Morandi Palazzo Reale

Un bel viaggio nella vita e nell’opera di Giorgio Morandi ci attende a Milano: il piano nobile di Palazzo Reale inaugura infatti il 5 ottobre una grande mostra che celebra il rapporto elettivo tra la città e l’artista bolognese. Erano lombardi o vivevano a Milano i primi grandi collezionisti di Morandi come Boschi Di Stefano, Vitali, Feroldi, Valdameri, De Angeli, Jesi, Vismara – parte delle cui raccolte furono donate alla città – e milanese era la Galleria del Milione, con la quale il pittore intrattenne un rapporto privilegiato. “Morandi 1890-1964”, ideata e curata da Maria Cristina Bandera – storica dell’arte e studiosa specialista di Morandi – per estensione e qualità delle opere è tra le più importanti e complete retrospettive sul pittore bolognese realizzate negli ultimi decenni. Con oltre 120 opere fra prestiti eccezionali da importanti istituzioni pubbliche e da prestigiose collezioni private, l’esposizione ripercorre cinquant’anni, dal 1913 al 1963, di straordinaria creatività. Essa percorre il processo mentale e l’itinerario creativo di un pittore, la cui arte si muove fra paesaggi del suo vissuto – Bologna e colli nei dintorni – e fra gli oggetti del quotidiano. Oggetti che dalla dimensione metafisica del primo periodo riacquistano la dimensione umana del vissuto, sempre inseriti in un tempo sospeso, quello del pensiero, della riflessione, anche a dimostrare quanto il tempo corra veloce e sia inafferrabile. Giorgio Morandi è questo e ce lo immaginiamo muoversi nel suo studio di Via Fondazza a Bologna, fra bottiglie, vasi, scodelle che lui fa dialogare sulle sue tele con i colori della terra a cui appartengono in un rimando continuo alla materia prima e all’origine delle cose.

La mostra

Dai suggestivi paesaggi emiliani ai delicati fiori, fino alle evocative nature morte, il percorso espositivo – suddiviso in 34 sezioni – segue un criterio cronologico con accostamenti mirati e inediti che documentano l’evoluzione stilistica e il modus operandi del pittore, nella variazione dei temi prescelti (natura morta, paesaggio, fiori e solo raramente figure) e delle tecniche (pittura, acquaforte e acquerello). Partendo dai primi contatti con le avanguardie, tra cézannismo, cubismo e futurismo (1913-1918), il percorso si conclude nel 1963, con una pittura rarefatta e portata all’estremo della verosimiglianza formale, sintesi di uno scavo cinquantennale nella realtà secondo il celebre postulato morandiano: «Ritengo che non vi sia nulla di più surreale, nulla di più astratto del reale».
L’intera esperienza morandiana si muove tra questi due poli: un confronto precoce con le novità artistiche internazionali – di lui si può parlare di operosa solitudine ma non di isolamento – e la formulazione di un linguaggio capace ancora oggi di tradurre le inquietudini della modernità. Era convinzione di Giorgio Morandi – come dichiarava nel 1955 – che «le immagini e i sentimenti suscitati dal mondo visibile, che è un mondo formale, sono inesprimibili a parole».
«Il compito dell’arte – proseguiva quasi come vaticinio per le nuove generazioni – è quello di far cadere quei diaframmi, quelle immagini convenzionali che si frappongono tra l’artista e la realtà». Il suo universo simbolico costituito da oggetti tra i più comuni, scelti per la loro immutabilità, immunizzati dalla realtà e sospesi della loro funzione, già preparati da una sorta di “prima pittura” con la polvere posata dal tempo o l’aggiunta di velature pittoriche, è pretesto per “far cadere” quel diaframma, per disvelare ciò che della realtà è astratto. Anche i motivi dei suoi paesaggi, o “paesi”, come preferiva chiamarli, erano sempre desunti dalla realtà visibile. Uno scavo profondo dentro la realtà con la variazione di temi ripresi lungo tutta una vita, con un sorprendente anticipo sulla produzione in serie della pop art: «Penso di essere riuscito a evitare questo pericolo “di ripetermi” – dichiarerà nel 1960 – dedicando più tempo a progettare ciascuno dei miei dipinti come una variazione sull’uno o l’altro di questi pochi temi».

La mostra è prodotta da Palazzo Reale, Civita Mostre e Musei e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con Settore Musei Civici Bologna | Museo Morandi.

Pubblicato su 24orenews Magazine Ottobre 2023
Cover 24orenews.it Magazine Ottobre 2023

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