare nel palazzo significa attraversare un’idea di mondo che ancora oggi impone silenzio e misura. Lo Scalone d’Onore, la Sala del Trono, le prospettive infinite dei corridoi: tutto sembra costruito per amplificare la percezione della grandezza. Visitare la Reggia dopo aver attraversato botteghe, quartieri e laboratori significa ricomporre ciò che si è visto: la creatività, la manualità, la visione. Quando si esce, tornando alla modernità, si ha la sensazione di aver attraversato – anche solo per un istante – una dimensione più ampia del tempo.
Exempla e le meraviglie della Campania: un racconto che continua
Exempla non è stato soltanto un viaggio, ma un attraversamento di identità. Un modo per entrare in relazione con una Campania che crea, trasforma e sorprende attraverso il suo patrimonio culturale, naturale ed enogastronomico. Un racconto che non si chiude alla fine dell’itinerario, ma continua nel modo in cui si guarda questa terra dopo averla attraversata.
Alessandro Trani
Direttore editoriale del network Le Roy. Coordina contenuti e progetti multimediali delle testate del gruppo. Leggi di più










