Milano Gualtiero Marchesi : l’eredità di un maestro della cucina italiana moderna
Milano Gualtiero Marchesi dopo l’applaudito debutto al Castello Sforzesco di Milano, la mostra su Gualtiero Marchesi prende il volo verso l’Europa. Prima tappa internazionale: Bruxelles, cuore pulsante delle istituzioni europee e crocevia culturale d’eccellenza. Un’occasione per celebrare il più influente cuoco italiano del Novecento, l’uomo che ha rivoluzionato la nostra tradizione gastronomica traghettandola verso la modernità. Marchesi non è stato soltanto uno chef, ma un pensatore, un innovatore, un artista. La mostra itinerante ne racconta la storia, i piatti, l’evoluzione stilistica, con uno sguardo che intreccia alta cucina, arte concettuale e design.
Prima tappa europea: Bruxelles
Dopo Milano, l’omaggio a Marchesi approda a Bruxelles, dove sarà presentato in tre sedi prestigiose:
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25 ottobre, ore 20: presentazione ufficiale presso l’Ambasciata Italiana in Belgio.
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26 ottobre, ore 18.30: apertura al Parlamento Europeo, dove resterà visitabile fino al 29 ottobre.
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Dal 4 al 12 novembre: esposizione presso l’Espace Monte Paschi, in Avenue Auderghem, a pochi passi dalla sede del Consiglio d’Europa. Un tour pensato per valorizzare l’identità culturale italiana in Europa, con l’eleganza e la discrezione tipiche di Marchesi.
Un percorso tra ricette e innovazione
La mostra è stata ripensata per questa tappa europea, mettendo ancora più in rilievo le ricette: veri e propri atti creativi che raccontano sessant’anni di cucina italiana attraverso l’inimitabile stile del Maestro. Dai primi anni all’Albergo Ristorante Al Mercato, gestito insieme ai genitori, alla celebre apertura in via Bonvesin de la Riva a Milano, fino agli anni in Franciacorta e alla raffinata esperienza del Marchesino alla Scala, ogni piatto racconta un tratto del suo cammino. I menu scritti tra il 1960 e il 2010 compongono un racconto coerente, dove ogni scelta riflette un’evoluzione di pensiero, una sfida tecnica, un’aspirazione estetica.
Dall’alta cucina francese alla Nouvelle Cuisine
Marchesi non ha mai nascosto il suo amore per l’alta cucina francese, ma il suo spirito innovativo lo ha portato oltre. A partire dalla metà degli anni Settanta, scopre la Nouvelle Cuisine, che lo ispira profondamente. Con la Nouvelle Cuisine, Marchesi trova conferma di un principio a lui caro: la semplicità è la via per raggiungere l’eleganza. Eliminare il superfluo, riscoprire il valore delle cose essenziali, dare respiro alla forma e profondità al gusto: questa la sua missione. La cucina diventa linguaggio. Un equilibrio tra leggerezza, salute, bellezza e gusto. Un’arte che parla attraverso la misura, il ritmo, l’armonia. Così, ogni piatto diventa un’opera pensata per nutrire e per comunicare.
La logica delle cose semplici: il Quaderno della Fondazione
A accompagnare il percorso della mostra vi è anche una novità editoriale: il primo Quaderno della Fondazione Gualtiero Marchesi, intitolato “Gualtiero Marchesi. La logica delle cose semplici”. Un’opera pubblicata in versione bilingue per accompagnare le future tappe internazionali dell’esposizione. Attraverso pagine ricche di immagini, testi e testimonianze, il Quaderno approfondisce la filosofia di Marchesi: la semplicità come forma di rigore, l’equilibrio come cifra estetica, l’arte della misura come forma suprema di bellezza.
La cucina come arte e spettacolo
Uno degli elementi distintivi della mostra è la capacità di rappresentare la cucina di Marchesi come un’esperienza totale. La tavola non è soltanto uno spazio in cui servire cibo, ma un palcoscenico in cui ogni elemento partecipa alla narrazione. Nulla è lasciato al caso: ogni posata, ogni piatto, ogni bicchiere è parte integrante della composizione. Marchesi non solo cucinava, ma metteva in scena il suo pensiero. La sua arte dialogava con la pittura, il design, l’architettura e persino la musica. Il suo modo di comporre un piatto si avvicinava a quello di un artista concettuale: rigoroso, ispirato, simbolico.
La forma è la materia
Un capitolo importante dell’esposizione è dedicato proprio al rapporto tra forma e materia. Gli strumenti della tavola – piatti, posate, bicchieri, legni – sono trattati con la stessa cura con cui si trattano i materiali di un’opera d’arte. La cucina diventa un manifesto estetico. Come si legge nel Quaderno della Fondazione: “La forma è la materia”. Un principio che Marchesi ha fatto suo per tutta la vita, in un’epoca in cui il rischio dell’estetismo fine a sé stesso è costantemente in agguato. In un tempo diviso tra volgarità e simulazione di bellezza, il messaggio di Marchesi suona attuale e necessario. Il suo invito è quello a ritrovare la verità nelle cose semplici, nella misura, nel dettaglio, nella profondità. Dove il bello coincide con il buono, e la cucina torna a essere cultura.
Un lascito che parla al futuro
La mostra su Gualtiero Marchesi a Bruxelles è molto più di un omaggio postumo. È un viaggio che attraversa sessant’anni di cucina, arte, cultura e innovazione. È una celebrazione dell’intelligenza creativa, dell’equilibrio tra tradizione e sperimentazione, della forza del pensiero italiano nel mondo.
Attraverso immagini, ricette, oggetti e parole, il visitatore è guidato nel mondo di Marchesi, dove ogni piatto è un’idea e ogni gesto ha una sua etica.
Bruxelles è solo la prima tappa. Il viaggio continua. E con esso continua anche il racconto di una figura che ha saputo trasformare la cucina in un linguaggio universale, capace di parlare all’Europa e al mondo.










