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Coronavirus Operatori Sanitari

“Ci siamo accorti che avevamo tagliato risorse alla salute per metterle altrove; che l’indebitamento che continuiamo ad assommare non è servito a fortificare i nostri sistemi di tutela; che la sanità è pubblica, ma che le strutture private giocano un ruolo fondamentale e dovrebbero essere concepite all’interno del sistema; che lo Stato non è in grado di differenziare le proprie decisioni su un territorio profondamente differenziato per sua natura, fosse solo come espressione geografica”. Così Stefano Del Missier, direttore responsabile di Italian Health Policy Brief (testata edita da Altis-Ops), nel suo numero speciale dedicato alle ‘Sfide del Covid-19: il senno di poi. Il Ssn alla prova del Coronavirus: imparare e ripartire’. I contenuti della pubblicazione sono stati al centro di una conferenza stampa via web a cui hanno partecipato, oltre all’autore anche, il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, e il professor Carlo Signorelli, docente di Igiene e sanità pubblica all’Università di Parma e all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Abbiamo utilizzato una frase facilmente memorizzabile per questa nostra riflessione, il ‘senno di poi’- ha proseguito Del Missier durante l’incontro- perchè il periodo di emergenza da Covid-19 ci ha posto una serie di domande, che dobbiamo assolutamente prendere in carico se desideriamo che il Servizio sanitario nazionale possa uscire rafforzato da questo periodo”.

Ma quali sono le debolezze emerse più preoccupanti?

Sono soprattutto le ambiguità mai risolte che gravano sul sistema sanitario rendendolo indifeso, debole, lento e anche non efficiente – ha fatto sapere Del Missier – viviamo in un scontro continuo tra centro contro periferia alias Stato contro Regioni; continuiamo ad osservare il confronto armato tra politici e tecnici; il dilemma tra ospedale e territorio non è stato ancora davvero risolto; la compresenza di pubblico e privato è rimasta una contrapposizione e non è ancora diventata vera integrazione, così come una vera cultura aziendale fa fatica a trovare spazi in un contesto che vive da ente pubblico”.

Su questi temi, il governatore Ceriscioli ha osservato che “rispetto all’emergenza Covid, i limiti che si sono visti in termini di risposta hanno interessato la parte territoriale della nostra regione. Mentre gli ospedali, pur non organizzati per una pandemia, hanno avuto capacità di adattarsi e modificarsi in tempi reali ed essere così in grado di fornire tutto il necessario in anticipo rispetto all’avanzata del virus, la parte che più ha fatto fatica è stata proprio il territorio. Limiti che però non associo ad un’incapacità a livello regionale di organizzare al meglio anche tale servizi, ma piuttosto ad un elemento fondamentale che e’ il sotto finanziamento della sanità pubblica italiana”.

In merito alle questioni strategiche su cui avviare il confronto sul futuro, Del Missier ha poi aggiunto: “I temi di maggior confronto sono la definizione di un nuovo patto per la salute, una programmazione di più ampio respiro, una diversa e più qualificata identificazione e selezione delle risorse umane e del management, un più chiaro ed effettivo investimento sull’innovazione tecnologica e sulla trasformazione digitale”.

E proprio su queste macro-tematiche, Signorelli ha voluto invece sottolineare che “ci sarà in tutti settori un pre-Covid-19 e un post Covid-19: dai trasporti al turismo, all’istruzione, al lavoro e, a maggior ragione, alla sanità. Le auspicabili nuove risorse devono essere canalizzate nelle giuste direzioni: il sistema ospedaliero deve essere sempre più flessibile, i manager più smart, il territorio e la prevenzione devono essere parte integrante del sistema, anziani e altre fasce fragili più seguiti, la telemedicina deve decollare; senza dimenticare la grande criticità in corso cioè quella dell’emergenza medici e altre figure sanitarie”.

Il nostro Servizio sanitario nazionale, in un tempo di grande crisi, ha mostrato insomma “tutti i suoi punti deboli – ha aggiunto infine Del Missier- elencabili come una serie di nodi da sciogliere, ovvero un set di indicatori per la costruzione di una visione nuova e per la sua sostenibilità. Quanto descritto nella nostra pubblicazione e nel dibattito di oggi ci sembra essere più che mai il set di questioni su cui elaborare con competenza una nuova visione di sistema sanitario di come questo possa funzionare e di come possa ovviamente essere anche sostenibile”.

Fonte: agenzia Dire