Dall'uovo alle mele

Ercolano, a Villa Campolieto il cibo diventa racconto di civiltà: la stampa scopre “Dall’uovo alle mele”

In occasione della giornata inaugurale di Praesentia, il nuovo ciclo di eventi promosso dalla Regione Campania, si è tenuta a Villa Campolieto una visita riservata alla Stampa per la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, organizzata dal Parco Archeologico di Ercolano in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane.
Villa Campolieto è un gioiello del Miglio d’Oro progettato da Luigi e Carlo Vanvitelli, che per l’occasione si trasforma in contenitore espositivo e spazio narrativo. Gli ambienti affrescati ospitano i reperti in teche discrete, seguendo il concept della “stanza nella stanza”, per un allestimento che valorizza sia il contenuto che il contenitore.
Il contrasto tra la sobrietà degli oggetti antichi e l’opulenza borbonica crea un dialogo tra epoche che stimola riflessioni su lusso, quotidianità e identità culturale.

Un viaggio nell’Ercolano romana… a tavola

É stato un pomeriggio tra affreschi barocchi e reperti antichi, in cui i giornalisti hanno potuto esplorare un’esposizione che racconta, attraverso il cibo, la cultura e l’identità di una civiltà che continua a parlare al presente.
L’incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali e dagli interventi del Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, del Presidente della Fondazione, Gennaro Miranda. Entrambi hanno sottolineato l’importanza dell’integrazione tra patrimonio archeologico e architettura storica, in un dialogo che unisce Ercolano romana e borbonica all’interno di una visione contemporanea della fruizione culturale.
Il dott. Sirano si è rivelato una guida d’eccezione, accompagnandoci in un viaggio alla scoperta della cultura alimentare dell’antica città. Attraverso reperti, utensili e ricostruzioni scenografiche, ha illustrato in modo vivido le influenze della cucina ercolanese sulle tradizioni gastronomiche successive, offrendo una prospettiva affascinante sul legame tra passato e presente a tavola. La sua competenza ha reso l’esperienza non solo istruttiva ma anche coinvolgente, sottolineando l’eredità culturale di Ercolano anche in ambito culinario.

ab ovo usque ad mala

La mostra, inaugurata il 27 marzo e aperta al pubblico fino al prossimo 31 dicembre, ricostruisce la quotidianità alimentare degli antichi abitanti di Ercolano attraverso eccezionali reperti organici sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C.: pani carbonizzati, cereali, legumi, frutta, uova, formaggi, pesce e persino frutti di mare. Accanto a questi, strumenti da cucina e oggetti d’uso – come pentole in bronzo, coltelli, vasellame e grattugie – restituiscono un’immagine sorprendente di una gastronomia raffinata e aperta alle influenze del Mediterraneo e dell’Oriente romano.
Il titolo, ispirato alla celebre espressione oraziana ab ovo usque ad mala (“dall’uovo alle mele”), guida un percorso che svela non solo cosa si mangiava, ma come si viveva il cibo: tra rituali, simbolismi e momenti di socialità.

Una mostra che chiude un ciclo e apre nuove visioni
“Dall’uovo alle mele” rappresenta il terzo capitolo di un trittico espositivo cominciato nel 2018 con “Ercolano 1738-2018 Talento Passato e Presente”, proseguito con “SplendOri” (2019) e “Materia” (2022). Un progetto che ha portato l’archeologia fuori dai confini tradizionali, come ha ricordato il dott. Francesco Sirano:
«Questa mostra rappresenta un nuovo modo di raccontare il patrimonio: attraverso il cibo esploriamo valori, relazioni, abitudini che ci legano profondamente al nostro passato».

Per Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ville Vesuviane, «l’esposizione è un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni, capace di generare impatto culturale, sociale ed economico per il territorio».

Il cibo come lingua comune tra ieri e oggi

La mostra racconta anche come il cibo fosse, nell’antichità, strumento di distinzione sociale e condivisione, tra banchetti aristocratici e pasti popolari nelle popinae (le  osterie di oggi – ndr), ma anche simbolo spirituale e armonia cosmica. Un’eredità che, come sottolineato dai curatori, continua a vivere nella cultura campana contemporanea, nella cura per la qualità, nell’ospitalità, nel valore attribuito alla tavola.

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Una mostra da non perdere

Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano,  è visitabile fino al 31 dicembre 2025. L’esposizione condurrà i visitatori attraverso le splendide sale di una delle più belle ville del Miglio d’Oro alla scoperta di cosa, quando e come mangiavano nel I secolo d.C. gli antichi abitanti di Ercolano alla luce dei rinvenimenti unici e specifici del sito UNESCO.
La mostra è inserita nell’ambito del progetto 2025 “Praesentia – Gusto di Campania. Divina”, promosso dalla Regione Campania.

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