Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione 2
Disturbo Ossessivo Compulsivo Da Relazione 2

“M’ama o non m’ama?” Chi non si è mai posto il dubbio vero il proprio partner? Nutrire dei dubbi sulla propria relazione è normale, entro certi limiti. Questi dubbi però possono crescere fino a diventare una vera e propria ossessione. Insomma un disturbo vero e proprio.

Si parla infatti di Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione (Relationship Obsessive Compulsive Disorder – ROCD). Si tratta di un tipo di Disturbo Ossessivo Compulsivo, ovvero di un problema psicologico caratterizzato da dubbi (ossessioni) e comportamenti per cercare di chiarirli (compulsioni).

Queste ossessioni e compulsioni sono focalizzate sulla relazione sentimentale. Comunemente si fa riferimento al rapporto di coppia ma le preoccupazioni intrusive e invalidanti possono riguardare anche la relazione genitore-figlio o il rapporto con Dio.

Secondo Doron e Derby esistono due forme di DOC da Relazione che possono essere anche compresenti:

– Centrato sulla relazione: con sintomi ossessivo-compulsivi centrati sulla relazione, ovvero relativi ai propri sentimenti nei riguardi del partner, ai sentimenti provati dal partner e al valore del rapporto (“Lo/la amo?”, “Lui/lei mi ama davvero?”, “È l’uomo/la donna giusto/a per me?”, “È la relazione giusta per me?”);

– Centrato sul partner: con sintomi ossessivi focalizzati sul compagno/a, ovvero riguardanti difetti percepiti nel partner relativamente all’aspetto fisico, alle capacità intellettive, sociali o ad aspetti di personalità.

Può capitare a tutti in alcuni momenti della vita di coppia di avere preoccupazioni, dubbi o incertezze su proprio partner o sul rapporto di coppia. Questo è naturale e può anche aiutare a mettersi in discussione, confrontarsi con il partner per trovare soluzioni al fine di migliorare la relazione o decidere di interromperla.

Il problema insorge quando si rimane invischiati nei dubbi e nelle preoccupazioni, senza riuscire a liberarsene a tal punto da trascorrere gran parte del tempo travolti dai dubbi ossessivi e impegnati nelle compulsioni. Ciò può creare profonda sofferenza e disagio compromettendo la vita lavorativa, sociale e di coppia della persona.

Non è raro che si metta in atto una sorta di disinvestimento sulla relazione, ovvero per paura di non essere pienamente sinceri con il partner, di deluderlo o illuderlo e per paura di scoprire davvero cosa sta accadendo nel rapporto con lui, la persona evita di impegnarsi nella relazione, sottraendo tempo al partner, non proponendo né partecipando ad attività condivise, semplicemente non facendo nulla per la relazione (ad es. evita di inviare un messaggio affettuoso o di fare un piccolo regalo).Ciò non fa che peggiorare la situazione, in quanto la persona si sentirà insoddisfatta e aumenteranno i suoi dubbi sulla qualità della relazione.

Nel DOC da Relazione possono essere presenti anche delle compulsioni, ovvero azioni ripetute messe in atto al fine di alleviare l’ansia dovuta alle ossessioni come ad esempio: neutralizzare (rievocare ricordi di bei momenti trascorsi assieme al partner per annullare i dubbi ossessivi); monitorare gli stati interni (“Cosa sto provando in questo momento?”, “Cosa sento mentre lo/a bacio?”, “Cosa provo mentre l’abbraccio?”); fare confronti (ad esempio confrontare parti del corpo del partner con quelle di altre persone); ricercare rassicurazione (chiedendo ad altri cosa pensano della relazione e che opinione hanno del partner); evitare di guardare altre donne o altri uomini nella convinzione che rivolgere lo sguardo verso di loro sia la prova di non essere innamorato/a del proprio partner o che non si sia più attratti da lui.

Come valutarlo?

È fondamentale fare una buona valutazione psicologico attraverso:

– Colloqui psicologici che approfondiscano tipologia e frequenza delle ossessioni e delle compulsioni, storia del problema, storia della relazione attuale e di eventuali relazioni di coppia precedenti, storia familiare e valutazione degli aspetti di personalità;

– Questionari specifici: esistonodei test psicologici pensati per indagare e quantificare i dubbi sulla relazione e sul proprio partner;

– Interviste, diari di monitoraggio delle compulsioni, schede di registrazione delle ossessioni.

Terapia per il DOC da Relazione

L’obiettivo della terapia del DOC da relazione è che il paziente comprenda il suo disturbo, impari a gestire ossessioni e compulsioni al fine di arrivare a vivere appieno e serenamente la sua relazione sentimentale. Per questo è fondamentale che tutte le decisioni relative alla relazione siano rimandate, in modo da non essere condizionati dal disturbo ma arrivare a scegliere consapevolmente.

In linea generale il trattamento da seguire è la Terapia Cognitiva e Comportamentale per il DOC classico con l’attenzione di adattarla alle specificità del DOC da Relazione. L’assessment consente di comprendere a quali aspetti dar maggior peso all’interno del trattamento.

I punti principali del trattamento sono:

– Psicoeducazione e comprensione del funzionamento del DOC da Relazione: è importante spiegare la differenza tra pensiero ossessivo e risoluzione di un problema, tra ossessione e compulsione e gli effetti che essi hanno sul funzionamento del paziente e sulla sua vita.

– Esposizione  con  prevenzione della risposta (ERP) ed esperimenti comportamentali come l’uso di termini e frasi che costituiscono fonti di paura, esposizione alle sue paure, esposizione a lasciarsi andare a sentimenti provati verso altri.

– Terapia cognitiva sulle credenze specifiche tipiche del soggetto, come ad esempio credenze sull’amore (“Se è la relazione giusta, devo essere sempre felice con lui/lei – non mi devo annoiare mai quando siamo insieme – devo pensare sempre a lui/lei – devo essere geloso”) e credenze di catastrofizzazione (“Se lo/la lascio, non riuscirò a stare senza di lui/lei”). Le persone spesso non sono consapevoli di tali credenze per cui ènecessario portarle alla loro attenzione, dare un senso a questi pensieri all’interno del funzionamento del DOC da Relazione per poi mettere in discussione tali credenze e formarne di nuove più credibili, veritiere e accettabili.