A chi vi entra per la prima volta il ristorante Ambasciata pare, secondo la definizione che ne diede Lucio Dalla, il bar di Guerre Stellari: uno sfarzoso anfiteatro fatto di mazzi di fiori, zuppiere e tortiere d’argento, libri. Un fasto quasi maniacale che non perde però nemmeno per un istante l’eleganza. E una volta seduti è come fare un viaggio nel tempo con Francesco Tamani che accoglie chiunque con spesse fette del salame all’aglio maturato a Quingentole, scaglie di Parmigiano Reggiano di Quistello e ciccioli di maiale. Dalla cucina a vista Romano non perde mai d’occhio la sala. Alcuni dei loro piatti hanno segnato un’epoca della gastronomia italiana: la faraona del Vicariato di Quistello con uva, arancia e mostarda di mele con melograno e menta; l’anatra croccante al forno con patate e salsa di ciliegie, spettacolare realizzazione agrodolce. Ormai entrato negli annali lo zabaione tirato davanti agli ospiti in una piccola casseruola di rame. Innovazione? La si vada a cercare altrove: i piatti sono opulenti per materia prima e traboccano di storia, ma soprattutto l’Ambasciata racconta l’autenticità della tradizione (che in campagna coincide spesso con l’attività di raccolta libera come per i funghi e le lumache) e rappresenta il miglior luogo per leggere il cibo come cultura. Qui più che altrove si respirano i fasti rinascimentali che fecero grande il ducato di Mantova, su nessun tavolo sono passate più teste coronate e personaggi dello spettacolo, dello sport, della Cultura quella appunto della ‘C’ maiuscola. E l’Ambasciata è ancora così: con i suoi eccessi, i suoi onirici arredamenti, il desiderio sempre esaudito di rendere unica un’occasione, un momento da ricordare. Fuori, a pochi passi, c’è l’argine del Secchia e il paesino ferito dal terremoto del 2013. Purtroppo qualcosa simile a Guerre stellari pare sia accaduto per davvero…
Ristorante Ambasciata
Piazzetta Ambasciatori del gusto, 1
Quistello (MN)
Telefono 0376619169
Risotto con lumache, erbette e funghi bartolane

Ingredienti per 6 persone
500 gr di riso Vialone nano
3 scalogni
36 lumache ben pulite
150 gr di grasso di maiale
50 gr di burro
200 gr di bartolane
200 gr di catalogna
4 spicchi d’aglio
sedano
prezzemolo
basilico
vino bianco
Parmigiano Reggiano DOP
sale e pepe
Si mettano in una casseruola il grasso di maiale, il burro, lo scalogno a pezzetti, le erbe aromatiche, il sale e fare appassire per qualche minuto. Si aggiungano poi le lumache ed il vino bianco, facendo cuocere per 20 minuti. Poi si aggiungano la catalogna ed i funghi bartolane a pezzi riprendendo la cottura per altri 20 minuti. Si versi il riso e si bagni con brodo vegetale e dopo pochi minuti 6 cucchiai di stufato di lumache portando a cottura, mantecando con Parmigiano Reggiano DOP. Nel piatto si dispone il riso, condendo intorno con lumache e funghi bartolane.
Riccardo Lagorio









