gaetano vari oltre
Gaetano Vari Oltre

 ROMA  alla GALLERIA D’ARTE IL MASCHERINO

Via Roma 34 Manziana

MOSTRA DEL PITTORE GAETANO VARI  “OLTRE”

dal 17 dicembre 2016 al  29 dicembre 2016

inaugurazione 17 dicembre 2016 ore 17,00

Roma: s

arà inaugurata il 17 dicembre 2016 alle ore 17 a Manziana-Roma la mostra del pittore Gaetano Vari ” Oltre “. L’esposizione si terrà presso la galleria d’arte IL MASCHERINO fino al 29 dicembre 2016. 

Gaetano Vari nasce a Manziana (Roma) nel 1959.

Poeta e docente di storia dell’arte, nel 1973 inizia ad intraprendere il suo percorso artistico nella pittura partecipando a diverse esposizioni in Italia e all’estero.La sua pittura, contraddistinta inizialmente da uno stampo classico e figurativo, si avvicina in un secondo momento all’astrattismo, conquistandosi in breve tempo un importante spazio nell’ambito del movimento informale italiano. Le sue tele si caratterizzano per un’intensa tessitura cromatica, una pittura che rievoca erudite e arcaiche memorie ancestrali, in particolar modo quella degli Etruschi. Nei suoi quadri le dirompenti forme multicolori si racchiudono in labirinti enigmatici e mitologici che catturano le anime degli osservatori e li accompagnano in fantastiche atmosfere e fabulistici sogni dove il colore incanta e magnetizza gli sguardi delle persone. Durante la sua carriera l’artista si confronta con numerosi pittori con i quali instaura una profonda amicizia tra cui Gino Righetto, Mario Coppola, Renzo Vespignani, Pericle Fazzini, Alberto Burri e Luce Balla, la figlia di Giacomo Balla. Con Vespignani l’amicizia sarà forte, seguirà da vicino l’evoluzione astratta di Vari. Il catalogo della mostra di Ferrara del 2000, presentato nella Galleria “Il secondo rinascimento”, è un esempio di lavoro curato dai due. L’artista diventa il protagonista indiscusso di numerose e prestigiose mostre tra le quali ricordiamo: quella organizzata nel 1979 nell’incantevole Palazzo Grassi a Venezia e quella allestita nel 1989 nella Galleria La Spirale di Roma, dove riscuote un grandissimo apprezzamento da parte della critica con uno studio sull’aquila reale. La città di Milano lo celebra nel 1999 con una mostra personale organizzata nella Galleria Modigliani che suscita un notevole interesse e gradimento da parte di pubblico e critica. L’artista intraprende subito dopo un lungo rapporto con la Galleria lo Spazio Visivo di Roma e con il critico Anselmetti che seguirà a lungo la sua pittura. Nello scenario internazionale alcune importanti rassegne collettive che lo vedono partecipe sono quelle svolte a Berlino nel 2007, a Barcellona nel 2010 e a Parigi in occasione di “Colori d’Italia” nella Galleria Espace Arsino. Attualmente l’artista organizza e presiede le giurie di prestigiosi corsi di pittura nazionali ed internazionali, mansioni che porta avanti da diversi anni e, dal 1993, è Presidente di “Il Mascherino”, Associazione culturale dedita a sostenere e promuove progetti socio culturali di livello regionale destinati alla valorizzazione delle tradizioni e la tutela del patrimonio storico e artistico laziale, attività svolta in collaborazione con la Provincia di Roma e l’Università La Sapienza di Roma. Le sue opere sono esposte permanentemente a Manziana, nell’atelier dell’artista e presso la Galleria d’arte “Il Mascherino”, a Viterbo presso la sede della Mercedes, a Tricase in provincia di Lecce, collezione Pina Scarcella. Il critico d’arte Daniele Catini definisce così la sua pittura:” L’opera recente di Vari rappresenta una volontà di partecipare -ma anche superare- il bagaglio della contemporaneità pittorica, per incidere con estremo coraggio e propensione verso un’arte liberatoria, intrisa di impulsi e distillazioni, espressione sintetica di un arco temporale ben più ampio nella storia della pittura. Il suo, un terreno artistico-culturale nato dall’evocazione -se pur filtrata- di aspetti contenutistici dell’arte classica, sia mitologici che mistico-leggendari in cui sono gli strumenti di una astrazione  comunicativa che rendono innovativo il suo pensiero. Ritroviamo sempre un estro, fatto di valenze simboliche ed  intriso di messaggi assordanti, ma che non si può dettare iconologicamente, perché libero da convenzioni storico-artistiche e perché nasce dal profondo di chi crea. Una pittura, la sua, in cui l’astrattismo è funzione essenziale dell’odierna comunicazione e predisposizione intellettuale al contenuto; una pittura che esprime autentiche sensazioni dell’anima contemporanea già in viaggio nel futuro e insieme ricca di colte reminiscenze ancestrali, bagaglio e memoria insostituibili nel progredire dell’arte”.
 
 
 
Christian Flammia