Barocco romano - Giornate di studio alla Galleria Borghese
Barocco Romano Giornate Di Studio Alla Galleria Borghese

Lunedì 23 marzo presso la Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese 5 e martedì 24 marzo presso il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma – Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terrà una serie di brevi interventi su tematiche pertinenti soprattutto al Barocco romano, in relazione agli studi di Lavin, o di testimonianze rivolte alla persona e all’attività del grande studioso.

Alla giornata del 23 marzo alla Galleria Borghese saranno presenti Marilyn Aronberg Lavin, storica dell’arte, Anna Coliva, Direttrice della Galleria, Marcello Fagiolo, presidente del Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, Claudio Strinati, storico dell’arte.
Tra i relatori Claudia Cieri Via, Sapienza Università di Roma; Anna Lo Bianco, storica dell’arte; Francesco Petrucci, Palazzo Chigi, Ariccia; Horst Bredekamp, Humboldt Universität zu Berlin; Tod Marder, The State University of New Jersey. Ha inviato una sua relazione Ann Sutherland Harris, University of Pittsburgh.
Gli studi di Irving Lavin (Saint Louis, Missouri, 14 dicembre 1927 – Princeton, New Jersey, 3 febbraio 2019) sono fondamentali per la storia dell’arte e della cultura. Rivolte inizialmente anche all’arte tardoantica, le sue ricerche si orientano soprattutto sull’arte italiana del Cinquecento e del Seicento per incentrarsi in particolare, dagli anni Sessanta del XX secolo, sul barocco romano. Lavin interpreta la relazione tra contenuto e forma attraverso un metodo complesso e filologicamente rigoroso ma insieme innovativo e vivace, fondato sull’indagine degli aspetti storici, documentari, formali, iconografici, sullo studio delle fonti, esaminando problemi di recezione e contesto culturale e sociale. Sono centrali gli studi su Bernini, che comprendono anche numerose e interessanti integrazioni del catalogo dell’artista, del quale Lavin è stato un interprete imprescindibile. Si ricordano, tra gli altri, Bernini and the Crossing of St. Peter’s (1968) e Bernini and the Unity of the Visual Arts (1980) testo definitivo di riferimento per gli studi sull’artista; ma i suoi vasti interessi si estendono fino all’arte contemporanea, con saggi su Picasso, Jackson Pollock, Frank Gehry.