San Pietro Martire

A cura di Paolo Minotti

Della Basilica di Sant’Eustorgio vi abbiamo già raccontato qualche tempo fa, in occasione del periodo natalizio, invitandovi a visitare la suggestiva tomba dei Re Magi con l’incredibile storia delle reliquie. Questa volta l’invito è a passate davanti alla Cappella Portinari, nell’abside della chiesa, che racchiude un altro mistero: la vostra attenzione potrà essere catturata da una statua posta su di un alto piedistallo. Essa raffigura San Pietro Martire e presenta una stranezza che ha fatto lavorare la fantasia di molti milanesi: la testa del santo è trafitta da una grossa lama. In effetti sorge la legittima curiosità di capire il motivo di quella strana rappresentazione, anche perché la testa trafitta del santo richiama la credenza, ancora oggi diffusa fra molti fedeli, che poggiare la testa sul sarcofago in cui è riposto il corpo del santo faccia passare il mal di testa. Questa credenza risale al periodo immediatamente successivo al martirio di Pietro da Verona, che nel 1252 era caduto, trafitto al petto e alla testa, vittima di un agguato di un gruppo di eretici. D’altra parte, Pietro si era fatto odiare per il modo spietato con cui conduceva la sua lotta contro gli eretici. Era entrato, contro la volontà paterna, nell’ordine dei domenicani e si era dedicato con passione alla predicazione in varie città della Lombardia e alla lotta agli eretici. Papa Innocenzo IV lo nominò inquisitore generale per la Lombardia. In questa veste mostrò un’inflessibilità che sfociò in vera e propria crudeltà verso coloro che non si adeguavano alla dottrina della chiesa cattolica, come dimostrano le numerose condanne a morte che egli comminò. Nell’anno stesso della morte, 1252, Pietro venne canonizzato e il suo corpo venne conservato nella basilica si Sant’Eustorgio. Il martirio e la canonizzazione di Pietro da Verona indussero l’arcivescovo di Milano del tempo, Giovanni Visconti, a compiere un gesto che si sarebbe ritorto contro di lui: fece spiccare la testa dal corpo e la fece portare nella sua residenza per averla più vicina come reliquia protettrice. Da quel momento il prelato cominciò ad essere afflitto da atroci mal di testa che lo portarono allo stremo delle forze. Visti inutili tutti i tentativi dei medici di guarirlo, il vescovo giunse alla conclusione che doveva riporre la testa del santo vicino all’arca di marmo in cui era conservato il corpo. Fatto ciò, il malessere svanì. La notizia si diffuse rapidamente fra i fedeli e molti che soffrivano di emicrania si rivolsero al santo per ottenere la guarigione. Ben presto Pietro da Verona venne proclamato protettore delle emicranie. Ancora oggi il giorno della festa di San Pietro Martire, il 29 aprile, molti fedeli si recano nella Cappella Portinari nella basilica di Sant’Eustorgio per chiedere la guarigione dal mal di testa.

Tratto da
Milano 24orenews italiadagustare Novembre 2021
Banner MI24 Novembre 2021

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