Parma, 29 settembre 2016. Nella prestigiosa cornice dell’antico Palazzo del Governatore di Parma sono state inaugurate questo pomeriggio le due mostre del progetto dal titolo “Ferré e Comte/Dettagli. Grandi interpreti tra moda e arte”. Le mostre dei due grandi artisti saranno aperte al pubblico da domani, 30 settembre, fino al 15 gennaio 2017. Questo perfetto connubio tra moda e arte è nato in occasione del bicentenario dell’arrivo a Parma di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, imperatrice dei Francesi e regina d’Italia, poi duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla. L’iniziativa è fortemente voluta e sostenuta dall’assessorato alla Cultura del Comune di Parma in collaborazione con Fondazione Gianfranco Ferré, realizzato con il sostegno di Istituto per i beni artistici culturali e naturali – Regione Emilia Romagna, e l’Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma. Erano presenti all’inaugurazione Rita Airaghi, Presidente della Fondazione Ferrè, Michel Comte, i curatori Alberto Nodolini e Gloria Bianchino (curatori), il Sindaco Federico Pizzarotti e l’Assessore alla Cultura Laura Maria Ferraris – del Comune di Parma, e Arturo Carlo Quintavalle, storico e critico d’arte di fama internazionale, collaboratore di lungo corso del «Corriere della Sera».
Le mostre
GIANFRANCO FERRÉ E MARIA LUIGIA: INATTESE ASSONANZE
Al primo piano dello storico Palazzo, dove è allestita la mostra “Gianfranco Ferré e Maria Luigia: inattese assonanze”, Rita Airaghi ha accompagnato gli ospiti lungo il suggestivo percorso che si snoda tra le stanze del Palazzo con l’esposizione di 60 splendidi capi selezionati dalle collezioni Alta Moda e Prêt-à-Porter, frutto di un lavoro di ricerca giocata tutta sui dettagli della storia del costume dell’epoca di Maria Luigia e volto a individuare “inattese assonanze” tra declinazioni dello stile di Ferré e le passioni, il gusto e i tempi della “Buona Duchessa”. “La mostra è una curiosa proposta sulle inattese assonanze fra Gianfranco Ferré e il gusto e le passioni di Maria Luigia e del suo tempo – spiega Rita Airaghi – ma soprattutto è un’occasione unica per leggere la produzione di Gianfranco Ferré in maniera diversa. Soprattutto per le nuove generazioni, tutte, non solo quelle che hanno deciso di occuparsi di moda nella loro vita”
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NEOCLASSIC
Michel Comte ha invece accompagnato gli ospiti che hanno potuto ammirare “Neoclassic”, ospitata al secondo piano del Palazzo del Governatore e curata da Jens Remes in collaborazione con Alberto Nodolini e Anna Tavani, raccontando il suo modo di interpretare la parabola neoclassica attraverso un emozionante percorso di sculture, installazioni di luce e immagini fotografiche. Nella visione di Michel Comte il Neoclassicismo, da sempre, prima ispira e poi porta alla distruzione. Ma ancora oggi il fascino dell’arte Neoclassica rimane immutato nella storia, nella moda e nel design. “La mostra di Parma è la mia analisi personale dello stile e del tempo neoclassico”, spiega Michel Comte, “Una riflessione ideologica attraverso l’espressione artistica consapevole del fatto che sì, possono andare in frantumi i simboli e gli uomini, ma non la bellezza artistica che rimane al di là di ogni ideologia”.
| photogallery © | Neoclassic: inaugurazione mostra di Michel Comte 29.09.16 |
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Il Palazzo del Governatore di Parma
“Durante il Capitanato di Pietro Vernaccia… si edificò nella Piazza una gran casa merlata e dipinta con botteghe pei mercanti nel luogo stesso, dove ora vediamo il Palazzo del Governatore e se ne conservò memoria in un pubblico marmo“. Così lo storico Ireneo Affò descrive questo palazzo alla fine del ‘700. Le origini del palazzo risalgono a tempi lontani, al XIII secolo fra il 1283 e il 1285, quando con il nome di “Palazzo dei Mercanti” fu edificato sul lato nord della Piazza Nuova (oggi Piazza Garibaldi). In stile tardo romanico, era costituito da due distinti corpi di fabbrica, separati al centro dallo stretto borgo di san Marco, oggi non più esistente. Perse le originarie funzioni mercantili, il Palazzo divenne presto sede del Capitano della città e, in seguito, del Governatore, dell’Uditore civile e di altri magistrati comunali. La struttura architettonica rimase inalterata per secoli fino a gennaio 1606, quando il crollo dell’altissima Torre civica e la conseguente distruzione del Palazzo del Comune resero necessaria la ristrutturazione del Palazzo del Governatore, che venne inizialmente unificato chiudendo il borgo di San Marco con un voltone. Su quest’ultimo nel 1673 fu innalzata una torre, che assunse le antiche funzioni della distrutta torre civica, di cui mantenne l’antica campana detta “di terza”, risalente al 1453, conservatasi intatta nei secoli fino alla sostituzione con un copia nel 1998. Le attuali eleganti forme neoclassiche del Palazzo del Governatore sono da attribuire all’architetto di Corte Ennemond Alexandre Petitot che, incaricato nel 1760 di risistemare la piazza, fece ristrutturare il Palazzo inserendo i tipici elementi decorativi: fu anche aperta la nicchia centrale, per ospitare la statua della Vergine Incoronata, scolpita da Jean-Baptiste Boudard.
Nel 1829 la duchessa Maria Luigia incaricò Lorenzo Ferrari e Luigi Pazzoni della realizzazione delle grandi meridiane della facciata. Negli anni ‘20 l’interno ed il retro del palazzo subirono un importante intervento di ristrutturazione in stile razionalista, che conservò solo alcune delle antiche decorazioni interne. L’intero edificio, sede di alcuni uffici comunali fino alla fine del XX secolo, fu sottoposto a consistenti interventi di restauro tra il 2000 e il 2009 (vennero conservate solo alcune delle antiche decorazioni interne) che lo trasformarono nell’odierno “Luogo d’Arte Moderna e Contemporanea”. Inaugurato nel gennaio del 2010 con la mostra Nove100, ospita temporanee esposizioni di arte prevalentemente contemporanea. La facciata del palazzo, interamente intonacata e colorata nelle sfumature del giallo, è caratterizzata dall’alta torre centrale, che presenta, nonostante gli interventi del Petitot, elementi tipici dello stile barocco. Su di essa, inferiormente alle tre grandi aperture che ospitano la campana, è posizionato un grande orologio; al di sotto, ai lati della nicchia che ospita la Statua della Vergine Incoronata del Boudard, sono poste le complessemeridiane ottocentesche, che all’epoca della costruzione rappresentavano uno dei più avanzati sistemi di misurazione del tempo. Esse sono costituite da un orologio solare e da meridiane del tempo vero e tempo medio, che consentono di visualizzare, oltre alle ore del giorno, anche i fusi orari, lo scorrere dei mesi, le ore di alba e tramonto, le costellazioni zodiacali ed altri calcoli astronomici. Le due ali laterali simmetriche si presentano in stile puramente neoclassico, particolarmente evidente nella cornice marcapiano, negli ornamenti delle finestre, nel cornicione con l’elegantegrecae nelle strisce orizzontali in rilievo. Nel muro del palazzo, in prossimità dell’angolo tra piazza Garibaldi e strada Cavour, è ancora oggi incastonato il “mattone di Parma”, antica unità di misura dei costruttori parmensi.











