Chi ha a disposizione un immobile libero si trova spesso a dover scegliere come sfruttarlo nella maniera più conveniente possibile. Lasciare la casa sfitta a lungo, in attesa magari che un figlio adulto vi si trasferisca, comporta dei costi importanti ed è quindi un’opzione generalmente sconsigliata. Le due strategie principali per mettere a rendita un immobile vuoto sono i contratti di locazione a lungo termine oppure gli affitti turistici a breve termine. In questo articolo metteremo a confronto queste due opzioni per capire quale si adatta meglio a diverse situazioni.
Affitti brevi: perfetti per le località turistiche
Il mercato degli affitti brevi sta attraversando in questo momento una fase di espansione. Spinto dalla ripresa del turismo e dalle possibilità che regala la digitalizzazione, il settore cresce a un buon ritmo sia dal punto di vista della domanda che da quello dell’offerta. Il prerequisito fondamentale per mettere a reddito una casa libera attraverso gli affitti brevi è la zona in cui questa si trova. Questa opzione è infatti conveniente per alloggi situati in un centro storico oppure in una località ad alto interesse turistico. Se un appartamento in un anonimo quartiere di periferia non ha grandi potenzialità, non è però difficile capire perchè avviare una casa vacanze a Como, tra le mete italiane che crescono a ritmo più rapido, è una prospettiva ben più promettente. Attraverso i servizi di un’agenzia di property management come ComoForRent, in grado di perfezionare i prezzi e le strategie promozionali in base al periodo dell’anno, il reddito degli affitti brevi raggiunge cifre più alte rispetto alle locazioni a lungo termine. Un team esperto può inoltre aiutare i proprietari a navigare abilmente tra le diverse normative in vigore, così da sfruttare eventuali agevolazioni fiscali e deduzioni a cui si ha diritto. Per chi possiede un immobile idoneo, il maggiore vantaggio degli affitti brevi è la notevole flessibilità che permette di sfruttare l’alloggio per uso familiare quando lo si desidera, oppure di liberarlo rapidamente se si decide di destinarlo a una diversa funzione.
Affitti a lungo termine per entrate stabili
Come accennato, gli affitti a lungo termine sono spesso una scelta obbligata per coloro che possiedono un immobile lontano dalle mete turistiche. Questa opzione può essere preferita anche da chi desidera entrate regolari e stabili, seppure più ridotte rispetto a quelle possibili con gli affitti brevi. Un contratto di locazione a lungo termine porta infatti un reddito garantito ogni mese, su cui si può contare durante la pianificazione delle proprie finanze. Implica inoltre una minore necessità di attività legate all’amministrazione, una volta che si è trovato l’inquilino giusto e si è firmato un contratto. Dopo la consegna delle chiavi non ci sarà più bisogno di promuovere l’immobile in affitto, di sbrigare pratiche burocratiche e di interminabili scambi di email o telefonate con persone interessate all’alloggio. La possibilità di richiedere una caparra consistente tutela poi il proprietario da eventuali danni che l’affittuario potrebbe recare all’immobile, riducendo il rischio di perdite di valore della casa. Affittare a lungo termine è spesso vantaggioso anche nel caso di abitazioni non ammobiliate: è frequente, infatti, che chi opta per questo tipo di sistemazione porti con sé i mobili con cui arredare gli ambienti.
In conclusione, gli affitti brevi sono ottimi per chi ha un immobile in una posizione privilegiata, desidera ampia flessibilità e vuole massimizzare le entrate, dandolo magari in gestione a un’agenzia per evitare perdite di tempo. In zone poco turistiche sono invece più convenienti gli affitti a lungo termine, adatti anche a coloro che danno la priorità a entrate stabili e garantite, seppure nel complesso più ridotte.











