Archeoclub d'Italia
Archeoclub D'italia

Archeoclub d’Italia

Movimento di opinione pubblica

al servizio dei Beni Culturali e Ambientali

Domenica 13 maggio 2012 Archeoclub d’Italia, movimento che si batte da 40 anni per la valorizzazione del patrimonio culturale del Paese, apre, con i suoi volontari, per il diciottesimo anno consecutivo, le porte di chiese, oratori, abbazie, cripte e pievi generalmente chiusi o in stato di abbandono, e quindi sottratti alla fruizione dei cittadini. 

Un’occasione d’oro per riscoprire le antiche radici della nostra civiltà e le sue forme artistiche più suggestive, ma anche per colloquiare con le comunità ecclesiali del nostro territorio e rafforzarne un’intesa. “Oggi molte chiese e oratori – dichiara Claudio Zucchelli, Presidente Nazionale dell’Associazione – si trovano in posizione decentrate rispetto ai nuovi poli di aggregazione urbanistica, oppure sono stati sostituiti da chiese più moderne, meglio rispondenti a esigenze e gusti della popolazione, o ancora sono stati abbandonati, con la soppressione di alcuni Ordini religiosi. Questi edifici sono stati semplicemente chiusi e lasciati alla loro sorte, perché non c’è più nessuno che possa mantenerli o che abbia interesse a farlo. Il nostro intervento vuole riportare all’attenzione una serie di monumenti storici, alcuni anche di pregevole valore architettonico, per evitare che altri pezzi della nostra storia scompaiono nell’incuria. Chiese Aperte, dunque, incarna la vera missione di Archeoclub d’Italia: rendere fruibili piccoli pezzi della nostra storia, e sottrarli al degrado e all’abbandono con particolare attenzione alle località di provincia”. Nel corso di questi anni l’operazione Chiese Aperte ha consentito di riportare alla luce, sebbene per un solo giorno, circa 2.000 monumenti religiosi e molti di essi, nel tempo, sono stati restaurati, recuperati e restituiti alla fruizione pubblica.

 

La giornata nazionale è patrocinata dall’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della Segreteria Generale della CEI, Conferenza Episcopale Italiana.

 

Per informazioni tel. 06.44202250

 

Roma, 19 aprile 2012