S.O.S. ATTENZIONE ALLE ZANZARE
Una estate bizzarra da clima equatoriale e quindi le zanzare trionfano. Sono tanti gli espedienti per allontanare i fastidiosi insetti e i tanti rimedi, prima e dopo la puntura. Il clima caldo umido, infatti, è anche il preferito del vampiro volante: la zanzara. Al mondo esistono più di 3.000 specie di questo fastidiosissimo insetto e forse non conosciamo ancora tutto su di loro. E’ noto che alcuni fattori, come gli abiti scuri, la temperatura corporea e i movimenti possono attrarre irrimediabilmente un plotone d’insaziabili zanzare ma a quanto sembra la nostra capacità di attrarle potrebbe dipendere direttamente da fattori genetici. Secondo Joe Colon, entomologo e consulente dell’American Mosquito Control Association (AMCA) esistono più di 300 composti, emanati dal nostro corpo, che sono in grado di avere una funzione repellente o fortemente attrattiva verso le zanzare. In sostanza dipende dalle secrezioni odorose prodotte dal nostro corpo e se queste sono gradite alle zanzare, beh meglio correre ai ripari e munirsi di un buon repellente, magari naturale. Le zanzare che ci pungono sono solo gli esemplari femmine. I maschi, infatti, si nutrono principalmente di essenze vegetali e nettare, mentre le femminine hanno bisogno di un pasto nutriente a base di sangue per portare a compimento il completo sviluppo delle uova e la loro deposizione. Oltre ai repellenti, un singolare ma efficace sistema per difendersi dalle zanzare è l’uso di un buon ventilatore. Le zanzare non sono molto abili nel volo e una lieve brezza artificiale le terrà lontane da noi. Generalmente si pensa che l’aiuto della disinfestazione sia necessaria solo in caso di blatte, ratti o formiche. In realtà può essere utile anche in caso di una massiccia presenza di zanzare. Diversi comuni italiani hanno in questi anni condotto delle varie e proprie campagne di disinfestazione contro la zanzara tigre, e anche di sensibilizzazione rispetto al problema, spesso sconosciuto tra i cittadini. Eliminare qualsiasi fonte di acqua stagnante, pulire accuratamente le grondaie e osservare altri piccoli accorgimenti può aiutarci a diminuire la presenza del fastidioso succhia sangue. Le punture di zanzare sono la causa di più di un milione di morti nel mondo ogni anno, secondo i dati raccolti dall’AMCA. Oltre alla tristemente nota malaria, le zanzare possono trasmettere l’encefalite, la febbre gialla, quella di dengue e il virus del Nilo occidentale. Quest’ultimo è contratto dagli uccelli e successivamente trasmesso dalla zanzara all’uomo. Per la maggior parte delle persone la puntura di zanzara può causare un leggero gonfiore accompagnato da un fastidioso prurito. In molti soggetti però può verificarsi una reazione allergica nota come Sindrome di Skeeter. In queste persone la puntura genera grandi macchie, molto arrossate, a volte grande come una prugna e molto pruriginose. Questa reazione allergica è data dagli elementi presenti nella saliva della zanzara e sebbene molto fastidiosa questa sindrome non causa particolari conseguenze per la salute. Tigre o no, la zanzara rimane l’insetto più fastidioso dell’estate. Da 46 milioni di anni a questa parte le zanzare non lasciano tregua a nessuno, neanche a chi quei famosi rimedi per tenerle lontane li ha proprio provati tutti. C’è chi tiene le luci spente, chi ripone gerani, lavanda, piante di basilico o rosmarino sul davanzale, chi ancora mangia aglio crudo. Ma c’è un fondo di verità in questi rimedi o si tratta di falsi miti? Simona Camarda di Humanitas Salute ha chiesto il parere del dottor Stefano Ottolini, specialista del pronto soccorso di Humanitas. Gerani, lavanda, basilico, rosmarino aiutano a tenere lontane le zanzare? Hanno funzione repellente ma effetti limitati. Bisognerebbe inondare le stanze per riuscire a ricavarne un effetto positivo. I rimedi della nonna quali l’utilizzo di ammoniaca o le incisioni a X con le unghie sulla zona punta non funzionano. Sono consigliabili stick specifici venduti in farmacia a base di ammoniaca a basse concentrazioni o prodotti naturali per lenire il prurito. Nei casi più impegnativi (quando la lesione è particolarmente estesa e raggiunge dimensioni superiori a una moneta da 1/2 euro) sono consigliate pomate a base di antistaminico o di cortisone. È possibile creare in casa un anti-zanzare naturale, riciclando delle vecchie bottiglie di plastica. Nessuna sostanza chimica artificiale, niente ‘spiralette’ né diffusori di ‘profumi’ da attaccare alla presa di corrente. 
Ecco cosa occorre:
• 1 grammo di lievito di birra
• 4 cucchiai di zucchero
• 200 ml di acqua
• Una bottiglia di plastica da 2 litri
• Cartone o cartoncino nero
• Scotch
• Un contenitore per riscaldare l’acqua.
Per prima cosa, occorre tagliare la bottiglia di plastica e farlo un centimetro prima che inizi a diminuire la sua circonferenza. Dovrebbe essere tagliata in modo uniforme ed orizzontalmente. Nel frattempo, si riscalda l’acqua e vi si versa lo zucchero, mescolando fino a quando non si sarà sciolto. La soluzione va lasciata raffreddare. È preferibile far bollire l’acqua circa 10 minuti per eliminare eventuali tracce di cloro. Successivamente l’acqua zuccherata va versata nella parte inferiore della bottiglia. A questo punto, all’acqua sarà fredda si aggiunge il lievito senza mescolarlo in modo che la reazione chimica duri di più. Ciò produce diossido di carbonio (CO2) in piccole quantità, la principale ‘attrattiva’ per le zanzare. Mettere la parte superiore della bottiglia capovolta come un imbuto e inserirla dentro l’altra metà. Sigillare con nastro adesivo attorno ai bordi, in modo che la CO2 si concentri solo al centro del contenitore. Rivestire l’intera bottiglia di cartoncino nero. Attenzione, la parte superiore non va coperta. La trappola deve essere posta in un angolo buio e preferibilmente umido. Per gli esterni, basta metterla in un angolo o appesa al soffitto, perforando il contenitore. Dopo due settimane, basta staccare il cartoncino per vedere il risultato. Allora, l’”imbuto” andrà smontato per eliminare le zanzare intrappolate all’interno. Basta poi riempire la bottiglia con gli ingredienti già utilizzati per creare una nuova trappola.











