C40 Cities Climate Leadership Group logo

di Vanessa Bocchi

Considerato il periodo in cui viviamo, stiamo apprezzando sempre di più il contatto con la natura e un ritmo di vita più sostenibile. Non si parla solo di raccolta differenziata o di consumare meno plastica, ma anche di diventare sempre più consapevoli di quanto il rispetto per l’ambiente sia collegato al rispetto per le persone.

Una delle realtà a livello mondiale, che si sta occupando di questo e che se occupa ormai da tempo, dal 2005, è C40.
C40 è una rete composta oggi da ben 97 grandi città. Quando è nata, per iniziativa del sindaco di Londra Ken Livingston, erano 40 (da lì la scelta del nome).
L’obiettivo del network C40 consiste nel supportare le città a collaborare e condividere conoscenze e compiere azioni volte ad affrontare il cambiamento climatico.
L’urgenza di rispondere al cambiamento climatico, soprattutto nei centri urbani continua ad aumentare, e con essa anche l’esigenza di interventi significativi.
Le stesse Milano, Roma e Venezia fanno parte della rete e proprio quest’anno il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha presentato il piano per una ripresa sostenibile.
Sembra che soprattutto le metropoli abbiano un ruolo fondamentale nel cambiamento climatico, in quanto sono le maggiori produttrici di emissioni di gas serra, ad esempio quelle che fanno parte della rete C40 sono responsabili del 25% sul totale globale.
Di recente infatti, C40 ha scritto un report in cui invita a una ripresa verde. Nel report i ricercatori spiegano come una ripresa verde e giusta sia in grado di creare oltre 50 milioni di posti di lavoro tra le quasi cento città della rete C40 e la loro filiera. Circa un terzo in più rispetto a quelli che verrebbero generati mantenendo le infrastrutture attuali.
Con una ricostruzione verde, secondo i ricercatori, i gas serra potrebbero dimezzarsi tra il 2020 e il 2030, fino a riuscire a contenere l’aumento delle temperature medie globali entro gli 1,5 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali.

Le iniziative per un futuro sostenibile sono sempre di più e sempre di più a prenderne parte non sono solo i giovanissimi, questo sembra essere un buon segnale.