Intimo e articoli erotici sono tra gli oggetti smarriti, dimenticati sui mezzi pubblici. Biancheria intima, articoli erotici e altro, non ritirati dagli uffici oggetti smarriti delle stazioni e degli aeroporti, si trovano in vendita su internet. Cambiano le abitudini degli utenti.
Sui mezzi pubblici si perde e si trova di tutto, ma le curiosità che si possono trovare sul sito www.fundsachenverkauf.ch hanno dell’incredibile anche perché denotano un cambiamento delle abitudini degli utenti. Tra le tante cose che si possono scovare che sono state smarrite sui treni vi sono, pensate, anche articoli erotici. Si può acquistare un vibratore per 19 franchi, un butt plug per 10 franchi oppure un chilo di biancheria intima femminile usata e non lavata per 30 franchi.
Sono questi, tra i tanti, alcuni degli oggetti erotici messi in vendita sul sito fundsachenverkauf.ch da circa sei settimane. La società che si occupa della gestione del sito, chiaramente non è specializzata nel mercato dell’eros ma si limita a vendere on line tutti gli oggetti che non vengono ritirati dagli uffici oggetti smarriti delle stazioni e degli aeroporti.
Oggetti smarriti e articoli erotici: cifre impressionanti
Ogni settimana, l’azienda riceve oltre 20.000 articoli, di cui il 95% proviene dalle ferrovie. Tra questi, spiegano gli addetti ai lavori, è frequente la scoperta di prodotti erotici, soprattutto negli ultimi anni. Non è raro, infatti, che vengano smarrite intere valige piene di articoli erotici.
La gran parte nuovi di fabbrica, nel caso contrario, vengono dovutamente disinfettati e lavati. Fa un po’ specie che la biancheria intima invece non viene lavata, anche se sembrerebbe che la richiesta d’acquisto di questo tipo di prodotti rimane comunque molto alta.
Per Giovanni D’Agata*, il ritrovamento di tali tipo di oggetti sui mezzi pubblici, denota un evidente cambiamento nelle abitudini dei cittadini. Il fatto che smarriscano prodotti di tal tipo e che poi non li ritirino dimostra tuttavia un certo tipo d’imbarazzo generalizzato. Imbarazzo a dichiarare che gli oggetti abbandonati siano i propri.
*Giovanni D’Agata
componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”
di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”











