Eczema cronico delle mani: una nuova opzione terapeutica per i pazienti adulti
L’eczema cronico delle mani è una patologia infiammatoria persistente che incide profondamente sulla vita quotidiana. Non si tratta solo di una condizione cutanea visibile e spesso dolorosa: il suo impatto si estende alla sfera sociale, emotiva e professionale, limitando attività essenziali come lavorare, prendersi cura di sé, svolgere mansioni domestiche o semplicemente stringere la mano a qualcuno. Le manifestazioni cliniche possono includere arrossamento, vescicole, secchezza, ispessimento cutaneo e fissurazioni, accompagnate da prurito costante e, talvolta, dolore. Secondo i dati riportati, fino a un adulto su dieci può sviluppare la malattia nel corso della vita, con un impatto particolarmente rilevante nelle forme moderate e gravi.
Nel corso di una conferenza stampa a Milano, LEO Pharma ha annunciato la disponibilità in Italia di delgocitinib, il primo inibitore topico pan‑JAK indicato per pazienti adulti con eczema cronico delle mani da moderato a grave per i quali i corticosteroidi topici risultano inadeguati o inappropriati. Il nuovo trattamento introduce una prospettiva diversa nella gestione a lungo termine della patologia. Ciò con benefici rapidi sui sintomi e un profilo di sicurezza favorevole, come riportato dagli studi clinici citati nel documento.
Una patologia complessa: i contributi delle società scientifiche
Durante l’evento, le società scientifiche SIDeMaST e SIDAPA hanno delineato il quadro clinico e fisiopatologico della malattia. Secondo Antonio Costanzo (SIDeMaST), l’eczema cronico delle mani è definito da una durata superiore ai tre mesi o da recidive almeno biannuali. Colpisce più frequentemente le donne e presenta una patogenesi multifattoriale. Alterazioni della barriera cutanea, disregolazione immunitaria locale e fattori esogeni come irritanti, allergeni e agenti patogeni contribuiscono alla sua comparsa e persistenza.
Alcune categorie professionali risultano particolarmente esposte, come operatori sanitari, addetti alle pulizie, lavoratori della ristorazione e professioni meccaniche. In questi contesti, la malattia può determinare conseguenze significative: congedi per malattia, riduzione della capacità lavorativa e, nei casi più severi, abbandono dell’attività professionale.
Mario Coccioli (ANDeA) ha sottolineato l’impatto sociale e psicologico della patologia: oltre il 70% dei pazienti riferisce difficoltà nelle attività domestiche e più del 50% nella cura personale. Nei casi più severi, un paziente su due riporta sintomi di ansia o depressione, evidenziando la necessità di trattamenti efficaci e ben tollerati.
Limiti delle terapie attuali e bisogni clinici ancora aperti
La gestione dell’eczema cronico delle mani è complessa a causa del suo decorso cronico‑recidivante. Come ricordato da Katharina Hansel (SIDAPA), le linee guida europee indicano i corticosteroidi topici come trattamento di prima linea, spesso per periodi brevi. Nelle forme più severe, si può ricorrere a terapie sistemiche, che tuttavia richiedono monitoraggi aggiuntivi e possono essere associate a eventi avversi che ne limitano l’uso prolungato. Inoltre, anche quando irritanti o allergeni vengono rimossi, la malattia può persistere o riacutizzarsi, alimentando frustrazione nei pazienti.
Delgocitinib: una nuova prospettiva terapeutica
Nel documento, gli esperti hanno evidenziato come delgocitinib rappresenti una novità rilevante nel panorama terapeutico. Silvia Mariel Ferrucci ha spiegato che si tratta del primo e unico inibitore topico pan‑JAK, in grado di intervenire su diversi aspetti della patologia. Tra questi infiammazione, disfunzione della barriera cutanea e prurito. Gli studi clinici riportati mostrano un miglioramento del prurito già dopo un giorno di trattamento e del dolore dopo tre giorni. Con un profilo di sicurezza favorevole rispetto alle terapie sistemiche.
Il programma clinico DELTA, pubblicato su una rivista scientifica internazionale, ha confermato l’efficacia e la tollerabilità del trattamento sia nel breve sia nel lungo termine, con risultati significativi nelle prime settimane e mantenuti nelle estensioni dello studio.
Qualità di vita: un obiettivo centrale
Paolo Melito (LEO Pharma Italia) ha evidenziato come il miglioramento della qualità di vita sia un elemento chiave nella valutazione dell’impatto terapeutico. Negli studi di fase 3, oltre sette pazienti su dieci trattati con delgocitinib hanno ottenuto un miglioramento clinicamente significativo del Dermatology Life Quality Index (DLQI), confermando il valore della nuova opzione terapeutica nel rispondere a bisogni ancora insoddisfatti.
Una nuova fase per la gestione della patologia
L’arrivo di delgocitinib in Italia segna un passaggio importante nella gestione dell’eczema cronico delle mani. La combinazione di un nuovo meccanismo d’azione, un profilo di sicurezza favorevole e un impatto positivo sulla qualità di vita offre ai pazienti adulti una prospettiva terapeutica diversa, in un ambito in cui le opzioni disponibili erano finora limitate.













