di Teobaldo Fortunato
L’estate stenta a comparire con tutta la sua forza anche sulla Costa d’Amalfi; forse è il periodo ideale per trascorrere un lungo intenso weekend a Cetara, evitando la folla dei turisti d’oltralpe di Amalfi o di Positano! A Cetara, il ritmo rallenta e il soggiorno diventa piacevole. Tutto all’insegna del progetto “Cetara Contadini Pescatori” – Gal Terra Protetta” che ha puntato “sulla voglia di fare vacanza in una maniera diversa, traendo dal periodo di interruzione dal lavoro un’esperienza da “portare a casa”. Un’esperienza del luogo che si è scelto per le vacanze che metta insieme una serie di offerte che puntano a coinvolgere i cinque sensi del turista”.
Al mattino, la colazione da “Chocholami”: qui, la dolcezza è di casa, tra brioches e dolcetti home made e scorzette d’arancia e un bollente caffè prima di godere del pallido sole di giugno. Le mete del mattino? La visita ai limoneti adagiati sulle balze del monte Falerio e sui colli che abbracciano Cetara; da quello di Simona Tafuri, immerso nel verde con il mare in prospettiva ad un altro più nascosto, quello di Roberto Luigi De Crescenzo che profonde maestria antica e sagacia nel descrivere tutte le caratteristiche dei suoi limoni, facendoci odorare il profumo emanato dalle foglie tra le dita.

E la pausa pranzo la gustiamo a “Casa Torrente”, all’ombra delle sale ricche di affreschi barocchi d’un antico convento; la cucina ha radici profonde nel mare antistante. Tra le specialità uniche nel loro genere, è d’obbligo assaggiare la semplicità d’una fetta di pane cosparsa di burro e Sua Grazia l’alice di Cetara da cui si genera goccia dopo goccia, l’arcana Colatura. È Giulio Giordano della storica azienda “Nettuno” a svelarci tutti i passaggi e i segreti di una pratica secolare che ha reso Cetara famosa nel mondo dei raffinati gourmet.
E di sera, la cena al “San Pietro” dove tra un trionfo di colori della Costiera, il pesce appena pescato arriva freschissimo nelle “spaselle” per essere preparato in modo da esaltarne il profumo delle alghe e degli scogli. Il giorno successivo è il panorama sul mare dalla Torre Vicereale a lasciare senza fiato: all’interno degli ambienti sono esposte le opere di noti artisti dei luoghi come Ugo Marano scomparso di recente. Allestito nelle sale della parte inferiore, ha trovato posto il Museo Cantina della Pesca e della Colatura di Alici, unico nel suo genere. Un altro ritrovo d’eccellenza per il pranzo di mezzogiorno è la “Cianciola”.

La sua cucina valorizza tradizioni locali: gli spaghetti con frutti di mare e l’immancabile cucchiaio di colatura sono superbi, come la delicatezza di una frittura di mare o il tortino di alici, complice la piazzetta antistante con vista sul mare. Il pomeriggio è all’insegna del relax totale pur con il timido sole, tra i tipici negozietti dai colori accesi della ceramica locale e i prodotti del mare che porteremo con noi al ritorno alla vita quotidiana.
Prima di ritirarci per l’ultima notte del nostro weekend, nelle coloratissime tre stanze del B&B “A’ Regina”, al centro di Cetara, non possiamo concludere che al ristorante “Acqua Pazza” a due passi dal porto e poco distante dalla spiaggia del Lannio. Di nuovo le alici sono le protagoniste assolute come anche il dentice al sale.
E per finire, una delizia al limone caldo che infonde al palato quella nota intensa e profonda dei limoni coltivati dai contadini pescatori baciati dal sole della Divina Costa. Nelle stagioni calde, tra i vicoletti fatti di scalinate strette e distesi sulle spiagge attori, magnati, intellettuali e turisti d’ogni arte del mondo si soffermano, rilassandosi al sole.








