A cavallo di un manico di scopa tra
Reggio Emilia e Luzzara alla riscoperta di Cesare Zavattini
Dovrai arrangiarti: puoi prendere il volo da Luzzara, sua città natale, o da Reggio Emilia, il capoluogo che ne ha tratto vanto e prestigio. Entrerai nel Fondo Zavattini di Luzzara oppure nell’Archivio Zavattini di Reggio; poi, a tua scelta, parlerai con i vecchi e i ragazzi, metterai il naso fuori città, nelle campagne. Fatto sta che il tuo viaggio non ha regole, come non ha mai avuto regole quel puro genio di eclettica improvvisazione, di indisciplinata scorribanda in tutte le Arti che è stato “Za”, il protagonista della effervescente creatività italiana per almeno quarant’anni.
Cominciamo dal manico di scopa? Certo: è l’icona del più surreale e reale film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini: Miracolo a Milano. E sullo slancio, attraversando Totò il buono, con Totò, Bellissima con Luchino Visconti, Quattro passi tra le nuvole con Blasetti, Sciuscià, L’oro di Napoli, I bambini ci guardano, Ladri di biciclette, Umberto D, La ciociara, Matrimonio all’italiana ecc. ecc. ecc. tutti con De Sica. E radio, giornali, libri, fumetti, disegni, copertine, pittura, fotografia, aforismi… Per intenderci, ti trascrivo queste righe scritte su “Za” da Paolo Nori: “…solo per radunare l’opera omnia ci voglion degli anni, e poi sono delle robe anche tutte diverse, bisogna intendersi di prosa, di poesia, di pittura, di cinema, di radio, e del contrario di tutto, di non prosa, di non poesia, di non pittura, di non cinema, di non radio, che, da un certo punto di vista, per un critico, veramente, Zavattini è una specie di condanna, ma da un altro punto di vista, proprio questo aspetto, le non cose, secondo me sono tra le cose più interessanti delle quali uno si possa occupare, al giorno d’oggi, ammesso che ci sia un giorno d’oggi.”
Ma a Luzzara e a ReggioEmilia troverai anche, un po’ intatto un po’ no, un po’ esposto un po’ in casse e bauli, quell’immenso capitale senza valore che arredava e decorava tutti i muri, tutti gli angoli della sua casa, piccole tele, piccoli quadretti, pezzettini di carta con scritti e dediche dei Personaggi e degli Artisti di tutto il mondo. La raccomandazione è: non rubacchiare niente, ma non perché qualcuno, in quell’immenso granaio di cose, se ne possa accorgere, ma perché non si fa.









