Riello Fava Maroni
Riello Fava Maroni

Si è tenuta al 31° piano del Grattacielo Pirelli, a Milano,

la conferenza stampa di presentazione del Padiglione Lombardia al prossimo Vinitaly 2013,

il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma alla Fiera di Verona dal 7 al 10 aprile. Presenti alla conferenza, il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, il presidente della Camera di Commercio di Sondrio e membro del Consiglio di Unioncamere Lombardia, Emanuele Bertolini, e il presidente di Veronafiere, Ettore Riello. Moderava l’incontro Davide Paolini noto giornalista e conduttore radiofonico.

paolini bertolini

Durante la conferenza stampa sono stati presentati agli intervenuti l’importanza dell’export secondo i dati Istat, il Padiglione Lombardia al Vinitaly, le peculiarità della regione per le sue denominazioni di qualità, il ruolo degli undici Consorzi di tutela.

I vini di Lombardia presenti sui mercati europei e Nord americani, stanno ampliando il loro raggio d’azione verso Giappone, Hong Kong e Messico. A confermarlo, a pochi giorni dalla 47ª edizione di Vinitaly sono i dati Istat. La tendenza positiva è stata confermata, infatti, da una crescita dell’export dell’11,2% per tutto il 2012, quasi il doppio del già lusinghiero +6,5% registrato a livello nazionale. In totale l’export del settore vinicolo lombardo ha raggiunto il valore di 237 milioni di euro.

Un ottimo risultato, con il quale i vini di Lombardia si preparano al passaggio dal silenzio delle cantine ai riflettori del Vinitaly. Dove l’appuntamento con buyer, operatori del settore e giornalisti è fissato nel “salotto” del Padiglione Lombardia, allestito come da tradizione al secondo piano del Palaexpo (il primo edificio che si incontra varcati i cancelli di VeronaFiere). A salutare la partenza della collettiva lombarda per Verona è intervenuto al suo debutto nel ruolo di governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni. “È un momento di grande rinnovamento nella vita dell’istituzione regionale ed è per me un privilegio – ha affermato – poter muovere in primi passi come presidente della Lombardia a fianco dei nostri viticoltori, celebrando l’avvio della X legislatura con i vini del nostro territorio”.

Il Padiglione, all’interno della manifestazione fieristica, con una superficie di 8.500 metri quadrati, dei quali 4.400 allestiti, rappresenta la prima per numero di espositori (203 le aziende vitivinicole presenti, per oltre mille vini in degustazione) e la seconda in termini di superficie. Inoltre, il Padiglione, che nel 2012 ha registrato oltre 50 mila visitatori su un totale di 140 mila che hanno frequentato la rassegna, è il più strutturato in termini di servizi, tanto da essere considerato a buona ragione il “salotto” della manifestazione.

Al suo interno, in primo piano, ci sarà ancora una volta la qualità. «L’anno che ci siamo lasciati alle spalle – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura, Gianni Fava – sarà ricordato per la prolungata siccità che ha caratterizzato la stagione estiva, compromettendo le rese delle nostre colture. Stando ai dati della vendemmia 2012, la produzione di uva segna un calo dell’11 %. La qualità, tuttavia, si preannuncia straordinaria. L’assenza di precipitazioni ha infatti avuto anche effetti benefici sulle viti, che hanno subito meno aggressioni da parte di organismi nocivi, consegnando nelle mani dei viticoltori grappoli in ottime condizioni. Non solo. La qualità si conferma essere il faro che guida, tra i filari come in cantina, le scelte aziendali dei viticoltori lombardi. Non a caso – ha aggiunto l’assessore – su 21 mila ettari rivendicati, 17.500 sono destinati alla produzione di vini a denominazione».

Dal Lugana, primo vino lombardo a ottenere il riconoscimento di Doc nel 1967, alla Doc Valtènesi datata 2011 – che nel suo primo anno di vita ha già registrato un più 24% di superficie vitata – sono 42 le denominazioni vanto della nostra regione: 5 Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), 22 Doc (Denominazione di origine controllata), 15 Igt (Indicazione geografica tipica). Una ricchezza di offerta, in termini di tipologie e qualità, che è specchio della varietà di ambienti, di clima e terroir che caratterizzano la Lombardia: montagna, collina e grandi laghi. Non sorprende, quindi, che accanto all’Oltrepò Pavese, terza area viticola a livello nazionale per estensione, e alla Valtellina, la più grande area vinicola terrazzata di montagna in Italia, trovino spazio nella nostra regione nicchie quali quella del Moscato di Scanzo, la più piccola Docg italiana, e del Botticino, una delle più piccole Doc nel panorama nazionale. E’ importante sottolineare che, pur producendo poco meno del 3% del vino a livello nazionale, la Lombardia contribuisca per l’8% alle denominazioni di qualità, che in Italia tra Docg, Docg e Igt sono complessivamente 521.

Ma il Padiglione Lombardia, che ha fatto ancora una volta registrare il tutto esaurito, punta soprattutto a valorizzare la vocazione vitivinicola della regione. Questo, infatti, è l’obiettivo con cui due istituzioni come Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia hanno unito le proprie forze a servizio della rete dei Consorzi di Tutela e delle aziende vitivinicole lombarde.

L’export diventato un fattore importante in un momento in cui i consumi interni soffrono ha garantito ai vini lombardi una notevole crescita sui mercati esteri. «Il traino della domanda estera è ora diventato essenziale per il comparto enoagroalimentare, che sconta la stagnazione dei consumi interni», ha sottolineato Emanuele Bertolini, presidente della Camera di Commercio di Sondrio e membro del Consiglio di Unioncamere Lombardia. «Vinitaly è il principale momento di comunicazione della capacità produttiva e della qualità dei vini italiani; la presenza unitaria, importante e qualificata delle imprese lombarde dà un segnale unico della coesione e della volontà di crescere delle nostre aziende».

«I nostri vini non hanno nulla da invidiare ai migliori prodotti mondiali. – ha proseguito Bertolini – La crescita dell’export dell’11,2% registrata nel 2012 conferma che anche i consumatori esteri se ne sono accorti, e che l’obiettivo a cui dobbiamo aspirare è quello di fare della produzione vitivinicola lombarda un altro fattore di eccellenza riconosciuto a livello mondiale, accanto alla moda e al design».

Secondo l’elaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Istat, i primi cinque mercati di destinazione per i vini lombardi sono quello degli Stati Uniti (75,6 milioni di euro di valore export), Svizzera (30,3 milioni di euro), Germania (30,1 milioni di euro), Canada (16,1 milioni di euro) e Giappone (12,7 milioni di euro). Tra questi, quello che ha registrato l’incremento maggiore nel 2012 è il mercato del Sol levante (+54,8%), davanti a quello svizzero (+16,7%), statunitense (+16,4%), tedesco (+15,8%) e canadese (+4,6%). Ma l’export di vini lombardi è cresciuto molto anche a Hong Kong (+23%), in Messico (+17,3%) e in Norvegia (+11%). In lieve flessione, ma sempre significativo nei volumi, il mercato cinese, che con un valore di 5,4 milioni di euro resta l’ottavo in ordine di grandezza per i produttori vitivinicoli della Lombardia.

Al termine della conferenza stampa è stato offerta la possibilità di degustare alcuni spumanti, vini bianchi, rosati, rossi e passiti da parte di tutti i Consorzi. In abbinamento sono stati proposti formaggi e salumi tipici della Lombardia.

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