Cosa vedere a l’Avana: la città che conquistò Hemingway
Cosa vedere a L’Avana è la domanda che ogni viaggiatore si pone arrivando nella capitale cubana, un luogo che Ernest Hemingway considerava secondo solo a Venezia e Parigi per bellezza. L’Avana è una delle città più affascinanti del mondo: viva, colorata, marittima, allegra, spregiudicata. È la destinazione simbolo dell’Isola più grande delle Antille, un intreccio di storia, architettura e vita quotidiana che conquista chiunque la attraversi.
Per Ernest Hemingway solo Venezia e Parigi la superavano in bellezza. Per chi oggi si chiede cosa vedere a L’Avana, la capitale di Cuba si rivela come una delle città più affascinanti del mondo: viva, colorata, marittima, allegra, spregiudicata. È la destinazione simbolo dell’Isola più grande delle Antille, un luogo dove storia, architettura e vita quotidiana si intrecciano in un mosaico unico.
La città è tradizionalmente suddivisa in tre aree principali: L’Avana Vieja, il Centro con il Prado e il Vedado con la sua celebre Plaza. Tra queste, L’Avana Vieja è il cuore pulsante della capitale e rappresenta il più significativo esempio di insediamento urbano coloniale delle Americhe giunto intatto fino ai giorni nostri. Non a caso, nel 1982 l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità.

Il quartiere storico, risalente al XVI secolo, è un intreccio di piazze, vicoli e palazzi che raccontano cinque secoli di storia. Attorno a queste strade sorsero non solo edifici monumentali, ma anche un poderoso sistema difensivo. Tra le fortificazioni più importanti spiccano il Castello de la Real Fuerza, il Castello dei Tres Reyes del Morro e la Fortezza di San Carlos de la Cabaña, che conservano ancora oggi la loro imponenza originaria.
Le piazze imperdibili dell’Avana
Dominata dalla barocca Catedral de La Habana, Plaza de la Catedral è la piazza più celebre della città e una delle più ricche di storia. Qui, per un periodo, furono custodite le ceneri di Cristoforo Colombo, poi riportate in Spagna dopo la guerra d’indipendenza del 1899. Per chi desidera capire davvero cosa vedere a L’Avana, questa piazza rappresenta una tappa imprescindibile, un luogo dove architettura e memoria si intrecciano in modo unico.
Poco distante si trova Plaza Vieja, un tempo residenza della borghesia più agiata. Nei pressi del porto, invece, sorge la vivace piazza dedicata alla Basilica di San Francesco d’Assisi (1591), sede dei francescani e oggi uno dei luoghi più animati della città vecchia.
Il valore patrimoniale dell’Avana risiede anche nella straordinaria varietà dei suoi stili architettonici. Un ventaglio che attraversa cinque secoli, dal pre‑barocco al barocco, dal neogotico al neoclassico, fino all’eclettismo, all’art nouveau, all’art déco e al modernismo.
Il Vedado e la modernità dell’Avana
La parte più moderna della città è il Vedado, quartiere residenziale elegante e ricco di musei, ristoranti e hotel. Qui si trova la celebre Plaza de la Revolución, dominata dalla statua dedicata all’eroe nazionale José Martí. Sulla facciata del Ministero degli Interni campeggia invece l’iconico ritratto di Che Guevara con la scritta “Hasta la victoria siempre”.
L’Avana si vive anche attraverso la sua cucina. Nel cuore del Vedado si trova il Paladar Amor, un appartamento trasformato in ristorante, con pavimenti a scacchi e arredi d’epoca. Qui è possibile assaggiare i piatti della tradizione criolla, tra sapori intensi e atmosfere familiari.
Una capitale che conquista ogni viaggiatore
Grazie alla sua storia ricchissima, alla cultura vibrante e alle tradizioni profonde, L’Avana è oggi una delle città più visitate al mondo. Passeggiare tra le sue piazze, osservare i colori delle facciate coloniali, ascoltare la musica che risuona dalle case e dai bar, significa entrare in un luogo che non smette mai di sorprendere.
Per chi si chiede “Cosa vedere a l’Avana?”, la risposta è semplice. Tutto ciò che racconta la sua anima – dalle fortificazioni storiche ai paladar, dalle piazze barocche ai quartieri moderni, dai musei alle strade dove la vita scorre lenta e intensa, come solo a Cuba può accadere.
A cura di Sandro Nobili











