2020 - Covid Piste ciclabili e monopattini il caos a Milano


A cura di Luca Medici
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Il 2020 non è stato un anno particolarmente fortunato, il Covid ha messo al tappeto l’intera nazione, ma è proprio nel momento del bisogno che i duri cominciano a mettere in atto soluzioni vincenti.

Non è il caso del Comune di Milano, che nell’ultimo periodo ha collezionato una serie di scelte sbagliate legate alla mobilità urbana. Ho scelto di parlare di Milano poiché dovrebbe essere, così almeno si legge in molti articoli e servizi apparsi recentemente in tv, la città più all’avanguardia e innovativa d’Italia, non solo per l’economia, ma anche per le soluzioni rivolte all’ecologia mobile, cioè rendere più fruibile ai cittadini l’intera città, strizzando l’occhio alla sostenibilità dell’intero “sistema di mobilità urbana”.
Se da un lato troviamo mezzi pubblici di superficie puntuali e una rete di metropolitane in costante aumento che offrono insieme una copertura molto capillare, trovo invece carenti e pericolose le scelte fatte dal Comune per il comparto automobilistico, attualmente il mezzo di trasporto più sicuro contro il rischio coronavirus. La città ha perso migliaia di posti auto a favore di piste ciclabili che si intersecano in modo pericoloso con le corsie dedicate alle auto, taxi, autobus e altri mezzi di trasporto.
Aggiungiamo il flop legislativo che contraddistingue la comparsa dei monopattini, aggiungiamo la maleducazione di utenti di biciclette e motorini, poi abbiamo l’AreaC e l’AreaB, che insieme coprono la quasi totalità del territorio milanese con regole d’utilizzo e orari differenti, ciliegina sulla torta, il Covid-19… e il pasticcio è fatto.

Si percepisce una scarsa attenzione al cittadino, che inevitabilmente, prima o poi, l’auto la deve utilizzare, senza contare chi, per esigenze di lavoro, è obbligato a servirsene quotidianamente. Ben vengano le idee per alleggerire il traffico, ben vengano le idee ecologiche e ben vengano le soluzioni intelligenti.

Purtroppo negli ultimi anni abbiamo visto e toccato con mano le soluzioni trovate per limitare l’uso delle auto, con il dichiarato intento pubblicizzato dal Comune di migliorare la qualità dell’aria, abbiano fallito. Non solo la qualità dell’aria milanese resta una delle più inquinate al mondo, ma l’impressione è stata quella che queste soluzioni abbiano solo portato un generoso ingresso di denaro extra nelle casse del Comune, come se sentissimo il bisogno di avere ulteriori tasse sul già tartassato comparto dell’auto.

Se a tutto questo aggiungiamo una viabilità diventata molto pericolosa, gli incidenti sono in netto aumento, soprattutto quelli fra pedoni e auto con monopattini e biciclette. La viabilità così come è stata pensata, è diventata una giungla di problemi che, inevitabilmente, ha creato solo ulteriori disagi e situazioni pericolose.

Una soluzione consigliata dagli esperti è quella di pianificare una mobilità sostenibile abbinata a nuovi posteggi; se ne parla da anni, ma il Comune di Milano non ci sente, preferisce adottare soluzioni alternative che in realtà non risolvono il problema, anzi, lo stanno peggiorando. La soluzione al problema è il mix fra viabilità green (percorsi pedonali e piste ciclabili), soluzioni ecologiche come l’adozione dei monopattini (con regole precise sul loro utilizzo), incentivare l’acquisto di mezzi privati ecologici (auto elettriche oppure ibride), una rete di trasporti pubblici capillare ed ecologica, creare molti posteggi nelle aree d’interscambio (anche vicino al centro cittadino e non solo in periferia) e adottare un parco auto per i taxi che lavorano all’interno ella cerchia cittadina o nell’immediato Hinterland completamente elettrici.

Si dice che l’unione fa la forza, ma per creare questa forza bisogna creare un’alleanza strategica fra i vari comparti. Se si continua a pensare al mondo dell’auto come ad un enorme salvadanaio per attingere denaro, senza comprenderne la sua potenzialità, la luce in fondo al tunnel sarà sempre lontana. Creare sinergie è il modo migliore per creare confini liquidi fra i vari utenti della strada, agevolando tutti in modo propositivo così da dare ad ogni persona la possibilità di muoversi nel pieno rispetto degli altri, salvaguardando l’ambiente e migliorando la qualità dell’aria che respiriamo.