TEatro alla scala OTELLO
Teatro Alla Scala Otello

                                                                      Quindicesimo appuntamento del ciclo

Prima delle prime”

Stagione 2014/2015

Amici della Scala – Teatro alla Scala

OTELLO

di Gioachino Rossini

libretto di Francesco Berio di Salsa

Teatro alla Scala – Ridotto dei palchi “A. Toscanini”

Lunedì 29 giugno 2015 ore 18

 

Milano: Otello, seconda opera napoletana di Rossini, andò in scena per la prima volta il 17 gennaio 1817 a Napoli, al Teatro del Fondo quando la sala del San Carlo, distrutta da un incendio, era in attesa di ricostruzione. L’opera ebbe una difficile gestazione, stando alle lamentele di Barbaja, l’impresario del San Carlo al quale Rossini era legato da un contratto, e alle lettere del compositore. Il librettista Francesco Berio di Salsa scrisse i versi non basandosi direttamente sulla tragedia di Shakespeare, ma come avveniva all’epoca, usando adattamenti contemporanei (povero Berio, quante frecciate gli inflissero Byron e Stendhal!). Ma nel libretto entrava una sconcertante novità; nello schema tradizionale dell’opera con il lieto fine saltava qualcosa: l’eroe uccide l’amata. Intanto Rossini, ventiquattrenne, con la fretta che caratterizzò la sua giovinezza, componeva l’opera, sorretto dalla possibilità di avere a disposizione una delle più prestigiose compagnie di canto dell’epoca, di cui facevano parte Isabella Colbran (che divenne in seguito sua moglie) e due tenori di timbro vocale differente. In base alle disponibilità della compagnia distribuì anche i ruoli secondari e questo spiega l’accento “tenorile” delle prime opere serie napoletane.  In conclusione Otello, contrastato per il libretto, ma ammirato soprattutto per la musica del terzo atto dai nomi più illustri della cultura europea contemporanea, divenne uno dei primi esempi di un rinnovamento nell’opera seria italiana. “È qui – secondo la Rossini Renaissance – che si gioca la grande riforma dei luoghi comuni del melodramma ottocentesco”.

Nonostante il dissenso di una parte del pubblico nei riguardi del finale, considerato allora eccessivamente tragico, l’opera ebbe alla “prima” un successo che divenne poi nelle rappresentazioni in tutto il mondo (talvolta con la sostituzione di un lieto fine alla conclusione tragica) sempre più vibrante. Fino alla fine del XIX secolo quando fu sostituita nei gusti del pubblico dall’opera omonima di Verdi. Quando la Desdemona rossiniana “Assisa a’ piè d’un salice” cedette il passo alla Desdemona verdiana dolente nell’invocazione “O salce! salce! salce!”. Per vedere il ritorno sulle scene dell’Otello di Rossini bisogna arrivare al secondo dopoguerra in cui si registrano alcune sporadiche ma importanti rappresentazioni e soprattutto al 1988 quando il Rossini Opera Festival propose la “Prima rappresentazione in epoca moderna” secondo l’edizione critica a cura di Michael Collins. Da allora è ritornato il successo degli inizi. Nell’incontro “Il trionfo del tenore” con ascolti e video, parla di Otello Giancarlo Landini, musicologo e critico musicale.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

 

Il ciclo di incontri di “Prima delle prime” fa parte del palinsestodi “Expo in città”

Riprese, post produzione video e supporto tecnico a cura di Meeting Project

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