Stefano Gavazzi presenta “L’Ultimo Mattone sulla Torre di Babele” all’Urban Center di Milano
Giovedì 29 giugno 2017, nella prestigiosa cornice dell’Urban Center di Milano in Galleria Vittorio Emanuele II, è stato presentato il nuovo romanzo di Stefano Gavazzi, L’Ultimo Mattone sulla Torre di Babele. L’incontro ha riunito pubblico, studiosi e appassionati di narrativa fantastica, confermando l’interesse crescente verso l’autore e il suo percorso letterario.
Sono intervenuti con lui Evelina Flachi, Presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, Anna Wolter, astrofisica dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, e Valerio Consonni della redazione di Milano 24orenews. La serata è stata moderata da Dario Bordet, direttore responsabile di Milano 24orenews.
Un romanzo che unisce fantascienza, filosofia e introspezione
Secondo le fonti editoriali, L’Ultimo Mattone sulla Torre di Babele è un romanzo fantasy di 300 pagine pubblicato da Le Roy Editore. Il libro parte da un’idea affascinante: viaggiare nello spazio con la stessa naturalezza con cui oggi affrontiamo un volo intercontinentale. Gavazzi costruisce un universo narrativo in cui l’esplorazione intergalattica diventa quotidiana, ma non priva di rischi e interrogativi.
Il romanzo si apre sul Pianeta Giallo, uno dei mondi colonizzati dall’uomo. Qui incontriamo Giulia, giovane ingegnera genetica pronta a raggiungere la Terra per scoprire le sue origini. Accanto a lei ci sono Don Franco, sacerdote in viaggio verso Roma, e Alfredo, brillante scienziato noto per le sue ricerche genetiche. I tre protagonisti si ritrovano uniti da un evento inatteso che sconvolge la routine dell’astronave e, in breve tempo, l’intero sistema politico e sociale del pianeta.
La storia si complica pagina dopo pagina. Una minaccia proveniente dallo spazio mette in pericolo la Terra e costringe i personaggi a interrogarsi sul destino dell’umanità. Il romanzo alterna avventura, riflessione filosofica e domande profonde sul rapporto tra uomo e tempo, tema centrale nel pensiero di Stefano Gavazzi.
Il tempo come bene prezioso
Nelle recensioni dedicate al libro, emerge un elemento ricorrente: Gavazzi invita il lettore a riflettere sul valore del tempo, risorsa fragile e spesso sprecata. L’autore osserva come l’uomo insegua sogni di eternità dimenticando la natura limitata della propria esistenza. Questa riflessione nasce anche dalla sua esperienza personale, segnata dalla perdita del figlio Francesco, scomparso in un incidente nel 1985. Un dolore che ha trasformato la sua visione della vita e che ritorna, in forma simbolica, nelle sue opere.
Un messaggio di speranza
Nonostante il tema complesso, il romanzo mantiene un tono luminoso. Gavazzi suggerisce che, osservando con attenzione il quotidiano, possiamo scorgere qualcosa di “miracoloso e salvifico”. È un invito a vivere con consapevolezza, a scegliere la qualità della vita più che la sua durata, e a non disperdere il tempo in ciò che non conta.
Chi è Stefano Gavazzi
Le fonti biografiche raccontano che Stefano Gavazzi, nato a Milano nel 1939, ha lavorato per anni in una grande azienda prima di dedicarsi all’imprenditoria e alla scrittura. Ha viaggiato in tutto il mondo, esperienza che ha influenzato la sua visione cosmopolita e la sua narrativa.
Dopo la perdita del figlio, ha iniziato un percorso di ricerca interiore che lo ha portato alla pubblicazione dei suoi primi romanzi:
- “Palloni frenati” (1993)
- “La progenie di Erode” (2004)
L’Ultimo Mattone sulla Torre di Babele rappresenta la sintesi della sua maturità letteraria: un’opera che unisce fantasia, spiritualità e riflessione esistenziale.
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Chi è Stefano Gavazzi
Le fonti biografiche raccontano che Stefano Gavazzi, nato a Milano nel 1939, ha lavorato per anni in una grande azienda prima di dedicarsi all’imprenditoria e alla scrittura. Ha viaggiato in tutto il mondo, esperienza che ha influenzato la sua visione cosmopolita e la sua narrativa.
Dopo la perdita del figlio, ha iniziato un percorso di ricerca interiore che lo ha portato alla pubblicazione dei suoi primi romanzi:
- “Palloni frenati” (1993)
- “La progenie di Erode” (2004)
L’Ultimo Mattone sulla Torre di Babele rappresenta la sintesi della sua maturità letteraria: un’opera che unisce fantasia, spiritualità e riflessione esistenziale.











