prevenzione cardiovascolare
Prevenzione Cardiovascolare


Scompenso cardiaco e defibrillatori cardiaci impiantabili

di Arturo Zenorini

La morte cardiaca improvvisa (SCD) rimane una delle principali cause di morte nei pazienti con cardiopatia strutturale e rappresenta circa il 50% della mortalità cardiovascolare totale. Per prevenire la SCD, le attuali linee guida raccomandano che i pazienti con insufficienza cardiaca (HF) e ridotta funzione sistolica ventricolare sinistra (LVEF) ricevano defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD). È ben noto che le disfunzioni tiroidee e le aritmie cardiache sono strettamente associate. Inoltre, il Rotterdam study ha recentemente dimostrato un aumento del rischio di SCD in soggetti eutiroidei con concentrazione di tiroxina libera (FT4) nel terzile superiore dell’intervallo di riferimento. Tuttavia, l’associazione diretta tra l’incidenza di aritmie potenzialmente letali e gli ormoni tiroidei all’interno di un normale intervallo di riferimento non è stato ancora valutato. In tal senso, assume interesse uno studio – da poco pubblicato su “The American Journal of Cardiology” – in cui si ipotizza che concentrazioni più elevate di FT4 in pazienti eutiroidei con HF e ICD siano predittive di una maggiore incidenza diaritmie ventricolari che richiedono cardioversione elettrica.Questo studio prospettico di coorte in aperto è stato condotto presso la divisione di cardiologia dell’Ospedale universitario di Düsseldorf. Tra gennaio 2013 e gennaio 2016, lo studio ha arruolato pazienti che venivano avviati a impianto di ICD a camera singola o doppia per prevenire SCD. Lo studio ha incluso115 pazienti eutiroidei (età media 62,9 ± 1,3 anni; 87% maschi; 63% con cardiomiopatia ischemica), in cui le concentrazioni sieriche di tireotropina (TSH) e FT4 venivano misurate il giorno prima dell’impianto dell’ICD. Gli endpoint primari e secondari sono stati definiti rispettivamente come necessità di cardioversione e SCD. Durante un follow-up medio di 1.191 ± 35 giorni, 24 pazienti (21%) hanno necessitato di cardioversione, mentre 10 pazienti (9%) sono deceduti per SCD. I pazienti che hanno necessitato di cardioversione avevano concentrazioni di FT4 più elevate (18,9 ± 0,48 contro 16,2 ± 0,22 pmol/L nei controlli, p <0,001), e FT4 si è dimostrata un predittore indipendente di cardioversione in una regressione di Cox aggiustata (hazard ratio = 1,47, p <0,001). Gli autori non hanno invece identificato indici utili per predire il rischio di decesso da SCD. In conclusione, la concentrazione di FT4 sembra essere predittiva di una maggiore incidenza di aritmie ventricolari nei pazienti eutiroidei che impiantano un ICD in prevenzione primaria.L’attuale raccomandazione delle linee guida per l’impianto di ICD in prevenzione primaria si basa essenzialmente su LVEF ridotta, forte predittore di morte aritmica e cardiovascolare. «Il nostro studio suggerisce che la funzione tiroidea potrebbe essere utilizzata come strumento di stratificazione del rischio nei pazienti conLVEF ridotta» osservano i ricercatori. «In confronto ad altri possibili marcatori di stratificazione del rischio come la risonanza magnetica cardiaca o biomarcatori specifici, la valutazione della funzione tiroidea, e in particolare delle concentrazioni di FT4, può essere facilmente integrata nella pratica clinica prima dell’impianto di ICD». In relazione all’aumento di aritmie cardiache con concentrazioni di FT4 nel quartile superiore del normale intervallo di riferimento, «nei pazienti con ipotiroidismo la terapia sostituiva con L-T4 potrebbe essere titolata per evitare questa eventualità».

Fonte: doctor33