Mobilita Sostenibile e Risparmio

Da quando è scoppiata la pandemia globale causata dal nuovo Coronavirus e tutti abbiamo dovuto chiuderci nelle nostre case – tra qualche tempo diremo semplicemente “dai tempi del lockdown – la discussione politica e sociale in tema di sostenibilità ha subito un’impennata senza precedenti.

Senza dubbio la pandemia ha portato la tematica ambientale al centro del dibattito e, anche nelle persone più scettiche, si è progressivamente sviluppata una certa consapevolezza circa la stretta connessione tra azione umana e impatto ambientale. Il passato periodo di lockdown ci ha dato l’opportunità di ripensare ai nostri stili di vita e alle nostre organizzazioni facendo emergere la necessità di ritrovare un equilibrio tra il nostro stile di vita e l’ambiente che ci circonda.

La tanto ambita “ripartenza” dovrà dunque puntare a una fase di ricostruzione in cui sarà necessario ripensare a modelli di business sostenibili “by design, dove la sostenibilità, anche – ma non solo – ecologica, costituisca l’”inception” di ogni progetto.

C’è però un campanello d’allarme.

Il rischio indiretto della pandemia, infatti, è quello di un ritorno alla società dell’”usa e getta”, con materiali ed oggetti monouso; per tale ragione è importante ricordare che igiene e sicurezza devono essere complici e – non nemiche – della salute, umana e ambientale.

L’esortazione, quindi, è quella di provare a concepire un percorso integrato tra sicurezza e circolarità favorendo le imprese sostenibili che si sono di fatto dimostrate quelle più resilienti e che hanno saputo meglio riadattarsi, puntando anche sulla digitalizzazione come fattore di sostenibilità.

Il tema della sostenibilità, infatti, è diventato anche centrale come fattore di creazione di valore tangibile per le imprese, capaci così di andare oltre la crisi, grazie a una visione a medio-lungo termine.

Oltre all’investimento personale e diretto delle imprese, è chiaro che la svolta per il rilancio di un’economia circolare e sostenibile passa necessariamente dalle istituzioni; in effetti, i vertici europei si sono dichiarati a supporto di un recovery plan ad ampio raggio che sappia coniugare crescita economica e transizione ecologica in modo efficiente. Il quadro di riferimento e gli strumenti per attuare questo piano (dall’European Green Deal ai portafogli di investimento sostenibile promossi dalle istituzioni finanziarie nazionali) sono sicuramente incentivanti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

E non è un caso che l’Italia, tra i paesi più colpiti dalla pandemia Covid-19, risulti tra gli stati che, secondo recenti studi, hanno il più alto potenziale “green” e potrebbero avere un ruolo chiave nella svolta ecologica durante la fase di ripresa economica, anche in un’ottica di competitività sul mercato.

Alessia Placchi