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EFSA PROGETTI 2022

EFSA annuncia che nel 2022 cambieranno i requisiti di attribuzione dei claim salutistici, che assumeranno una nuova importanza. Finalmente i reclami,  vengono ascoltati. Più chiarezza e trasparenza sulle etichette, per non fuorviare i consumatori.

Quale sarà il futuro delle industrie e dell’etichette alimentari? 
La legge europea, ad oggi, permette ai produttori di apporre diciture salutistiche controllate solo per la loro veridicità, senza considerare il prodotto nella sua completezza nutrizionale.  “Un prodotto è veramente salutare se analizzato nella sua integrità” “Il problema dei claim che troviamo spesso sulle confezioni come ricco in fibra, senza grassi idrogenati, senza zuccheri aggiunti, fonte di vitamine… è che analizzano solo un aspetto per cui il prodotto potrebbe, e sottolineo il condizionale, risultare vantaggioso per la salute. In realtà dietro a un ridotto contenuto di grassi si possono nascondere troppi zuccheri e sale, o ancora, dietro una ricchezza di fibre può nascondersi tanta acrilammide, contaminante di processo cancerogeno.”  La strada dell’etichettatura trasparente e funzionale all’educazione dei consumatori è stat perseguita  già dal 2012, quando ha istituito un rigido disciplinare per garantire Sicurezza Nutrizionale Certificata sui prodotti effettivamente salutari. Bassissimo contenuto di sale, zucchero e grassi e la ricchezza in fibre. La totale assenza di contaminanti di processo e la ricchezza in vitamine e/o antiossidanti.
Proprio come nel 2014, le industrie dovranno cambiare
La previsione è che possa accadere qualcosa di simile, quando fu sancito che la dicitura “oli vegetali” doveva essere specificata. In modo da rendere noto l’eccessivo utilizzo di olio di palma nell’industria. L’attenzione dei consumatori costrinse molti produttori a rivedere le ricette per eliminare l’ingrediente incriminato. Ad oggi ci sono ancora molti prodotti classificati salutari pur non essendolo. Il documento EFSA sottolinea come olio di cocco e burro di cacao non siano dei toccasana a livello nutrizionale. Si tratta di grassi saturi, molto utilizzati dai produttori industriali per le loro qualità tecnologiche.
Prodotti che riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti” spesso contengono dolcificanti che una volta ingeriti vengono trasformati in zucchero (xilitolo, maltitolo, sorbitolo ne sono un chiaro esempio).  La denuncia per difendere la sicurezza nutrizionale

Nel 2018, all’università di Parma, si erano esposti i risultati di una ricerca al Congresso Mondiale EFSA.  La ricerca, convalidata e accettata dall’ente europeo stesso, evidenzia come i claim salutistici siano un’arma a doppio taglio, comportando un peggioramento delle abitudini e dei consumi alimentari. Le diciture in etichetta inducono il consumatore ad eccedere nelle quantità e a non valutare il prodotto per il suo reale apporto nutrizionale complessivo.
Nella bozza pubblicata dall’istituzione europea viene chiesto ai nutrizionisti di dare un parere, per fissare i parametri necessari ad autorizzare i claim,  con dati scientifici alla mano e facendo riferimento al disciplinare per la Certificazione di Sicurezza Nutrizionale.

www.efsa.europa.eu