Export Lombardia 2026

L’export lombardo mantiene la propria forza sui mercati internazionali, ma le piccole imprese continuano a fare i conti con difficoltà nell’accesso al credito. È quanto emerge dal Consiglio regionale di CNA Lombardia, riunito a Mantova per analizzare lo stato di salute del sistema produttivo regionale e delineare le sfide economiche dei prossimi anni.  Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni della Lombardia hanno raggiunto 40,9 miliardi di euro, confermando sostanzialmente i risultati registrati nello stesso periodo del 2025. Un dato che testimonia la capacità delle aziende lombarde di restare competitive nonostante un quadro internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e rallentamento della crescita europea.

Credito in lieve ripresa, ma le PMI restano penalizzate

Accanto alla tenuta dell’export emerge un timido segnale positivo sul fronte dei finanziamenti alle imprese.  Nel primo trimestre del 2026 il credito è cresciuto dell’1,3% rispetto all’anno precedente.  Tuttavia questa crescita interessa soprattutto Milano e le imprese di dimensioni medio-grandi. Le piccole imprese, invece, continuano a rappresentare la parte più fragile del sistema economico. I dati indicano infatti una diminuzione del 4% dei prestiti destinati alle PMI, che oggi assorbono appena il 9% dello stock complessivo dei finanziamenti. Milano concentra da sola oltre la metà del credito regionale, con 112,9 miliardi di euro di prestiti netti, pari al 58% del totale lombardo.

Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia

Bozzini: innovazione e investimenti per sostenere la competitività

Nel corso del Consiglio regionale, il presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini ha evidenziato la necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno alle imprese. Secondo Bozzini, la competitività si misura sempre più sulla capacità di innovare, investire e sviluppare nuove competenze. «Le imprese artigiane e le piccole imprese lombarde continuano a dimostrare una straordinaria capacità di adattamento anche in uno scenario economico complesso», ha dichiarato. «Oggi però servono politiche industriali di lungo periodo, capaci di accompagnare le PMI nelle transizioni digitali, energetiche e tecnologiche, senza gravarle di costi eccessivi e di ulteriori adempimenti burocratici». Tra le richieste avanzate da CNA Lombardia figurano:

  • una politica industriale europea più coraggiosa;
  • una maggiore semplificazione normativa;
  • strumenti finanziari più accessibili;
  • incentivi per sostenere gli investimenti produttivi;
  • una valorizzazione delle filiere territoriali.

Export stabile, ma i settori crescono a velocità diverse

L’analisi dell’export lombardo evidenzia andamenti differenti tra i comparti produttivi. Tra i settori più dinamici si segnalano:

  • gioielli, occhialeria e medicale (+26%);
  • automotive (+2,9%);
  • metallurgia e metalli (+2,7%).

Registrano invece una flessione:

  • sistema moda (-7,9%);
  • agroalimentare (-4,6%);
  • sistema casa (-1,9%).

Anche sul piano territoriale il quadro appare eterogeneo. Milano rimane la locomotiva economica regionale con 13,9 miliardi di euro di esportazioni, pari a oltre un terzo del totale lombardo.  Performance positive si registrano a:

  • Varese (+23,2%);
  • Lecco (+6,3%);
  • Monza e Brianza (+5,7%);
  • Brescia (+0,7%);
  • Mantova (+0,5%).

In calo invece Lodi, Sondrio, Pavia, Bergamo, Como e Milano.

Le sfide del futuro tra intelligenza artificiale e sostenibilità

Il confronto promosso da CNA Lombardia ha acceso i riflettori anche sulle grandi trasformazioni che stanno cambiando il mondo produttivo. Intelligenza artificiale, trasferimento tecnologico, sostenibilità e nuove competenze sono ormai temi centrali per la crescita delle imprese. Secondo il segretario regionale Stefano Binda, il compito delle associazioni di rappresentanza è accompagnare le aziende in questo percorso di cambiamento. L’obiettivo è evitare che le piccole realtà restino escluse dalle opportunità offerte dall’innovazione. Il Consiglio regionale di CNA Lombardia ha così confermato la necessità di costruire un dialogo sempre più stretto tra istituzioni, università, ricerca e imprese. Una collaborazione ritenuta indispensabile per rafforzare la competitività del sistema produttivo lombardo e mantenere la Lombardia tra i principali motori economici del Paese.

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