Il tabagismo come emergenza nazionale sanitaria, sociale ed economica
Il tabagismo è un’emergenza nazionale: non solo sanitaria, ma anche economica e sociale. Ogni anno in Italia migliaia di vite vengono spezzate, generando un danno umano incalcolabile, mentre miliardi di euro vengono sottratti a un sistema sanitario già sotto pressione. L’esperienza internazionale è chiara: aumentare il prezzo dei prodotti del tabacco con politiche fiscali coraggiose permette di salvare vite, ridurre le disuguaglianze e liberare risorse preziose per la sanità pubblica.
Obiettivo politico-sanitario: ridurre consumo di tabacco e nicotina nel tempo
Serve un intervento legislativo strutturato in più fasi, con un obiettivo chiaro di riduzione del consumo di tabacco e di nicotina nel tempo. La richiesta è di aumentare in modo importante le accise sui prodotti del tabacco, portando il prezzo del pacchetto di sigarette a oltre 10 euro, e incrementare in maniera proporzionale la tassazione su tutti i prodotti contenenti tabacco e nicotina.
- Posizione sulla Legge di Bilancio 2026: aumenti irrisori non produrranno effetti significativi sulla riduzione del tabagismo. Si auspica l’introduzione di incrementi considerevoli e programmati nel tempo.
- Intervento immediato: essenziale per scoraggiare il consumo e proteggere le nuove generazioni, riaffermando che la salute pubblica viene prima di ogni interesse economico.
Il fumo in Italia: impatto sanitario, sociale ed economico
Tabagismo: un costo umano ed economico incalcolabile
- Decessi annuali: circa 93.000 morti attribuibili al fumo, con il tabagismo che rappresenta il principale fattore di rischio evitabile per malattie oncologiche, cardiovascolari, respiratorie e metaboliche.
- Tumore del polmone: 44.800 nuove diagnosi l’anno; sopravvivenza a cinque anni pari al 16% negli uomini e al 23% nelle donne (AIOM, I numeri del cancro 2024).
- Costi economici: 24 miliardi di euro tra spese dirette e indirette; 1,64 miliardi per ospedalizzazioni delle principali patologie fumo-correlate (Mario Negri e ATS Brianza, 2018).
Giovani e nicotina: una priorità di prevenzione
Quasi un quarto degli adulti italiani fuma regolarmente, mentre uno studente su cinque (15–19 anni) fa un uso quotidiano di sigarette. Gli studenti tra i 15 e i 19 anni hanno sperimentato almeno un prodotto contenente nicotina: sigarette tradizionali, dispositivi a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche (ESPAD® Italia).
- Marketing ingannevole: i nuovi prodotti vengono spesso promossi come “senza fumo” e quindi falsamente più sicuri [2].
- Dipendenza e policonsumo: l’uso di nicotina crea dipendenza e funge da apripista al policonsumo, con effetti di lunga durata.
La leva fiscale: misura efficace e equa di salute pubblica
L’incremento della tassazione sui prodotti del tabacco [2] è tra le misure più efficaci per ridurre il consumo e prevenire l’iniziazione al fumo, in particolare tra i giovani [3]. L’OMS evidenzia come tale misura produca benefici di equità, incidendo maggiormente nei gruppi sociali più svantaggiati.
- Accise in Italia: attualmente tra le più basse d’Europa: €3,19 per pacchetto, contro €7,45 in Francia e €9,92 in Irlanda (elaborazione CERGAS 2025).
- Obiettivo Fondazione Veronesi: portare il prezzo oltre 10 euro a pacchetto, con destinazione vincolata delle nuove entrate a prevenzione, cura e ricerca sulle malattie fumo-correlate.
Esperienze internazionali: Francia e Irlanda
- Francia (2017–2025): prezzo medio sigarette da €7,05 a €13; fumatori adulti dal 27% al 18% della popolazione; gettito fiscale stabile (€13–14 miliardi); nessuna crescita significativa del mercato illegale.
- Irlanda (2019–2025): prezzo medio da €13 a oltre €15; fumatori adulti dal 23% al 18% (2015–2021); tassazione estesa alle sigarette elettroniche; mercato parallelo stabile (19% illegali, 12–15% acquisti all’estero).
Questi casi mostrano che politiche fiscali ambiziose possono diminuire il numero di fumatori senza effetti negativi rilevanti su gettito o illegalità.
Cosa pensano i cittadini: consenso per tasse finalizzate alla prevenzione
Sondaggio “Italiani, fumo e tassazione” (Fondazione Veronesi – AstraRicerche, aprile 2025):
- 60% degli intervistati (e 44% tra i fumatori) favorevoli a un aumento significativo (>€10) della tassazione sul tabacco.
- 60,4% non teme un aumento del contrabbando.
- 42,6% chiede che le nuove entrate fiscali siano destinate a prevenzione e cura delle malattie fumo-correlate.
Una politica win‑win per salute ed equità
Ridurre il tabagismo significa salvare vite, tutelare i giovani e rafforzare la sanità pubblica. L’utilizzo della leva fiscale su tabacco e dispositivi contenenti nicotina rappresenta una politica win‑win: tutela la salute (soprattutto dei più giovani), riduce le disuguaglianze, e mobilita risorse per la sanità pubblica con il consenso dei cittadini. Mettere la salute pubblica al primo posto significa adottare misure strutturate, ambiziose e basate su evidenze, capaci di salvare vite e rafforzare il sistema.
Fonte:
Fondazione Veronesi_Policy Paper Tabacco – 13 novembre 2025
Riferimenti
[1] Cfr. Istruttoria Agcm PS12940 nei confronti di Philip Morris Italia S.p.A per possibile pratica commerciale scorretta
[2] OMS: https://www.who.int/teams/health-promotion/tobacco-control/economics/taxation; https://fctc.who.int/
Banca Mondiale: https://documents.worldbank.org/en/publication/documentsreports/documentdetail/491661505803109617
Commissione EU Piano Europeo di Lotta al Cancro:
https://health.ec.europa.eu/system/files/2022- 02/eu_cancer-plan_en_0.pdf;
[3] Report CERGAS 2025: con riferimento alla review Kjeld, S.G., et al., 2023, Price elasticity of demand for cigarettes among youths in high-income countries: a systematic review. Scandinavian Journal of Public Health.
Senato: strategie anti-tabacco per prevenire tumori e salvare vite











