Ermitage Bel Air Medical Hotel Abano 01

A cura di Alessandro Trani

Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Medical Hotel. Con i suoi 120 anni di storia, è una delle prime strutture termali di Abano Terme, pioniere nel settore dell’accoglienza senza barriere: non a caso eletto hotel più accessibile d’Italia all’Hospitality Day di Rimini per 4 anni consecutivi.
Le sue proposte nel settore del turismo accessibile costituiscono un’opportunità unica in Italia per quanti – in presenza di piccoli o gravi deficit motori – fino ad oggi hanno pensato di dover rinunciare al piacere della vacanza o di non poter accedere a una offerta di terme e benessere davvero per tutti. Mai come oggi è attuale, e concreto, il principio “Alla salute si pensa in vacanza” che la famiglia Maggia, proprietaria da 4 generazioni, ha messo alla base della sua filosofia e del suo lavoro, scegliendo 15 anni fa di arricchire la tradizionale offerta termale con la creazione del primo Medical Hotel in Italia.
Un concetto innovativo sviluppato dall’ingegnere Marco Maggia a partire dal 2006, dopo aver affiancato il padre alla guida dell’albergo: alla base di questo modello vi è il superamento delle le barriere culturali che oggi dividono le persone.

Ermitage Bel Air Medical Hotel Abano 04 Ing. Marco Maggia«Veniamo da una cultura secondo cui i “luoghi della salute” e i “luoghi della vita” sono separati – spiega Marco Maggia -. Prima dell’avvento del nostro Medical Hotel, tutti i presidi dedicati alla tutela della salute erano luoghi dove andavano solo i disabili, le persone fragili, gli ammalati».
L’Ermitage Medical Hotel è un nuovo presidio sanitario che crea un modello innovativo con due grandi caratteristiche: è completamente integrato e inclusivo. È un luogo per tutti: vi accedono sia le persone sane sia gli ammalati, sia gli anziani sia i giovani, sia gli abili sia i disabili.
«Avevo riconosciuto – continua Maggia – nell’invecchiamento della popolazione, nell’aspirazione ad avere una vita gratificante inclusiva anche quando si è avanti con gli anni… dei bisogni crescenti della nostra società verso un modello di salute che non fosse ospedalocentrico. Con la convinzione che nella tradizione termale si trovassero tutti gli elementi per poter rispondere a queste nuove esigenze, nel 2006 decisi di affiancare al nostro stabilimento termale un centro medico specialistico di riabilitazione e di iniziare un dialogo integrato tra la medicina termale classica e la medicina specialistica».
«Wellness, cosmesi, ospitalità alberghiera e relax sono elementi che rendono più gradevole il soggiorno, ma la motivazione del viaggio è invece connessa ad esigenze di prevenzione o riabilitazione. In un primo caso, prevenire l’infarto, l’ictus, migliorare lo stato di benessere e di salute, correggendo lo stile di vita. In un secondo caso, superare un evento acuto come un trauma, un intervento chirurgico o le fragilità connesse con invecchiamento e disabilità. Per queste persone diventiamo il luogo della riabilitazione, l’anello di congiunzione tra l’ospedale e il rientro a casa. Le persone vengono infatti dimesse dagli ospedali perché clinicamente stabili ma spesso non sono pienamente pronte per una vita autonoma».

Ma perché delle persone “sane”, che cercano relax, il benessere, le terme… accettano di condividere l’ambiente con persone ammalate, con delle patologie o delle disabilità?
«Chi cerca la prevenzione – spiega Maggia – oltre a condividere la nostra filosofia e ad avere una forte consapevolezza in materia di salute, sa che per prevenire efficacemente l’insorgere di una patologia è meglio rivolgersi a chi quelle malattie le cura in modo qualificato e competente. Quindi la persona sana che viene al Medical Hotel sa che si godrà la sua vacanza… potendo anche fare un checkup cardiologico, o trattare delle piccole patologie ortopediche e cardiovascolari legate all’invecchiamento e allo stile di vita con la consulenza di un vero presidio medico specialistico – la lombalgia, la sciatalgia, i problemi di postura, il sovrappeso, la colesterolemia».

Esistono poi delle situazioni in cui i due mondi delle persone sane e ammalate (fragili o disabili) si uniscono: è il mondo delle famiglie.
«Ci sono nuclei familiari o coppie in cui la fragilità o la disabilità colpiscono un solo elemento del nucleo familiare. Quindi capitano un marito e una moglie, un genitore e un figlio, un nonno e un nipote… Situazioni in cui c’è un nucleo familiare dove ci sono delle relazioni, degli affetti che hanno piacere di andare in vacanza insieme e questa doppia natura della nostra struttura consente di soddisfare in modo specifico i bisogni di ciascuno dei componenti di quel nucleo senza mai dividere le persone. Nel 2020 abbiamo dimostrato che si può tutelare la salute in totale sicurezza superando l’emarginazione. Nel 2021 speriamo non solo di poter promuovere ancora la vita attiva ed autonoma per tutti, ma anche di contribuire alla rinascita del Paese con il nostro lavoro e impegno quotidiano» conclude Marco Maggia «i nuovi protocolli dedicati alla sindrome long covid ne sono un esempio. Il nostro approccio terapeutico multi-assiale capace di rispondere sia alle esigenze neuro motorie che cardio-polmonari e l’ambiente extra ospedaliero pienamente inclusivo sono ingredienti essenziali per tornare a vivere con gli altri nel rispetto anche dei bisogni emotivi e psicologici di ogni singolo cliente».

Informazioni: www.ermitageterme.it

tratto da:
Milano 24orenews Aprile 2021
Banner MI24 Aprile 2021