Giornata Mondiale del Sonno: perché il sonno è un fattore protettivo per il cervello
La Giornata Mondiale del Sonno è l’occasione per ricordare quanto il sonno sia un fattore protettivo e predittivo dell’invecchiamento cerebrale. Durante la Settimana Mondiale del Cervello, gli esperti della Società Italiana di Neurologia (SIN) hanno ribadito che il cervello, a differenza di altri organi, migliora il proprio funzionamento quanto più viene stimolato, senza subire un’usura proporzionale al suo utilizzo.
Secondo il Prof. Leandro Provinciali, Presidente SIN, il cervello inizia a perdere neuroni già poco dopo aver completato il proprio sviluppo. Tuttavia, grazie all’apprendimento, crea nuove connessioni che compensano questa perdita. Una riduzione dell’efficienza cognitiva, soprattutto nella memoria episodica e nella rievocazione dei nomi propri, può essere un segnale iniziale di decadimento cerebrale. Quando queste difficoltà persistono, è importante rivolgersi al neurologo per escludere cause esterne come disturbi del sonno, stress, alimentazione o farmaci.
Giornata Mondiale del Sonno: il legame tra sonno e invecchiamento cerebrale
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, la SIN ricorda che dormire poco e male favorisce il declino cognitivo e aumenta il rischio di demenza. Con l’avanzare dell’età, il ciclo sonno-veglia tende a frammentarsi a causa della riduzione delle onde delta del sonno profondo, rendendo il cervello più vulnerabile agli stimoli esterni.
Il sonno rappresenta un’attività essenziale: un terzo della vita si trascorre dormendo. Tuttavia, stili di vita frenetici, comportamenti scorretti e disturbi del sonno non diagnosticati compromettono la qualità del riposo.
Disturbi del sonno: un problema che riguarda milioni di italiani
Come ricorda il Prof. Gianluigi Gigli, i disturbi del sonno colpiscono circa 13 milioni di italiani. I principali sono:
- insonnia (41% della popolazione)
- apnee ostruttive del sonno (2 milioni di persone)
- sindrome delle gambe senza riposo (3 milioni)
- disturbi del ritmo circadiano
Questi disturbi si associano spesso a patologie neurologiche. Chi soffre di decadimento cognitivo presenta frequentemente alterazioni del sonno. Le apnee notturne aumentano il rischio di malattie cardio e cerebrovascolari. Nei pazienti con epilessia, insonnia e sonnolenza diurna possono compromettere il controllo delle crisi. Anche la sclerosi multipla è spesso accompagnata da disturbi del sonno come narcolessia, spasmi notturni e movimenti periodici degli arti.
Sonno e sicurezza: il tema della patente di guida
La recente direttiva europea sul rilascio della patente ha portato l’Italia a confrontarsi con la diagnosi di narcolessia e apnee ostruttive. È necessario potenziare la rete dei Servizi di Medicina del Sonno per garantire diagnosi tempestive e ridurre gli incidenti causati dalla sonnolenza diurna. L’obiettivo non è limitare la guida, ma permettere ai pazienti di trattare i sintomi e tornare a condizioni di sicurezza.
La Giornata Mondiale del Sonno ricorda che dormire bene è un investimento sulla salute cerebrale, sulla prevenzione del declino cognitivo e sulla qualità della vita. Riconoscere i disturbi del sonno, diagnosticarli e trattarli significa proteggere il cervello, migliorare le funzioni cognitive e garantire maggiore sicurezza nella vita quotidiana.











