A cura di Paolo Minotti
Che sia dipinto o intagliato, di terracotta, di cartapesta o di cioccolato, in tutto il mondo l’uovo è un “must” delle feste pasquali. Non tutti però sanno che le origini della simbologia dell’uovo risalgono a tempi antichissimi, addirittura precedenti alla nascita del Cristianesimo.
Nelle antiche culture pagane l’uovo simboleggiava la fertilità e la rinascita della natura e pertanto veniva utilizzato per festeggiare l’arrivo della bella stagione. La tradizione dello scambio delle uova era diffusa in epoca pre-cristiana tra gli antichi Persiani; gli stessi Egizi, i Greci e i Cinesi usavano donarsi delle uova decorate a mano per celebrare l’arrivo della primavera. È probabile che da tali tradizioni sia nata la simbologia cristiana legata all’uovo come simbolo di vita: simile a un sasso, e quindi a un sepolcro, l’uovo racchiude al proprio interno una vita pronta a sbocciare, divenendo per questa ragione simbolo di resurrezione. L’usanza di regalare uova decorate per Pasqua si è diffusa gradualmente, inizialmente nelle chiese d’Oriente poiché i cristiani ortodossi, durante la Quaresima, dovevano astenersi da qualsiasi alimento di origine animale, comprese le uova. Nell’Europa occidentale sembra che questa tradizione abbia preso piede nel Medioevo, in particolare in Germania per poi diffondersi in tutto il continente.
L’idea di mettere una sorpresa all’interno dell’uovo invece è stata di Peter Carl Fabergé, un orafo russo incaricato dallo Zar Alessandro III di realizzare un regalo speciale per la zarina Maria. Fu così che nacque il primo “uovo Fabergé”, un gioiello di platino, decorato e smaltato, contenente un altro uovo d’oro con, a sua volta, altri due doni con all’interno: una riproduzione della corona imperiale e un pulcino d’oro.
Quanto al motivo per cui oggi, a Pasqua, si mangino le uova di cioccolato, esistono varie ipotesi. In tanti “rivendicano” la paternità di questa usanza.
Ciò che possiamo dire, al di là dei miti e delle leggende nate intorno ad essa, è che ci sia un legame con l’evoluzione della lavorazione del cacao. Dobbiamo esser grati all’olandese Coenraad van Houten che nel 1828 inventò un sistema di lavorazione del cacao per facilitarne lo scioglimento nell’acqua. Alcuni decenni più tardi i progressi tecnologici hanno reso più semplice la lavorazione del cioccolato su scala industriale; ma fu negli anni ’20 del ’900 che la Casa Sartorio di Torino brevettò un sistema per modellare con il cioccolato le forme vuote. Già nel 1927 le uova di Pasqua di cioccolato a Torino erano di gran moda e presto si diffusero in tutta l’Italia, mentre nei Paesi del Nord Europa si preferisce il coniglio di cioccolato, considerato antico simbolo di fertilità nei mesi primaverili.
Pubblicato su 24orenews Magazine Aprile 2023












