La Terapia del Dolore è stata supportata, nella sua evoluzione, da tecnologie che hanno permesso l’impiego di strumentazioni sofisticate. Per la lotta contro la sofferenza la medicina di oggi si avvale di strumenti con obiettivi estremamente selettivi. Una delle tecniche più in uso è l’elettrostimolazione midollare. La stimolazione del midollo spinale è un trattamento antalgico che prevede l’uso di uno stimolo elettrico che sollecita alcune fibre nervose del midollo spinale in modo che l’impulso si sostituisca al dolore. La procedura si effettua in anestesia locale, a livello del segmento di colonna che si intende trattare. Si raggiunge con un ago lo spazio epidurale, cioè quello spazio posto fra le parti ossee del canale vertebrale e le meningi. Sotto controllo radiografico viene introdotto un sottile elettrodo, che viene inserito in modo che tutta area dolente venga interessata dalla stimolazione. L’elettrodo viene quindi fissato e collegato ad uno stimolatore esterno grande come un telefono cellulare. Il paziente mantiene la stimolazione di prova al proprio domicilio per alcune settimane, al fine di verificare l’efficacia della terapia durante la quotidianità. Se il successo della cura viene confermato, si procede in anestesia locale all’inserimento sottocutaneo di un piccolo generatore di impulsi grande come un pacemaker cardiaco, estremamente sofisticato e riprogrammabile, attraverso cui il medico potrà eventualmente variare nel tempo le caratteristiche della stimolazione. Il trattamento è utile per alcune forme di dolore neuropatico, dolori alla schiena conseguenti a interventi chirurgici sulla colonna vertebrale e nel caso di dolori da ischemia. Quando invece un processo patologico aggredisce uno specifico nervo periferico, viene proposta la stimolazione diretta del nervo interessato, metodica efficace e per nulla invasiva.
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Dr. Paolo Mariconti
Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com











