In terapia antalgica sono comuni i trattamenti che prevedono l’uso della stimolazione elettrica, in grado di interferire con le vie del dolore annullando il passaggio dell’impulso dalla periferia al sistema nervoso centrale creando uno sbarramento. Infatti stimolando energicamente una parte del corpo se ne può lenire la sofferenza perché stimoli termici, pressori, vibratori o elettrici attivano le fibre che trasportano sensibilità alternative al dolore, inibendone la progressione. Tale meccanismo, assolutamente naturale, era noto anche agli antichi egizi. Scribonio (43 a.C.), discepolo di Ippocrate e medico personale dell’imperatore Claudio, narra che per alleviare il dolore era pratica comune immergersi in una vasca piena di torpedini. Questi grossi pesci hanno ai lati della testa due voluminosi organi elettrici contrattili con funzioni di difesa ed offesa per irrigidire l’avversario. Quando disturbate iniziavano ad emettere scosse elettriche che nell’antichità erano considerate un toccasana per alleviare i dolori provocati da gotta, cefalea e artrite. Il primo apparecchio per l’elettroanalgesia moderna venne messo a punto nel 1919. Sono ora a disposizione moderni apparecchi per la stimolazione elettrica TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation) di scarso ingombro e provvisti di più canali, in grado di modificare con estrema facilità e rapidità i parametri dell’impulso elettrico a seconda delle esigenze. La tecnica, utilizzabile se le vie del dolore non sono danneggiate, consiste nell’applicare sulla cute per mezzo di placche impulsi elettrici particolari che percorrono i nervi sensoriali chiudendo nel midollo “la porta di ingresso al dolore”. Il funzionamento a batteria degli apparecchi moderni rappresenta un vantaggio anche in termini di comodità, perché permette di utilizzare la stimolazione autonomamente anche fuori casa secondo le prescrizioni del medico. La TENS con frequenze elevate provoca effetti immediati, che scompaiono alla sospensione della stimolazione, mentre utilizzando frequenze più basse l’effetto analgesico si sviluppa più lentamente ma sarà più duraturo perché conseguente alla liberazione di sostanze che interagiscono coi medesimi recettori degli oppiacei. Il flusso di corrente non deve attraversare il torace e non deve essere applicato su occhi, parte anteriore del collo, ferite, zone infette o con disturbi della sensibilità, ed è controindicato in gravidanza e in pazienti portatori di pace – makers. La TENS è spesso parte di una strategia di cura complessa: è compito dello specialista indicare modalità e caratteristiche della stimolazione, anche per non incorrere nell’assuefazione allo stimolo elettrico, con una perdita rapida di efficacia.
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Dr. Paolo Mariconti
Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com











