INVITATION Laura Tartarelli
Invitation Laura Tartarelli

“I SOGNI DI MATILDE” AL 58° SALONE INTERNAZIONALE DEL MOBILE

9-14 Aprile – FIERA MILANO, RHO

PAD. 04 – STAND C7

La ditta Dolfi srl in collaborazione con

la galleria di Pietrasanta – Laura Tartarelli Contemporary Art 

ha il piacere di presentare l’eccellenza italiana nel mondo. 
Opere scultoree in bronzo e  in marmo.

“Oggi fare la gallerista significa possedere tante caratteristiche che connotano una professione in costante evoluzione: alla conoscenza degli artisti e delle fiere più importanti, si unisce la sensibilità nei confronti della cultura, un approccio manageriale, una padronanza nell’organizzazione degli eventi e un network nazionale e internazionale di collezionisti e clienti che scelgono un punto di riferimento serio e credibile per i loro acquisti e per completare le loro collezioni. L’esperienza legata a mio padre – maestro di cera nelle più importanti fonderie – mi consente di conoscere attraverso esperienze di prima mano un mondo che deve guardare avanti senza mai dimenticare il passato.

Photo Gallery ©  

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Laura tartarelli

Oltre a un’accoglienza unica e personalizzata, Laura Tartarelli propone visite ai luoghi culturali più suggestivi del territorio, ma soprattutto suggerisce il contatto diretto con gli studi di quegli artisti che vivono a stretto contatto con la materia. Solo vivendo la genesi delle loro opere, infatti, è possibile comprenderne l’emozione che presiede l’invenzione, l’azione che trasforma un blocco di marmo, una fusione in bronzo o un olivo secolare in un’opera d’arte.

Mi sento più una manager, la galleria è il mio ufficio, un punto di riferimento, è un luogo dove esprimermi attraverso scelte precise che uniscono il vecchio e il nuovo, il passato con il presente. Mi piace conoscere i miei clienti, aiutarli nella scelta senza imporre ad ogni costo il mio pensiero. Credo ancora che si possa comprare ciò che piace quando alla spalle di un giovane artista c’è un progetto serio di valorizzazione. Amo creare collezioni anche per coloro che muovono i primi passi nel mondo dell’arte contemporanea: le scelte non connotano solo il gusto del collezionista, ma anche il suo stile di vita e di pensiero“.

Laura Tartarelli propone anche opere di artisti già nella storia dell’arte: in questo caso la scelta dei lavori è determinante anche per coloro che uniscono al piacere della cultura l’intraprendenza di un investimento certo nel tempo. Oggi l’improvvisazione non può entrare in nessuna impresa culturale, ma il piacere di fare un lavoro che si ama e di esprimersi con passione circa le proprie scelte fa ancora la differenza.

 

Storia, Passione, Successo

Ottant’anni di storia sono un valore indiscutibile e un bagaglio irrinunciabile a cui mi sento legato e di cui mi ritengo debitore verso le generazioni che sono venute prima di me e che mi hanno affidato il compito di preservare, portare avanti e sviluppare l’azienda di cui oggi sono Titolare e Direttore Artistico.

Nel 1932, mio nonno Gino Chiarugi costruisce lo stabile di 3mila m2 dove la fabbrica, che da lui prende il nome, inizia a produrre soggiorni e camere da letto con metodo industriale, dando lavoro a molti abitanti della zona e alla zona stessa nuove prospettive di sviluppo. Quella zona non aveva neppure un nome, tanto che nelle cartine militari il riferimento è proprio il mobilificio Chiarugi. Quella zona, oggi si chiama Ponsacco.

Negli anni ’50, l’azienda arriva ad impiegare 150 persone e, forte della voglia di crescere di nonno Gino, si affaccia per la prima volta al mercato nazionale, partecipando alla Mostra Campionaria di Milano, che allora era la vetrina di quanto più avanzato ci fosse nel nostro paese. La presenza di Chiarugi fece scalpore: essendo lo stesso anno della presentazione della mitica Fiat 500, Chiarugi portò in mostra la Sala 500, che fu un successo tale da indurre i mitici mobilieri brianzoli ad offrire ben 5.000.000 di lire per “oscurare” lo slogan è ARRIVATA LA 500 CHIARUGI, che aveva monopolizzato l’attenzione di tutta la Fiera.

Nel 1955, nonno Gino scompare, portato via da un tragico incidente stradale, lasciando sola, oltre all’azienda, una famiglia di 5 donne, madre e 4 figlie femmine, delle quali la più piccola era mia madre, di soli 13 anni. Alcuni zii si presero il compito di continuare l’attività, fin quando ne prese le redini mia madre, che nel 1960 sposa mio padre Franco Dolfi. Il percorso di sviluppo riprende. Mio padre, dopo una gavetta come rappresentante di mobili, fonda nel 1964 un’azienda di produzione di consolle e specchiere, che riesce ad esportare in tutto il mondo.

Negli anni ’90, esplode la tendenza dell’arte povera, di cui la tradizione mobiliera toscana è l’espressione più genuina ed apprezzata. È questo il trampolino di lancio del nome Dolfi, in tutto il mondo, come produttore di mobili classici e imbottiti. Nel 1990, è il mio turno. Appena 19enne entro in azienda, iniziando un percorso professionale che mi porta ad occuparmi operativamente di tutte le fasi della produzione, dai compiti più umili fino alla direzione artistica, che è oggi il mio ruolo principale, oltre ovviamente a quello di imprenditore e propulsore dell’azienda.

Affiancato da mia moglie Antonella, abbiamo creato le due collezioni che sono, oggi, il punto più alto della produzione Dolfi e l’investimento sul futuro: FD Collection che è una collezione di mobili contemporanei e i Sogni di Matilde, una collezione, ispirata a mia figlia Matilde, di camerette romantiche per bambini e ragazzi.

Il segno distintivo che meglio ci rappresenta, dal punto di vista produttivo è la possibilità di personalizzare quasi tutta la nostra produzione, sia nelle dimensioni, sia nei colori, sia nelle finiture, con addirittura la possibilità di creare tessuti personalizzati con disegni o firme del cliente. Dal punto di vista commerciale, Dolfi è presente da sempre alle maggiori manifestazioni fieristiche nazionali, a Milano come a Verona, con uno stand di 350 metri quadri, di grande visibilità e impatto espositivo. Inoltre è molto ben introdotto nel mercato russo, che sta offrendo ottime opportunità di business per la nostra tipologia di mobili. Dal punto di vista della comunicazione, Dolfi pianifica sulle più importanti riviste d’arredo italiane e russe.

Filippo Dolfi